Partenza il 18/3/2012 · Ritorno il 1/4/2012
Viaggiatori: 3 · Spesa: Da 1000 a 2000 euro

Anguilla, relax con gusto ai Caraibi

di picopape - pubblicato il

Finalmente! Dopo un paio d’anni di “pausa forzata” - in seguito alla nascita della nostra adorabile bambina - durante i quali abbiamo fatto qualche vacanza test prima in Sardegna e poi a Formentera, ci siamo fatti coraggio e siamo partiti tutti e 3 (con la nostra pupa di poco più di 2 anni) per un volo lungo raggio per riprendere la buona abitudine di conoscere nuovi posti che offrono un mare da cartolina.

Cogliendo al volo un’offerta imperdibile di Air Caraibes (2 biglietti al prezzo di 1) per la tratta Parigi Orly – St Martin, abbiamo poi acquistato un volo Roma – Parigi con Easy Jet e con un totale di 1.200€ in 3, difficilmente replicabile, abbiamo archiviato gli spostamenti aerei. Noi ci siamo trovati bene con Air Caraibes, compagnia che ha come hub proprio Parigi Orly per diversi voli con destinazione Caraibi: i voli sono stati puntuali con Airbus 330-200 anche se non proprio nuovi (infatti solo le file posteriori avevano il video sul sedile davanti). Altre alternative per raggiungere St Martin via Parigi sono Air France e Corsair.

Dopo 9 ore di volo da Parigi arriviamo puntuali il 18 marzo alle 15.30 a Saint Martin, ma la nostra destinazione finale non è ancora questa: troppo turistica, troppo costruita, troppo traffico per i nostri gusti….puntiamo subito 10 miglia più a nord ad Anguilla - British West Indies - territorio britannico d’oltremare di piccole dimensioni (25Km di lunghezza per circa 5km di larghezza massima), la più a nord delle Isole Sottovento nelle Piccole Antille, di una bellezza disarmante, con spiagge splendide e mare di un inconfondibile colore turchese tipico della fascia caraibica.

Anguilla in poche parole: spiagge perfette e di rara bellezza, mare cristallino e dai mille colori, in più tanti ristorantini dalla cucina raffinata. L’isola vanta a mio avviso un equilibrio perfetto tra servizi per il turista che cerca una vacanza comoda ed esigente senza eccedere nello sfruttamento turistico tipico di tante altre località caraibiche, mantenendo inoltre una chiara identità culturale locale. Certo non è un’isola economica, resort a 5 stelle non mancano come ristoranti menzionati nelle migliori guide per la qualità della cucina, ma il viaggiatore che vuole viverla spendendo poco ed immergendosi nella cultura locale ne ha tutte le possibilità.

Ma andiamo per ordine: una volta arrivati a St Martin, per raggiungere Anguilla ci sono tre alternative via mare. La più economica consiste nel prendere un taxi fino a Marigot e prendere il ferry (20 $) che ogni 30/45 minuti parte per una traversata di circa mezzora. Più comoda e cara (circa 50 $) la soluzione di prendere dei charter che ad orari prefissati partono direttamente da alcuni moli vicino all’aeroporto: prenotandoli dall’Italia ti aspettano all’uscita dell’aeroporto, prendono i bagagli ed i passeggeri, con una navetta in 2 minuti ti portano al molo dove barche da 10/12 posti ti conducono sfrecciando direttamente ad Anguilla. All’andata, sia per l’incognita del viaggio lungo sia per non far fare ancora ulteriori spostamenti a nostra figlia, abbiamo optato per la seconda soluzione affidandoci a Funtime Charter (alternative sono GB Express, Link Ferry). La terza alternativa è riservare una barca tutta per sé, ma qui i prezzi lievitano… per chi vuole c’è anche l’alternativa aerea, ma dopo un volo così lungo credo sia preferibile farsi un giro in barca!

Arriviamo così a Blowing Point, il punto di accesso di Anguilla. Che fantastica sensazione: già come scendo sul molo di Anguilla e cammino verso il minuscolo ufficio doganale dove la classica mamy di colore ti accoglie con un sorriso ed in pochi minuti sbrigherà le formalità doganali, capisco che quest’isola mi piacerà. E’ la stessa sensazione avuta nelle Family Islands delle Bahamas, dove tutto (chissà perchè) è sempre più semplice.

