Albania tutta da scoprire

Emozioni tra terre uniche e pezzi di storia indelebili

Diario letto 17512 volte

  • di Giulia Stumpo
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Fino a 500 euro
 

Il nostro viaggio inizia a Tirana, fra le strade affollate e animate della capitale.

Città caotica e disordinata è anche casa di grandi patrimoni artistici e culturali. È una citta che si affaccia sul futuro e che abbraccia realtà molto diverse tra loro e al contempo, molto diverse dai tipici concetti europei. La città, come altre parti del Paese, ha subito molti cambiamenti negli ultimi anni, in particolare dopo il crollo del regime comunista che ha segnato la sua storia fino al 1990. Dal punto di vista urbanistico la città è stata completamente reinventata e la forte crescita e volontà innovativa della popolazione, la sta rendendo una capitale degna di quest’importante titolo.

La nostra attenzione ricade su piazza Skanderberg, grande spazio dedicato al celebre eroe albanese, nella quale spicca una moschea del 1700 decorata con motivi poco ricorrenti nell’arte islamica.

Questa famosa piazza, funge da centro per quello che è il più importante viale di Tirana: il Buleverdi, spazioso e ombreggiato viale, che ai tempi del regime fascista, portava il nome di Mussolini.

Dal Bulevardi, imbocchiamo il lungolana, strada che costeggia il fiume artificiale che bagna la città, vicino al quale possiamo osservare un antico ponte risalente al 1500. Da qui, prendiamo la funivia, che ci porta a 800 metri circa, sulla montagna che sovrasta Tirana: il Dajiti.

Le colline che riempiono lo spazio sottostante la montagna, ci portano con lo sguardo fino ad arrivare a vedere il mare, quando il cielo è limpido e privo di foschia.

Imbocchiamo ora, la strada che porta a Durazzo, seconda città albanese per grandezza e importanza.

Tappa d’obbligo sono la Chiesa cristiano-ortodossa, nei pressi del porto, e l’anfiteatro romano, all’interno di quello che resta delle mura di fortificazione della citta; su tutto, sovrasta la villa di Ciano, ancora proprietà dello Stato Italiano.

Lungo il viaggio che ci porta verso il Sud, sostiamo a Berat, città patrimonio dell’Unesco, detta anche “città dei cento occhi” o “città delle cento finestre”. Il centro storico della città, costruito in epoca ottomana, non ha subito cambiamenti di nessun tipo, né a livello urbanistico, né a livello di costruzioni. La storia si può respirare tra le mura e tra i vicoli in pietra bianca che segnano l’importanza di una tradizione che, nonostante il tempo, non viene dimenticata. Da visitare sono il castello, la casa del sultano e l’annesso harem, che segnano la storia del Paese e sono un’enorme patrimonio artistico e culturale.

Particolare da non tralasciare, nonché peculiarità di queste terre, sono la semplicità e l’arretratezza della vita, che ricorda in molti suoi punti, un’Italia dei primi del novecento.

Proseguiamo il nostro viaggio, percorrendo la strada che porta a Valona. È una città con un importante porto, con conseguente importanza di attività legate ad esso, e un notevole lungomare che costeggia l’ultimo tratto del mar adriatico, diviso dallo Ionio, dai confini naturali del Karaburun.

Le spiagge sono le tipiche spiagge adriatiche. Sabbiose e basse, rocciose e frastagliate a tratti che terminano nella baia di Orikum dalla quale si staglia il Karaburun; l’acqua verde del mare, splende dei suoi naturali riflessi che fungono da specchio a quest’imponente promontorio.

Proseguendo, bisogna attraversare il valico del Llogarà per le sue strade tortuose e per i suoi folti boschi, riuscendo a respirare la semplicità e la rudimentalità della vita contadina stanziale nei villaggi persi nel verde che costeggiano questa natura pura e intatta

  • 17512 Visualizzazioni
  • Stampa
  • Invia ad un amico

Commenti
  1. Nessun utente ha ancora commentato. Se sei un utente registrato puoi usare questo form per dire la tua!

Per scrivere su Turisti Per Caso devi prima registrarti!


Entra con il tuo account social