Viaggio ai confini del mondo: Falkland, South Georgia, Orcadi, South Shetland e Antartide

Diario di un viaggio meraviglioso ai confini del mondo: Terra del Fuoco, Falkland, South Georgia, Orcadi, SouthShetland e Antartide

  • di balzax
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 1
    Spesa: Oltre 3000 euro

A causa della tempesta di vento la partenza è rinviata alle 9, quando finalmente la capitaneria di porto di Ushuaia concede l’autorizzazione a salpare. Bisognerebbe anche andare a dormire, ma la curiosità pervade tutti i passeggeri, così approfittando del fatto che c’è luce fin dopo le 10, siamo tutti fuori sul ponte ad ammirare i panorami del lungo canale che unisce due oceani, gli uccelli che cominciano a volteggiare attorno alla nave, le foche sugli isolotti. Passiamo davanti a Puerto Williams, l’ultimo centro abitato sul canale, che si trova sull’isola di Navarino in territorio cileno. Poi è ora di andare a dormire. Domani ci sveglieremo in mare aperto, mentre la Plancius dirige verso le Isole Falkland.

Nella lista dei presenti scopro che ci sono altri italiani: Emanuela e Gino, coniugi di Altivole (TV), Daniele avvocato di Casalpusterlengo e la famiglia Kompatscher di Bolzano. Durante il viaggio faremo conoscenza con Rogerio e Vera, carioca di Rio de Janeiro, e con le señoras Margarita e Carmen, spagnole dei paesi baschi, con cui costituiremo il gruppo dei “latinos” in mezzo a viaggiatori di altre 16 nazionalità (in maggioranza tedeschi, olandesi, inglesi e cinesi).

23 dicembre: in mare verso le Falkland

Good morning everyone, good morning! Questo caloroso saluto ci accoglierà tutte le mattine fino alla fine del viaggio, tanto che anche adesso che sono a casa quasi quasi ne sento la mancanza.

Alle 9 Lynn ci riunisce nella sala per il briefing obbligatorio richiesto dalla IAATO, l’associazione internazionale degli operatori turistici dell’Antartide fondata nel 1991 per difendere e promuovere la pratica di viaggi sicuri e rispettosi dell’ambiente da parte delle strutture private autorizzate a operare nel continente antartico. Ci spiegano le regole di comportamento a cui dovremo attenerci durante le uscite con gli zodiac e gli sbarchi nelle prossime settimane. In sostanza “le cose da fare e da non fare”. Segue altro briefing obbligatorio per spiegare come si sale e come si scende dagli zodiac, poi la distribuzione degli stivali e dei salvagenti.

La prova stivale fa capire subito che con questi attrezzi ci saranno dei problemi. Non è tanto per l’indosso, che è facile, quanto per toglierli, operazione che richiede sforzi, pazienza e esercizi di contorsionismo. Anche i salvagenti da zodiac, che sono i giubbotti di salvataggio autogonfiabili tipo ISO 12402, richiedono un po’ di studio accurato per capire da che parte bisogna metterseli addosso. Ci vorranno 3 o 4 giorni prima di riuscire a svolgere questa operazione con una certa disinvoltura. In cabina ci sono anche i salvagenti più grandi, quelli a collare provvisti di luce e fischietto d usare in caso di abbandono della nave, che ovviamente speriamo rimangano sempre nell’armadietto.

La traversata verso le Falkland è abbastanza movimentata, a causa di un vento in coda a 35-40 nodi che smuove le onde. Principi di mal di mare colgono una parte dei viaggiatori. Per chi resiste, c’è uno spettacolo meraviglioso sul ponte: mentre il sole tramonta le ombre scure degli albatros e delle procellarie (southern giant petrels), che seguono la nave fluttuando nel vento, si stagliano sullo sfondo illuminato da bagliori arancione riflessi sull’oceano, offrendo splendide opportunità fotografiche

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