Pochi minuti e saliamo sul taxi che il proprietario dell’alloggio dove passeremo la vacanza ci farà gentilmente trovare poco fuori dal molo, ed in 10 minuti arriviamo al nostro appartamento presso Nature Gardens Apartments. Siamo accolti dal proprietario, Rhon, che ci aveva messo già poco a conquistarci via mail con la sua gentilezza, disponibilità e ricchezza di informazioni. Di persona si rivelerà altrettanto gentile confermando le nostre iniziali positive impressioni. Rhon gestisce una bella casa, ben tenuta, pulita, composta di 4 appartamenti: lui vive con la moglie e la figlia in un appartamento al primo piano. Gli altri 3, di cui due al piano terra ed uno al primo piano, li affitta a prezzi ragionevoli ed estremamente economici per i costi dell’isola. L’appartamento si rivela molto spazioso, inclusa la nostra camera dove troviamo già pronto il lettino per nostra figlia, i muri dipinti con colori pastello, la cucina fornita di tutto, ombrellone e sdraio da mare, borsa frigo, per di più wi-fi gratuito per collegarsi ad internet e chiamare così a casa gratuitamente via skype, che non è male come risparmio…Se cercate una soluzione semplice ma fornita di tutto, spaziosa e conveniente, è il posto che fa per voi. Se proprio vogliamo trovare un difetto è che non è direttamente sul mare (anche se a pochi minuti a piedi da una delle spiagge più belle, Rendevouz Bay), ma posizionata strategicamente in una zona dove in pochi minuti di macchina sarete praticamente ovunque.

Rhon inoltre, come promesso, ci ha fatto trovare, sempre ad un ottimo prezzo, una jeep già parcheggiata sotto il nostro alloggio e si è occupato di procurarci la patente necessaria per guidare ad Anguilla (che costa 20$ e dura 6 mesi): insomma, un ottimo inizio!

Guidare ad Anguilla è molto semplice, le strade sono quasi tutte asfaltate e le indicazioni sufficientemente buone: da ricordare che si guida a sinistra. In poco più di mezzora si attraversa tutta l’isola da nord a sud. Facciamo i primi acquisti in uno dei supermercati locali e, dopo un colpo non da poco per i prezzi esposti sugli scaffali, mi riprenderò solo alla casa dove la cassiera mi fa gentilmente notare che i prezzi esposti sono in dollari caraibici: la valuta locale è infatti l’East Caribbean Dollar e spesso i prezzi dei prodotti nei supermercati sono indicati in valuta locale, mentre i dollari USA sono accettati ovunque.

Le giornate passano tranquillamente visitando le splendide spiagge bianche dell’isola lambite tutte da acque turchesi, quasi sempre con pochissime persone che vi faranno compagnia, tempo bello, spesso qualche rinfrescante nuvola di passaggio, nel complesso clima ottimo: in questo periodo devo dire abbiamo anche trovato poche zanzare. Ovunque leggerete che l’isola è circondata da 33 spiagge, cosa probabilmente vera, ma a mio avviso quelle da segnalare sono una decina. Praticamente tutte le spiagge hanno sempre almeno un beach bar per bere e mangiare qualcosa, con in affitto lettini e ombrelloni (spesso gratuiti se si mangia nel beach bar) o a costi di molto inferiori a quelli italiani (tra i 3 e i 5$ al pezzo). Per descrivere la bellezza del mare di Anguilla basterebbe citare il Conde Nast Traveller che in un articolo ha scritto che “molte isole caraibiche sarebbero felici di avere almeno una delle 33 spiagge di Anguilla”. Queste di seguito sono quelle da noi consigliate, partendo in senso orario da quella davanti al Nature Gardens.

Le spiagge

Rendezvous Bay: a pochi minuti a piedi dall’appartamento, il primo giorno decidiamo di passarlo qui per l’impazienza di avere un primo assaggio di cosa offre l’isola…la curiosità è tanta e non veniamo delusi, non potevamo avere migliore inizio in quanto si rivelerà una delle più belle spiagge dell’isola. L’impatto ci lascia senza parole, una larga distesa di sabbia chiara bagnata da un bellissimo mare. Alla destra dell’accesso al mare incontriamo subito l’Anguilla Great House che offre una ottima soluzione con camere direttamente sul mare ed un Bar Restaurant, The Old Caribe, che ci ospiterà per il primo pranzo. Come dimenticare il ritmo rilassato della cameriera che sembrava veramente andare al rallentatore, senza dubbio i ritmi frenetici non sono di casa…beati loro !!! Alla fine della spiaggia verso destra il mare è generalmente un po’ più mosso perché più esposto, c’è un albergo di livello, il Cuisinart Golf & Resort ed il famoso Dune Preserve, un incredibile locale sulla spiaggia costruito dal musicista locale Bankie Banx con tronchi, pezzi di barche, canoe, reti portate sulla spiaggia dal mare. Da visitare la domenica pomeriggio per un aperitivo con musica dal vivo, dove con un po’ di fortuna potrete assistere, come capitato a noi, ad una performance di Bankie, chiamato con affetto il Bob Dylan di Anguilla.

