Abruzzo e Umbria tra natura e devozione

Itinerario partendo dall' Abruzzo sino in Umbria

  • di Frandec
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 3
    Spesa: Fino a 500 euro
 

1° Giorno.

Partenza da Lecce all’alba del 28 agosto con mia moglie e mia figlia di 11 anni, destinazione Prati di Tivo ai piedi del Gran Sasso. Arrivo intorno alle ore 12.00 e sistemazione nell’albergo Miramonti l’unico a 4 stelle della zona.

Buon albergo nel complesso, ma piccola la dimensione della stanza assegnataci per tre letti singoli e non con matrimoniale + singolo e bagno praticamente buio; scarsa la pulizia delle tovaglie in sala ristorante. Però il prezzo, di 55,00 € a notte a persona in trattamento mezza pensione (-30% per la figlia) è nello standard di un tre stelle, compensato da servizi vari che l’albergo può offrire.

Lo scenario che offre il Gran Sasso è stupendo da essere comparato alla bellezza e imponenza delle Alpi.

Vedo un piccolo maneggio di fronte l’albergo e approfitto a far cavalcare a mia figlia per un breve giro: meno di 10 minuti costano 15,00 €, forse troppo, ma ripagati dall’entusiasmo della piccola.

Il pranzo è buono e anche abbondante e subito dopo via per la scalata al monte.

La funivia, nuovissima, ci porta con 10,00 € a persona al rifugio “la Madonnina” a quota 2007: che spettacolo! e di lì decidiamo di salire a quota 2400 circa per il rifugio Franchetti.

E’ stato faticoso anche per la presenza di sentieri un po’ sdrucciolevoli, ma affaticati e soddisfatti proviamo una sensazione stupenda per la vista da questo balcone. La vetta del monte Corno Grande è a 500 mt più in alto, ma la lasciamo agli scalatori più audaci.

Dopo la discesa decidiamo di visitare Pietracamela, bel borgo purtroppo danneggiato dal terremoto. La sera ritorniamo a Prati di Tivo, cena in una pizzeria e poi ritorno in albergo per goderci un po’ di musica e animazione.

2° giorno.

Il giorno dopo partenza per le cascate delle Marmore.

Arrivati alle ore 12.00 ci rendiamo conto che abbiamo solo un’ ora prima che vengano fermate. Così decidiamo di scendere dal panorama posto in alto percorrendo tutti i sentieri consapevoli che poi bisognerà risalire.

Che spettacolo e che divertimento tra gli schizzi spumeggianti della cascata!

Pranzo al ristorante sito nella zona dei servizi turistici nel punto panoramico inferiore delle cascate, con un piatto di pasta a base di tartufo: che delizia! Altro che menu turistico: un piatto ma di qualità.

Risalita all’auto e partenza per Cascia.

Percorrendo la statale della Valnerina scopriamo che nella verde Umbria ci sono dei borghi piccoli ma splendidi: uno in particolare Ferentillo con i suoi 2 castelli. Mi fermo per scattare qualche foto. Peccato, meriterebbe maggiore attenzione.

Percorrendo la stessa strada notiamo che proliferano autovelox e pattuglie: andare piano è d’obbligo.

Arrivati a Cascia ci sistemiamo nell’agriturismo Valle Tezze. Bel posto e bellissimo scenario, buona struttura. Decidiamo anche qui per la mezza pensione per 45,00 €. a persona (-25% per la figlia). Primo inconveniente la strada che da Cascia porta all’agriturismo è sterrata e con forti pendenze (il lavaggio all’auto al rientro sarà obbligatorio.

Visitiamo il pomeriggio Roccaporena luogo dove Santa Rita nacque e visse e scaliamo anche la collina che ci porta allo “Scoglio”. Faticoso, ma gratificante.

La sera siamo stanchi e Cascia non offre mondanità: ci riposiamo facendo anche quatto chiacchiere con altri turisti.

3° giorno.

Il mattino seguente attendiamo pazientemente che servano la colazione alle ore 08.30 che (troppo tardo l’orario) che però risulta un po’ misera, e via per la visita di Cascia.

Terminata la visita alla Basilica di Santa Rita e al Convento, dopo aver effettuato qualche acquisto, prendiamo la strada per Norcia dove acquistiamo un po’ prodotti locali a base di tartufo salumi e formaggi che sono veramente speciali e partenza per Civitella del Tronto Dopo circa un’ora siamo a Civitella che è un bellissimo borgo terra di confine del Regno delle Due Sicilie. Salire sulla fortezza è possibile solo dalle scale mobili. L’emozione mi colpisce al pensiero di quanti uomini hanno sacrificato la propria vita per la difesa della fortezza: Civitella cadde solo tre giorni dopo che fu sancita l’unità d’Italia e questo fa riflettere quanto la fortezza fosse di difficile conquista.

E così dopo quest’ ultima tappa rientriamo in sede con la promessa di ritornare sul Gran Sasso, ma la prossima volta per conoscere il versante aquilano.

Francesco frandec63@tiscali.it

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