La scelta di Picasso

Animus, personalità e volto dell’Andalusia

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  • di Kingsize
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Da 2000 a 3000 euro

Creatore, Picasso? E quando mai? Camaleonte, insaziabile, iconoclasta, sublime, sì. Ma creatore no. Sfacciatamente, lui stesso indirettamente lo rivela quando dice “Io non cerco, io trovo”. Data la ricchezza di stimoli della terra in cui ha scelto di nascere, perché cercare dell’altro? Il caso, ormai si sa, non esiste, e la scelta di Picasso, nato a Malaga, calza mirabilmente sul suo animus barbaro: l’intensità del sentire per forgiare un’anima granitica, la molteplicità delle espressioni per liberare uno spirito irrequieto, la profondità degli echi del passato per sfaccettare una personalità compresa in sé ma comprendente, una forma fisica asciutta e bellicosa per la rivoluzione che era venuto ad attuare.

Dopo Picasso, la pittura non è più come prima, come i luoghi e la storia dopo il passaggio di Napoleone. Doveva formarsi in un luogo dove il prosciutto diventa jamón serrano, dove la Madonna diventa Nuestra Señora del Mayor Dolor, dove la gioventù del loco per le vie si spande, e mira ed è mirata e in cor s’allegra ogni santa sera dell’anno, e a mezzanotte il centro storico è animato come di giorno e più. Ma perché Malaga e non Cordova o Siviglia? Per amor di libertà, per non aver la palla al piede di troppa nobiltà, di troppa arte, di troppa notorietà. Quelle sarebbero venute da sole, come conseguenza, dopo: all’inizio gli sarebbero state d’impaccio. E infatti a diciannove anni Picasso lascia il borgo natìo per non farvi più ritorno. Malaga, un porto aperto agli scambi e alla diversità, è una città giovane, briosa e piacevole, dove l’eredità comune alle otto capitali andaluse – una sontuosa cattedrale, un imponente castello e una fortificazione araba – non danno ombra al mercato Atarazanas dove, dietro il portale dei mori e sotto le colonne di ghisa, si danno appuntamento ogni giorno frutta e verdure coloratissime. Malaga, trascorso l’obbligatorio periodo in cui si è solo fuori moda prima di diventare vintage, rende onore al suo figlio più illustre aprendo al pubblico la casa dei suoi primi anni e uno stupendo museo di orribili opere – motivo per cui non figuravano nelle collezioni già esistenti – ma proprio per questo assolutamente fondamentali per capire il genio di Picasso, la sua impostazione, e quasi vedere la sua mano menar sciabolate sulla tela. Di nuovo, lui stesso lo dice: “A che serve un’opera d’arte se non ti fa rizzare i capelli, se non ti fa venir la pelle d’oca?”. L’impatto di queste eiaculazioni precoci – non per niente i quadri riportano l’indicazione di una data precisa, quando altri artisti impiegano mesi o addirittura anni per portare a termine un lavoro – è devastante, rivelatorio e profondamente soddisfacente. Per capire Picasso non è a Parigi, a Barcellona o ad Antibes che occorre andare, ma a Malaga. Preferibilmente vestendo una corazza. Che si può lasciare nell’armadietto, quando si visita il nuovo museo Carmen Thyssen, visto che l’obiettivo dei pittori esposti lì è di piacere. Degli artisti la cui fama non ha oltrepassato i confini del proprio paese non si sa, ma anche la Spagna ha la sua schiera. I paesaggi e personaggi popolari passano in rivista qui, mentre i santi, i religiosi e la nobiltà sfilano in parata nell’arioso Museo di Belle Arti di Siviglia. Arte pura – per il palato, stavolta – è anche quella che il bar Casa Aranda trasfonde nei suoi churros, dolci fritti leggerissimi da intingere nella cioccolata calda, spessa come una crema, per iniziare bene il giorno. E arte ancora si ascolta a Kelipé, un’ora di flamenco implorato, ballato e suonato con un’autentiticà rara. John, il chitarrista, ha un formidabile pedigree di maestri e, a giudicare dalla velocità, precisione e complessità delle sue figure, deve certo aver venduto l’anima al diavolo. Altrove si inscena uno spettacolo – sentito e dignitoso, come quello della Casa de Sefarad di Cordova – ma la sua, a Malaga, è un’operazione a cuore aperto, emozionante e indimenticabile

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