Cove Bay: bellissima anche questa, tra le più deserte ed incontaminate dell’isola. Obbligatoria una sosta da Smokey’s che è direttamente sulla spiaggia, offre cibo di qualità e quasi tutte le sere musica dal vivo (almeno in alta stagione).

Maundays Bay: per noi splendida. Sarebbe la spiaggia privata di uno degli hotel più belli di Anguilla, il Cap Juluca, costruito con gusto lungo tutta la spiaggia. Una delle cose che mi ha sempre colpito dei Caraibi è che tutte le spiagge sono pubbliche, per cui chiunque ha diritto di accedere (anzi è il benvenuto) in qualsiasi spiaggia. Non ci facciamo intimidire dallo splendido ingresso ed informiamo il simpatico Anguillano all’ingresso che intendiamo passare la giornata a Maundays Bay: ci indirizza gentilmente al parcheggio riservato ai visitatori augurandoci una buona giornata, facciamo pochi metri nei curatissimi viottoli del Resort e ci affacciamo nell’angolo per noi più bello di tutta la spiaggia. Acqua calmissima e turchese, sabbia fine di un bianco accecante, ombra gentilmente offerta dalle mangrovie e dalle palme, diverse bellissime conchiglie proprio nella parte finale della spiaggia sotto la costruzione sulla roccia che ospita alcuni dei ristoranti (cari) del Resort. Nulla da dire alla bellezza del posto: da tenere a mente che i lettini sono riservati, giustamente, agli ospiti del Resort ma questo angolino alla fine della spiaggia è sufficiente ad ospitare i pochi visitatori che vi faranno compagnia. Da non mancare una passeggiata lungo la spiaggia per sbirciare nelle villette che costeggiano la riva ed ammirare Saint Martin apparire poco a poco nella sua interezza. Se non vi siete portati nulla da bere o mangiare, una soluzione “abbordabile” è il Blue, il bel beach bar posizionato grosso modo al centro della spiaggia.

Shoal Bay West: situata all’estremo sud ovest dell’isola, ci colpisce per le inconfondibili e moderne ville bianche costruite direttamente sulla spiaggia, a pochi passi dal mare. Disegnate da un famoso architetto, possono piacere o meno, certamente tolgono il fascino selvaggio al paesaggio ma caratterizzano questa spiaggia che comunque rimane molto bella: poco frequentata, passiamo qui una piacevole giornata anche perché la Trattoria Tramonto, gestita da un simpatico italiano bolognese che da anni si è trasferito ad Anguilla con tutta la famiglia ed accoglie personaggi famosi da tutto il mondo, ci riporta con gusto ai sapori italiani. Anche qui ombrelloni e lettini compresi nel prezzo del pranzo.

Barnes Bay: immagino sia bella e meriti una visita, ma, non so spiegarmi perché, tra una cosa e l’altra non ci siamo mai capitati. Qui c’è il Mango’s Seaside Grill, del quale abbiamo sentito parlare bene.

Meads Bay: spiaggia splendida anche questa, sabbia bianca e mare turchese, con qualche albergo e costruzione di troppo alle spalle che comunque non disturbano più di tanto. Abbiamo sempre trovato mare calmo, la spiaggia è digradante ma dopo pochi metri non si tocca. Anche da qui si può ammirare un fantastico tramonto. Il posto da consigliare qui è il Blanchard’s Beach Shack, un curato, colorato e simpatico chiosco dove mangiare all’ombra delle palme per poi rilassarsi sui lettini ed ombrelloni. Si tratta del beach bar di uno dei più rinomati ristoranti di Anguilla, l’annesso Blanchard’s. Sulla stessa spiaggia vanno menzionati il vicino Jacala e Straw Hat. Questa spiaggia a mio avviso è, in alternativa a Rendevouz Bay, una buona base di partenza per visitare l’isola dove potete trovare inoltre diversi alloggi, tra cui in primis merita una segnalazione il Carimar Beach Club, veramente carino e direttamente sulla spiaggia, ma anche Nathan’s Cove, il Frangipani Beach Resort oppure, alla fine della spiaggia verso sud, il Viceroy se avete soldi da spendere. Verso nord invece, dopo una piccola formazione rocciosa, non vi perdete una piccola caletta di sabbia che probabilmente sarà deserta (sempre che non abbiano finito di rinnovare l’albergo sopra le rocce).

