Una vicina sconosciuta: l’ALGERIA!

E se vi dicessi Nordafrica? A cosa pensereste? Alle Piramidi d’Egitto? Alla Medina di Tunisi? Alle Concerie di Fes, in Marocco? Eppure in Nordafrica c’è un altro grande Paese, nostro vicino, ma poco conosciuto e poco visitato. La nazione più ...

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  • di Andrea Bonfitto
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 1
    Spesa: Da 500 a 1000 euro

La Moschea ottomana di Salah Bey è la più grande del centro storico di Annaba, ed occupa un intero lato di una bella piazza.

La Moschea di Sidi Bou Merouane è la più antica della città. Venne costruita nel 1033 d.C.

La ferrovia algerina nasce con l’intervento dei francesi, che arrivarono a costruire oltre cinquemila km di binari. L’elegantissima Stazione Ferroviaria di Annaba è situata in pieno centro, in comodissima posizione.

Ad ovest della città vecchia c’è una strada panoramica che regala delle belle vedute sul porto di Annaba. Sembra incredibile che proprio da questo punto partano le barche degli Harraga, “coloro che bruciano”. Bruciano i propri documenti, per intraprendere un viaggio di sola andata, verso la Sardegna, spesso terminandolo tragicamente, senza arrivare a destinazione.

Molto soddisfatto della mia visita, lascio Nabil, non senza aver prima gustato le specialità locali in un ristorantino vicino alla stazione ferroviaria, con la promessa che ci rivedremo un giorno!

A poco più di 6 km dalla stazione ferroviaria, sorge la stazione degli autobus di Annaba. È lì che prendo il mio autobus per poter raggiungere la città di Costantina!

COSTANTINA, LA CITTA’ DEI PONTI

Costantina, coi suoi 450.000 abitanti, è la terza città più popolosa dell’Algeria. Conosciuta nell’antichità come Cirta, venne in seguito ricostruita dall’Imperatore romano Costantino, che le diede il proprio nome. La città domina uno sperone roccioso alto 649 mt, circondato dalle gole del torrente Rhummel.

Lasciata la valigia in un appartamentino affittato tramite Airbnb, incontro Amine, altro algerino consociuto su Couchsurfing, e faccio con lui un primo giro per la città. Tramite Amine approfondirò le cause che portano al disagio sociale che vivono milioni di giovani, che non trovano un lavoro, in un Paese che non riesce a dare prospettive per il futuro, dove l’età media è molto bassa, per via del boom demografico degli ultimi anni. Ciò spiega i motivi che spingono molti a trasformarsi in harraga, partendo per l’appunto dal porto di Annaba, di cui vi ho parlato prima…

La stazione ferroviaria è situata su un piazzale dominato dalla statua dell’imperatore Costantino. Dei ponti la collegano al vicinissimo centro storico. È qui che incontro il terzo Couchsurfer del mio viaggio, Ilyes, agente di commercio che lavora nel campo della farmaceutica, di etnia berbera (è la base demografica di questo Paese, un po’ come accade nel vicino Marocco), e con lui vado alla scoperta della parte storica della città!

L’aspetto che più colpisce di Costantina è, come accennato prima, la sua posizione lungo un dirupo, e, di conseguenza, gli scenografici ponti che la collegano alla parte moderna della città.

Il Ponte di Sidi Rached, del 1912, porta il nome del santo il cui mausoleo è situato proprio ai suoi piedi.

Il Ponte di Mellah Slimane, coi suoi 125 mt di lunghezza e soli 2,5 mt di larghezza, è sicuramente il più scenografico, e lo si sente oscillare sotto i piedi durante il suo attraversamento.

Il Ponte di Kantara era in origine un acquedotto romano, poi distrutto e ricostruito più volte, fino a raggiungere la forma attuale, nel 1863.

Il Ponte di Sidi M’Cid, detto anche “Ponte Sospeso”, è il simbolo di Costantina. Inaugurato nel 1912, è lungo 164 mt e posto ad un’altezza dal suolo di ben 175 mt.

A nord del Ponte di Sidi M’Cid, sul lato orientale della gola, sorge, in cima al colle, il Monumento ai Caduti, morti per la Madrepatria Francia durante la Prima Guerra Mondiale. Stupendi da questo punto i panorami sulla città, sul Ponte Sospeso e sulla valle circostante. Una curiosità che vale la pena osservare è il disco del Touring Club di Francia, posto al centro del piazzale su cui sorge l’Arco, che indica la distanza dalla città di Annaba, chiamandola col nome coloniale “Bône”

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