E adesso pedala (ad Amsterdam)

Tante città europee ancora da visitare, man mano proviamo a metterci una pezza. Questa volta tocca ad Amsterdam

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  • di stramaury
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 4
    Spesa: Fino a 500 euro
 

Tante città europee ancora da visitare, man mano proviamo a metterci una pezza. Questa volta tocca ad Amsterdam.

Giorno 1

Volo di prima mattina, quando atterriamo siamo piuttosto rimbambiti per la notte praticamente in bianco. Dall'aeroporto raggiungiamo in treno la stazione centrale di Amsterdam. Troppo presto per dirigerci al nostro appartamento in affitto condiviso, quindi con trolley al seguito iniziamo a girare la città per un assaggio. I pregiudizi vogliono Amsterdam piovosa e fredda, siamo vestiti da alpinisti ed invece fa caldo e il cielo è limpido. L'impatto è ottimo, gli scorci sui canali molto belli, anche se per il momento badiamo più che altro a non addormentarci su una panchina. Chiediamo di anticipare la consegna della camera: permesso accordato. Accasarci ci permette di rimetterci abbastanza in quadro, quindi a metà giornata siamo pronti ad entrare seriamente nella parte dei turisti. L'approccio è sempre lo stesso: girovaghiamo a piedi per il centro senza mete particolari, cioè vagando in libertà tra le diverse vie pur rimanendo nel pieno della zona turistica. Dopo l'assaggio mattutino dei canali, ci dedichiamo a piazza Dam e dintorni, proseguendo nel Red District, per finire sul tetto di Nemo (città che vai, Renzo Piano che trovi) dove ci concediamo una pennichella abbronzante. Ci svegliamo più rintronati di prima per il feroce mix di sonno e solleone. La sera niente stravizi ma a nanna presto perchè siamo cotti. Dei chierichetti.

Giorno 2

Uccio e Sonia sono romantici e vogliono vedere i mulini di Zaanse Schans, alcuni km fuori città. Quindi al mattino andiamo in stazione centrale dove prendiamo in affitto quattro bici rosse per inoltrarci nella campagna olandese. La più accessoriata è dotata di asta con bandierina arancione, massimo rispetto. Il cielo è tendente al grigio ma sfidiamo la sorte e ci andrà bene. Breve traversata della baia in battello ed una volta in sella pian piano ci perdiamo tra i campi e i canali. La scena è bucolica fino ad un certo punto perché passiamo sotto a grossi ponti, incrociamo un'autostrada e basta girarsi per vedere tralicci, ciminiere e grattacieli, ma detto questo pedaliamo tra coltivazioni verdeggianti, villette da rivista e allevamenti di pecore con cui scambiamo qualche belato. Pedalando per un paio d'ore e forse più arriviamo alla nostra meta, a dirla tutta piuttosto disfatti per la mancanza di allenamento. Zaanse Schans è un'infilata di quattro mulini a vento storici (almeno nell'aspetto) affacciati su una laguna ed inseriti in un'area turistica con altre costruzioni tipiche. Non è una meta di nicchia visto che la folla di visitatori è imponente, però soffocando il senso di artificiosità apprezziamo. Svacchiamo sull'erba, giriamo per i negozietti tra zoccoli in legno e prodotti tipici, ci godiamo il sole e il panorama senza badare troppo al paio di fabbriche che svettano tra le varie costruzioni sulla riva opposta. Si fanno le 15 ed iniziamo a pensare al rientro. La pigrizia ci suggerisce di tornare ad Amsterdam in treno con bici al seguito, ma non troviamo quello che fa per noi quindi ci mettiamo l'anima in pace e pedaliamo. Chiudiamo l'anello iniziato al mattino passando per una via più breve anche se assai meno suggestiva. A fine pomeriggio rientriamo in città dove ci rilassiamo osservando il viavai dai tavolini all'aperto di uno dei tanti baretti, secondo un approccio un po' parigino o un po' anziano. Girare con le bici ci è piaciuto quindi decidiamo di tenerle per replicare domani

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