Long Bay: ci abbiamo passato una veloce mattinata, si tratta di una spiaggia poco frequentata con alle spalle in una posizione ottima dominante sulla spiaggia l’Oliver’s Seaside Grill, un posticino da consigliare per una cena al tramonto ma che noi non abbiamo provato. Buon posto per lo snorkeling. Personalmente in questa zona dell’isola abbiamo preferito Meads Bay.

Road Bay (Sandy Ground): non so se definirla proprio una spiaggia oppure una specie di porticciolo con ancorate un po’ di barche, insomma non si distingue per particolare bellezza. Un passaggio però lo merita sia di giorno perché da qui partono le escursioni per Sandy Island, Prickly Pear o Dog Island, oppure di sera perché è popolata di diversi bar sulla spiaggia, ristoranti ed anche dei pochi locali consigliati per ballare (il Pumphouse, Johnno’s ed Elvis Bar su tutti, anche se la sera che siamo stati noi erano piuttosto deserti…).

Crocus Bay: è la spiaggia della capitale, The Valley, dove è facile incontrare ragazzi del posto che al ritorno da scuola si fermano a fare il bagno e giocare. La spiaggia come il mare non è tra i migliori dell’isola, ma merita una visita almeno per il pranzo o per un aperitivo/cena al tramonto per la presenza di un bel ristorante beach club, il Dà Vida, con comodi lettini con i cuscini e servizio anche direttamente al lettino. All’inizio della spiaggia, sotto un albero di mogano, troverete probabilmente qualcuno a chiacchierare, tra cui Calvin che vi potrà portare per pochi dollari con la sua barchetta alla spiaggia di Little Bay a fare un po’ di snorkeling.

Shoal Bay East: ovunque leggerete che è stata votata tra le 10 spiagge più belle dei Caraibi. Ovviamente, come spesso accade quando arrivi con elevate aspettative, resti un po’ deluso…intendiamoci, la spiaggia è bellissima e di una sabbia bianca molto fine, caratterizzata da una particolare forma ad L che offre panorami diversi, il mare è di tutti i colori possibili grazie alla presenza di alcuni reef facilmente accessibili da riva e lo spettacolo delle onde che in lontananza si infrangono sul reef completa la bellezza del paesaggio. Forse è un po’ troppo turistica per i diversi beach bar sul mare o perché piuttosto frequentata (rispetto alle altre spiagge del posto ovviamente, in confronto ad una spiaggia italiana può considerarsi praticamente deserta…) tuttavia ci siamo stati 3 volte, ed abbiamo provato lo storico Uncle Ernie’s che si trova entrando dall’ingresso principale subito sulla destra, Mac & Hank un po’ più spostato sulla sinistra ed Elodia’s (che offre anche degli appartamenti a poca distanza della spiaggia) che è l’ultimo a destra guardando il mare e si raggiunge direttamente con la macchina con una deviazione poco prima di arrivare alla spiaggia. Quest’ultimo è il nostro preferito perché un po’ defilato e più tranquillo. Ombrelloni e lettini sempre omaggio pranzando nel locale, ad accezione di Elodia’s se non ricordo male. C’è da segnalare anche il carino (ma anche caro) Maderiman Reef, dove non siamo stati perché un po’ troppo affollato. La parte a nord est della spiaggia, Upper Shoal Bay, è decisamente più vergine ma anche soggetta ad una forte erosione marina, tant’è che quando c’è alta marea la spiaggia in alcuni punti quasi sparisce. Su questo lato della spiaggia merita una visita il pittoresco Gwen’s Reggae Grill: anche qui la domenica pomeriggio si balla con la musica dal vivo, ma avendo una sola domenica a disposizione noi abbiamo scelto il Dune Preserve. Se decidete di alloggiare a Shoal Bay, le soluzioni sulla spiaggia sono diverse (e per lo più costose): il Ku, Shoal Bay Villas ed Elodia’s che probabilmente è il più economico.

