Ancona, una città dove sentirsi in vacanza!

Chiara ha partecipato a una tappa del viaggio di Marche Express

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  • di Chiara Assi
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Spesa: Fino a 500 euro
 

Dino Garrone scrisse: "Ad Ancona bisogna arrivarci alle tre del pomeriggio, e con il sole. La città sembra allora una zebra; strisce fonde e scure di vicoli si alternano con fasce abbaglianti e trasversali. Un paio di finestre dal riflesso stralucente fanno gli occhi. Poi se passa una nube, la zebra si muta in un cammello inginocchiato, e si aspetta di vederlo alzare da un momento all'altro, col baldacchino di San Ciriaco sulla gobba, il santo che si sporge vestito di rajah".

Dino Garrone aveva ragione. Sono arrivata ad Ancona nel primo pomeriggio di un caldo giorno di luglio con un sole abbacinante che faceva brillare l’intera città, e sarà stata la luce, sarà stata la mia naturale simpatia per le città poco famose, ma l’ho trovata immediatamente bellissima, seppur non in senso classico. Sarà per questo che il capoluogo delle Marche viene spesso snobbato dai turisti che le danno un'occhiata frettolosa mentre si imbarcano per Grecia e Croazia? Può darsi. Ma quel che è certo è che varrebbe la pena di fermarsi a conoscerla perché una volta superata la prima impressione, quella di una città portuale un po' anonima, si scopre che in realtà è un luogo favoloso ed interessante.

Costruita su un promontorio collinoso, Ancona ha una collocazione geografica piuttosto unica che permette a chi la visita di vedere sia l’alba che il tramonto senza spostarsi di molto: una vera chicca per fotografi e romantici di tutte le età. E se, come me, siete troppo pigri per alzarvi e andare vedere l’alba, vi suggerisco di scegliere il Seeport Hotel per la vostra permanenza in città: oltre ad essere un albergo splendido e moderno, potrete godervi l’alba direttamente dal letto – un lusso che vi farà cominciare la giornata con il sorriso.

Ma di motivi per sorridere, ad Ancona, ne troverete molti altri. Sorriderete ogni volta che troverete qualcosa di incredibile e unico – il che accadrà piuttosto spesso. Prendete, per cominciare, il Museo Tattile Statale Omero, un museo dove non solo toccare le opere d’arte non è vietato, ma anzi: è obbligatorio. Nato dall'idea che anche i non vedenti debbano poter godere dell'arte come gli altri, questo museo è davvero unico nel suo genere. Dopo una breve spiegazione la mia affidabilissima guida mi ha bendato e mi ha condotto a "vedere" la mia prima opera d’arte. Mi ha fatto toccare la statua, incoraggiandomi a usare il mio senso del tatto per capire chi o che cosa fosse rappresentato. Devo ammettere che quando mi ha chiesto se avessi idea di cosa stessi toccando sono stata molto fiera di dire che a mio parare era una copia del Discobolo. E avevo ragione. Una grande soddisfazione per qualcuno che di solito usa il senso del tatto solo per capire se la frutta è matura! L’esperienza, oltre che divertente, è anche molto stimolante e fa senza dubbio riflettere. Dopo aver passato una buona mezz’ora bendata sono stata felice di tornare a vedere, anche perché il museo è situato all'interno della Mole Vanvitelliana, un forte che vale assolutamente la pena vedere, soprattutto per la vista sul porto e sul mare che si gode dai camminamenti.

E questo è soltanto l'inizio. Ancona è anche una città molto interessante per quelli che amano la street art: l'intera area che circonda il porto è un museo all'aria aperta dove ammirare graffiti creati da artisti italiani e internazionali. Il capannone dei retai è particolarmente interessante: qui troverete vecchi pescatori alle prese con la riparazione delle reti circondati da murales di grande intensità – consigliato a tutti quelli che amano i contrasti e le opere di protesta sociale. Chi ama l’arte più tradizionale, invece, può dirigersi alla stupenda pinacoteca di Ancona, in pieno centro. Il palazzo, rimodernato da poco, è un connubio perfetto di antico e moderno e ospita delle opere che faranno felici gli appassionati d’arte. Se siete dei fan di Tiziano, fino a novembre potrete ammirare due dei sue grandi capolavori messi a confronto nella stessa stanza, una vera meraviglia anche per chi, come me, ama più l’arte contemporanea

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