Tra fuoco e guantoni: il tour dei Borghi della Lettura in Abruzzo

Per scacciare le tenebre e il freddo invernale, in Europa, durante la preistoria, si diffuse il culto del fuoco sacro. Emblema di tutto questo i Faugni di Atri. A soli pochi km la città che ha dato i natali al ...

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  • di angelica_93
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  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Fino a 500 euro
 

Per scacciare le tenebre e il freddo invernale, in Europa, durante la preistoria, si diffuse il culto del fuoco sacro. Emblema di tutto questo i Faugni di Atri. A soli pochi km la città che ha dato i natali al padre del pugile più conosciuto di tutti i tempi: Rocky Marciano e poco più in là uno dei castelli più attenzionati dai riflettori mediatici. Il tour abruzzese richiede tanta forza ed energia, la si può trovare nei piatti a base di tartufo di Fallo.

PRIMO GIORNO

Arrivati a Pescara, in circa 30 minuti si arriva ad Atri, la città che, secondo Paolo Diacono, avrebbe dato il nome al Mar Adriatico. Ma anche la città delle 13 Chiese. Rimarrete sicuramente affascinati dalla Basilica con cattedrale di Santa Maria Assunta. Dai suoi affreschi. Dalle fontane, dal teatro romano e dai palazzi storici. La rappresentazione più grande dell’anno, e per questo quella più sentita, vi è il la notte a cavallo tra il 7 e l’8 dicembre. La notte dei faugni (fauni ignis – i fuochi del fauno) alti fasci di canne accesi e portati in Processione all’alba dell’8 dicembre (ore 5), accompagnati dalla banda per le vie del centro storico. I faugni nascono dalla fusione di una consuetudine pagana e contadina: infatti, un tempo, nelle campagne attorno ad Atri, i contadini accendevano dei fuochi a fini propiziatori prima del solstizio d’inverno, in onore di Fauno, divinità pagana associata alla fertilità della terra, protettrice di pastori, greggi e agricoltura. I riti pagani andando avanti con il tempo trovarono un compromesso con l’arte cristiana, che attraverso il fuoco purificava la i peccati dei membri della comunità. Durante la notte che precede l’uscita dei Faugni (7-8 dicembre) è usanza atriana fare la “nottata”. Una sorta di notte bianca culturale. Atri è infatti una città d’arte. E quindi previsti: visite guidate, mostre, presentazioni di libri, spettacoli teatrali. Dopo la lunga processione è possibile riposare al BeB “Al Belvedere” o all’ “Arco di San Francesco” e riprendere il cammino.

SECONDO GIORNO

A 45 m da Atri, la patria italiana di Rocky Marciano (pseudonimo di Rocco Francis Marchegiano), Ripa Teatina. Ad accogliervi nel comune di circa 4000 anime la statua del pugile. è ritenuto il miglior combattente di tutti i tempi da molti esperti, fu campione del mondo dei pesi massimi e fu l'unico peso massimo della storia a ritirarsi imbattuto, difendendo il titolo sei volte. Nacque a Brockton, da Pierino (Quirino) Marchegiano e Pasqualina Picciuto, due emigrati italiani che avevano lasciato il paese nei primi anni del secolo scorso. Quirino era originario di Ripa Teatina, in provincia di Chieti, mentre Pasqualina proveniva da San Bartolomeo in Galdo, in provincia di Benevento. Ripa Teatina è conosciuta per il Festival sullo sportivo americano di origine italiana. In più è possibile visitare: la torre difensiva aragonese con merlatura ghibellina, la Chiesa "Santa Maria della Pietà" e l'adiacente ex-convento francescano.e la Chiesa San Pietro Apostolo, con il confessionale più comodo che io abbia mai visto. È riscaldato! Prima di andare via potete continuare a riposarvi e rilassarvi al B&B L’Altro Mondo, una particolare struttura dedicata alla musica. Ogni stanza è dedicata ad un particolare artista internazionale.

TERZO GIORNO

Se percorrete per un’oretta la Statale 81, potrete godere della visuale panoramica sulla Costa dei Trabocchi (macchina da pesca su palafitta). È possibile anche sostare in questi luoghi ed ammirare il mare e la spiaggia che da bassa e sabbiosa, diventa anche alta e rocciosa. Non farete in tempo a chiudere la bocca per lo stupore, che rimarrete stupefatti da Roccascalegna e il suo castello. Di origine longobarda, affascinante la posizione che occupa sulla roccia irregolare che affaccia su uno strapiombo (da qui la possibile origine del nome). Ancora visibili le torri: Sentinella, del carcere, angioina e di guardia. Dopo aver riempito gli occhi sentirete il bisogno, sicuramente, di riempire la pancia. E allora resistete per una ventina di minuti, vi troverete a Fallo, piccolo borgo di circa 100 abitanti, ma che con il suo “Nido delle Rondini” riesce a catturare il palato di ogni turista. Si consiglia un primo piatto con la Trombetta dei Morti e il tartufo di produzione locale. Con la pancia piena, ma felici, e non prima di aver gustato un bel caffè al Bar Sfarfallo, potrete riprendere la strada di casa.

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