Albania on the road...

Alla scoperta di città, castelli, musei, spiagge e paesaggi mozzafiato tra Durazzo, Argirocastro, Tirana... un tour in auto di 3800 chilometri difficili da dimenticare

  • di milza
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Fino a 500 euro
 

Una coppia di curiosi e un’auto fresca di tagliando: questi i protagonisti del viaggio “on the road” che ha avuto per meta l’Albania, tutto via terra (del resto il traghetto, e nella forma tutt’altro che comoda del passaggio ponte, sarebbe costato molto più del trasferimento in loco in auto da Udine, comprensivo di un pernottamento in albergo), alla scoperta di questa meta così geograficamente vicina, ma così lontana da noi.

Perché l’Albania? Ce l’hanno chiesto in tanti, anche mentre eravamo lì. E perché no? Ci siamo chiesti noi, che non amiamo i viaggi in cui si spegne il cervello e le località prese di mira dalle grandi rotte turistiche. Certo, l’Albania non è un paese semplice: meraviglie naturali convivono con imponenti scheletri di cemento armato, le strade in certi punti sono così brutte e piene di buche che ti viene da piangere, le indicazioni stradali sono talmente latitanti che in certi casi abbiamo trovato la direzione giusta orientandoci solo con la posizione del sole… Ma, da amanti sfegatati dei Balcani, avevamo bisogno di capire quale fosse l’anello di congiunzione tra gli stati dell’ex-Jugoslavia e la Grecia, e quindi bisognava partire.

Giorno 1

Levataccia alle 4 del mattino, autostrada Udine-Trieste, uscita a Basovizza, confine sloveno-confine croato (questo breve tratto in terra slovena è strada statale, quindi il bollino autostradale non è richiesto), ingresso in autostrada all’altezza di Fiume-Rijeka, giù fino all’attuale fine dell’autostrada in direzione Dubrovnik, ossia fino alla piana di Ploče, poi strada statale fino al confine con il Montenegro, e poi giù ancora fino all’ultimo paese costiero prima dell’ingresso in Albania: Ulcinj. Non lo sapevamo ancora, ma l’Albania comincia praticamente qui: a Ulcinj scritte bilingue in montenegrino e albanese e molti kosovari in vacanza, moschea sulla spiaggia e un bazar veramente molto molto balcanico. Sfiniti dal viaggio, prendiamo alloggio all’Hotel Albatros, palazzone di epoca jugoslava che degli antichi fasti ha mantenuto praticamente solo la hall. La camera che ci viene assegnata è piccola, vetusta e con una raccapricciante moquette per terra… Ma siamo stanchi morti e barattiamo i quasi 50 euro del pernottamento con una notte tranquilla sotto l’aria condizionata, il wifi nella hall e una rapida discesa nella spiaggia antistante l’hotel (che è munito, oltre alla piscina interna nel piano interrato, di spiaggia nudisti, spiaggia “tessili” e spiaggia per sole donne: per venire incontro, in un singolare pout-pourri di tutte le possibili abitudini balneari, a ogni tipo di clientela e ad ogni genere di “velo”).

Giorno 2

Partiamo di buon mattino in direzione confine, e cominciamo a prendere familiarità con la totale mancanza, in molti casi, di qualsiasi indicazione stradale: inforchiamo quella che crediamo essere la direzione giusta, ma ci infiliamo in una specie di canyon senza anima viva a cui chiedere indicazioni. Fino alla caduta del comunismo, i valichi di confine dell’Albania con gli stati confinanti si contavano sulle dita di una mano: ora ne sono stati aperti di nuovi, che spesso non figurano sulle carte stradali. Neanche quella che abbiamo comprato noi da un benzinaio a pochi chilometri dal confine riporta il valico che poi abbiamo effettivamente superato; è importante ricordare che le carte rintracciabili anche sul mercato italiano sono piuttosto imprecise, e spesso la posizione dei paesi sulla mappa o la classificazione delle strade potrebbe essere del tutto arbitraria. In ogni caso, il posto di confine “fantasma” si materializza davanti a noi poco prima del villaggio albanese di Muriqan: passiamo rapidamente dall’altra parte, ci fermiamo al primo chiosco per assicurare la macchina (la stragrande maggioranza delle assicurazioni italiane non copre l’Albania, così si è costretti a stipulare un’assicurazione in loco, operazione che ci è costata tre minuti e 27 euro per 15 giorni di copertura) e proseguiamo alla volta di Tirana, nostra prima meta

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