Savannah Bay: l’unica spiaggia difficilmente accessibile tra quelle visitate, con una lunga strada sterrata dove la jeep ci ha fatto comodo. Molto selvaggia e deserta, presenta comunque un chiosco dove rifocillarsi, il Palm Grove. Purtroppo era sporcata dalle alghe forse per la sua esposizione ai venti, quindi siamo stati poco.

Sandy Island: ci è piaciuta moltissimo la gita a questa isoletta che dista pochi minuti di barca (se vogliamo chiamarla così…) da Sandy Ground. Ci presentiamo puntuali pochi minuti prima delle 10 di mattina sul molo al centro della spiaggia di Road Bay, da cui partono i collegamenti con questa isoletta. Non si vede nessuno finchè, un po’ alla volta, arrivano 4 ragazzi del posto che proprio alle 10.00 partono tutte le mattine per andare ad “aprire” il piccolo beach bar sull’isola: mi dicono che visto che siamo solo 2 + la piccola dovremmo riuscire ad entrare con loro sulla barchetta ed andare con il primo viaggio, altrimenti se ne parla alle 11.00… Comincio ad invidiare gli Anguillani, ed io che per andare a lavorare mi alzo alle 7 di mattina per poi buttarmi nel traffico….loro aprono con comodo alle 10 di mattina, e sono pure al mare…Vabbè, riusciamo a salire insieme ad alcune consumate ghiacciaie destinate all’isola (qualcosa mi dice che contengono il nostro pranzo, alla faccia della qualità ISO9001) ed approdiamo in pochi minuti su un fazzoletto di sabbia di pochi metri quadrati tutto per noi, 4 palme, un chiosco ed un campo di pallavolo. Mangeremo aragosta e pollo alla griglia accompagnati da una immancabile birra locale, la Carib, faremo bagni di sole e di mare in un’acqua da sogno, un ottimo snorkeling…qualche barca in crociera fa tappa sull’isola, ma si sta comunque bene. Una scritta sul legno del chiosco recita “musica naturale dal vivo, suonata dalla band composta dai gabbiani, dal vento e dalle onde del mare”! Non dico altro, andateci! P.s.: l’ultimo viaggio di ritorno disponibile che abbiamo preso era alle 16, e come all’andata, siamo ovviamente tornati a terra con gli stessi “dipendenti” del chiosco e le stesse ghiacciaie, questa volte vuote però…

Dove mangiare

La cucina del Nature Garden’s, oltre che per ricche colazioni, l’abbiamo utilizzata solo per sfamare la nostra piccola ed essere certi che almeno a cena facesse un pasto completo. Per quanto ci riguarda sempre a cena fuori per provare ogni sera un altro punto di forza di Anguilla, la cucina di ottima qualità per la quale diversi ristoranti dell’isola hanno ricevuto riconoscimenti anche a livello internazionale: ricordate che la cucina chiude presto, verso le 21.30/22.00 se non ricordo male, e già alle 20 molte persone sono a cena. Ci sono più di trenta ristoranti di qualità oltre a quelli di lusso presenti nei Resort, per cui perché rinunciare alla comodità di mangiar fuori ? Oltre ai locali già menzionati in occasione delle descrizioni delle spiagge, che sono da consigliare anche per la cena, abbiamo provato rimanendo sempre soddisfatti: Tasty’s, locale molto colorato ottimo per provare la cucina caraibica ed internazionale, E’s Oven, intimo ed a lume di candela, Picante una taqueria caraibica molto carina ed informale se una sera avete voglia di messicano per cambiare sapori, Ferryboat Inn Restaurant, sulla spiaggia vicino all’arrivo del Ferry Boat, semplice ma direttamente sulla spiaggia con bellissima vista su St Martin, SandBar a Road Bay, locale curato situato direttamente sulla spiaggia nella zona più animata di Sandy Ground, ideale per una cena romantica con sottofondo musicale gustando tapas locali, On da Rocks ad Island Harbour (nord est), un locale recente costruito direttamente sugli scogli di una bella baia dai colori eccezionali dove il sabato sera c’è lo “special crawfish”, che vi permette con soli 5$ di gustare un piccolo astice. Il locale è carino e molto frequentato per questa offerta che consente di fare una abbuffata di astici a prezzi contenuti.

