Ritorno nel Paese delle Aquile

Archeologia, castelli e città

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  • di frasca giuseppe
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 5
    Spesa: Da 1000 a 2000 euro
 

Nel mese di aprile due amiche mi chiedono di organizzare per loro un viaggio in Albania. Cosa che mi accingo diligentemente a fare. Nel fissare al 12 maggio la data della loro partenza mi ricordo che, esattamente mezzo secolo prima, da solo, in modo rocambolesco, avevo varcato la frontiera e visitato, per pochi giorni, quel Paese, all’epoca inaccessibile agli stranieri. Dopo avere verificato il vecchio passaporto, colpito dalla coincidenza, mi aggrego, con mia moglie ed un’altra amica, all’allegra compagnia. Partiamo da Siracusa/ Catania, con Alitalia, di buon mattino, con destinazione Tirana. All’aeroporto troviamo ad aspettarci Dritan Begolli, contattato in precedenza, che ci farà da guida (ottima) ed autista.

Prima di fare un resoconto del viaggio vorrei dare delle informazioni utili a chi progetta un tour in Albania. Gli alberghi 4* costano, la doppia, € 40/60 a notte con colazione. In tutti gli alberghi manca il servizio di trasporto in camera dei bagagli ed in alcuni manca anche l’ascensore. Nelle zone di mare, d’estate, i prezzi possono anche aumentare del 50%. Mangiare in un ottimo ristorante tre portate, acqua, vino e dolce costa dai 10 ai 12 euro. Si può mangiare, anche per 2 euro, un abbondante secondo piatto, in una osteria. Non si usa lasciare la mancia. Le strade sono tutte asfaltate e senza buche. I controlli della polizia stradale sono frequenti. Su 100 Km ho contato quattro pattuglie con ben due controlli dei documenti. Il traffico in città e su strada è tranquillo. I limiti di velocità ed il codice della strada sono rispettati. Unico problema è il parcheggio in città che è difficile da trovare. Comunque frequenti sono i parcheggi a pagamento (pochi centesimi). Le città sono sicure: si può uscire tranquillamente anche di notte. Le prese di corrente sono come quelle italiane: quindi non c’è bisogno di adattatore. L’italiano è parlato o quanto meno capito da tutti gli albanesi.

Arrivati a Tirana, iniziamo subito la visita della città partendo dalla piazza principale in cui è evidente l’eredità dell’architettura comunista. La piazza è dedicata all'eroe nazionale Scanderbeg, la cui statua equestre si erge solenne di fronte al museo nazionale di storia. L’esterno del museo è ingentilito da un enorme mosaico che raffigura la storia degli albanesi, dagli illiri ad oggi. Dietro la statua si erge imponente la torre dell’orologio con la moschea Et’ hem Bey. Colorati palazzi ministeriali tutto intorno. Una breve visita al mercato, circondato da palazzi multicolori ed una visita al bunker antiatomico realizzato in pieno centro dal passato regime comunista. Segue un tour della città in auto con fermate nei luoghi più interessanti.

La mattina successiva partiamo per Scutari. Lungo la strada ci fermiamo a Kruja di cui visitiamo prima il vecchio bazar e poi il castello costruito fra le rocce da cui si ammira un panorama mozzafiato. Il castello, conquistato da Scanderbeg nel 1443, respinse più volte gli assalti degli ottomani. Solo dopo dieci anni la morte del condottiero, i turchi riuscirono a conquistare il castello e a distruggere la città. La città di Scutari l’ammiriamo dall'alto delle cinque terrazze del castello Rozafa, che sovrasta la città. Le mura e le fortificazioni del castello sono di epoca veneziana costruite su una antica fortezza degli illiri. All'interno della fortezza vi sono tre cortili ed una chiesa dedicata a Santo Stefano poi divenuta moschea ed abbellita da un minareto. Dalle terrazze si gode una vista magnifica del lago e della città di Scutari e dei due fiumi che scorrono separati nella vallata per poi convergere nel fiume Boiana proveniente dal lago. Dall'alto ammiriamo anche la moschea di piombo, così denominata dalla sua copertura. La città di Scutari, che visitiamo nel pomeriggio, ci appare molte vivace. Bar e ristoranti si affacciano sulla strada principale. Mi riesce difficile individuare i luoghi da me visitati nel lontano 1969. Al posto delle strade in terra battuta ci sono isole pedonali; in luogo di case appena decorose e tappezzate da tazebao, ci sono coloratissimi negozi, discoteche, bar affollati da giovani ed anziani

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