Un discorso a parte merita l’usanza locale del venerdì e sabato che vede un proliferare di barbecue fumanti lungo le strade. Non cercate insegne o locali, si tratta di postazioni di fortuna, una tenda e qualche tavolo, dove gustare con pochi dollari pollo, maiale o pesce cucinato alla perfezione alla griglia su barbecue decisamente vissuti…Assolutamente da provare Ken’s BBQ a The Valley, che è il più famoso, molto frequentato dai locali proprio perché nella cittadina principale dell’isola, quindi molto caratteristico e da visitare se volete immergervi con la popolazione locale e passare una serata alternativa; B&D’s BBQ poco dietro la spiaggia di Meads Bay e Long Bay, è più tranquillo perché più defilato, più frequentato dai turisti ma ci abbiamo trovato anche locali, a mio avviso leggermente di qualità superiore, abbiamo mangiato delle costolette di maiale squisite!

Alcuni consigli per i viaggiatori con bambini: nostra figlia è stata benissimo, il suo primo viaggio alla scoperta dei Caraibi è stato un successo! Ha passato due settimane splendide, ha imparato a conoscere con Anguilla la straordinaria bellezza di questi posti, quella sensazione di libertà e semplicità che il mare e queste spiagge sanno trasmettere. Ancora oggi ci chiede quando ci ritorniamo…L’isola è estremamente tranquilla, la gente cordiale, le spiagge quasi tutte con acqua bassa che rende facile il bagno anche ai bambini inesperti. Noi avevamo portato pannolini, omogeneizzati e latte dall’Italia per precauzione, ma a posteriori posso dire che l’isola offre diversi supermercati (i migliori a The Valley sono Ashley & Sons e J W Proctor) piuttosto forniti di tutto, i pannolini più diffusi sono gli Huggies (non troverete i Pampers), il latte come gli omogeneizzati si trovano (ma non delle nostre marche). Da segnalare una farmacia francese (mi pare si chiami Sun Pharmacy) a Tomac Plaza, George Hill, che vende diversi farmaci europei ed anche articoli della Nestlè per bambini. Inoltre a 20 minuti di traghetto, per qualsiasi evenienza, c’è Saint Martin che sicuramente offre soluzioni sanitarie di livello europeo.

Per il resto di Saint Martin non possiamo dire molto perché non l’abbiamo visitata, se non l’ultimo giorno dove, avendo più tempo ed essendo più riposati, il viaggio di ritorno l’abbiamo fatto con il traghetto pubblico che arriva a Marigot e con il taxi poi ci siamo fatti portare all’aeroporto. Dal poco che abbiamo dal taxi l’isola è molto più trafficata, certamente molto costruita con complessi alberghieri e residenziali a volte imponenti. Indubbiamente ci saranno belle spiagge anche li, ma la sensazione che abbiamo avuto è di aver fatto la scelta giusta per la vacanza che cercavamo: il viaggiatore che invece cerca divertimento, casinò ed un’isola più varia, probabilmente farà bene a prendere in considerazione Saint Martin o ad unire le due destinazioni.

Concludendo, Anguilla è un’isola che forse fino a qualche anno fa poteva ancora considerarsi un angolo segreto ben nascosto, ma il suo Fattore S (Sea, Sun, Sand, Seafood, Sunsets, Snorkeling Sites…) ha di recente cominciato ad attrarre un crescente turismo. Le Out Islands delle Bahamas rimangono indubbiamente più incontaminate e più al di fuori delle rotte turistiche: Anguilla si è invece posizionata su standard piuttosto elevati, sia come meta ideale per i viaggi di nozze sia come rifugio per i personaggi del jet set internazionale (Denzel Washington, Robert De Niro, Brad Pitt, Jennifer Aniston, Uma Thurman, Bill Clinton, Orlando Bloom per citare alcuni dei visitatori…) in quanto offre un mare da sogno e servizi di elevata qualità assicurando una vacanza comoda ed in pieno relax. Allo stesso tempo il viaggiatore indipendente ha la possibilità di godere delle bellezze dell’isola avvicinandosi alle usanze ed alla cultura locale, senza spendere necessariamente una fortuna. L’augurio è che anche nei prossimi anni questo meraviglioso fazzoletto di terra dei caraibi sappia mantenere questo saggio equilibrio che potrei definire casual-chic.

di picopape - pubblicato il