Il mio primo viaggio

La valigia che mi piace di più è quella mia e di mio fratello: è verdognola e è dura, così quando mi ci siedo non si ammoscia, e poi c’ha l’apertura a scatto: spingi il bottoncino e scatta la levetta. ...

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  • di Costanzo
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La valigia che mi piace di più è quella mia e di mio fratello: è verdognola e è dura, così quando mi ci siedo non si ammoscia, e poi c’ha l’apertura a scatto: spingi il bottoncino e scatta la levetta. Tac, tac! Bellissimo! Mi ci sono pure chiuso le dita dentro un paio di volte. Quella di papà invece è brutta, è marrone scura, pare quella di un vecchio. Papà è già sceso a caricare la macchina. Lui mette le valige sul sedile di dietro, e su quello davanti ci fa sedere Ringo che è il mio cane. Mamma invece le mette sul portabagagli sopra alla 500 che di nome si chiama Pirulicchia. Io preferivo andare in machina con papà perché mi siedo davanti, invece con mamma mi tocca stare dietro perché lei dice che è pericoloso stare avanti prima di avere 10 anni, e poi devo sedermi vicino a mio fratello che è piccolo e non capisce niente e magari si fa male. Sul sedile davanti c’è il passeggino di mio fratello. Finalmente partiamo. Io sono felicissimo che vado in viaggio. Mamma e papà hanno affittato per un mese la casa del figlio di una vicina a Scurcola. Papà ha detto che Scurcola sta in Abruzzo, mentre Roma sta nel Lazio. Che bello andare in Abruzzo! A mio padre gli piace quella zona, dice che è fresca e rilassante e poi non sta troppo lontana da casa, così può fare avanti e indietro se deve tornare di corsa al lavoro. Lungo l’autostrada mamma va pianissimo, papà corre di più e ogni tanto ce lo perdiamo, poi vediamo che aspetta e quando arriviamo pure noi, riparte e si riperde.

Finalmente siamo arrivati! La casa è bellissima! C’è il prato e davanti c’è la casa dove vive la vicina quando sta a Scurcola, di lato a destra c’è la casa di una vecchietta con le galline e a sinistra quella di D. E R. Che sono due bambini. Il padre si chiama C. E parlano stranissimo! Mamma ha detto che non devo dire che parlano burino, ma devo dire che hanno l’accento abruzzese. A me mi pareva burino, lei dice di no! Io dormo su un divano letto nella camera da pranzo. Sto davanti al caminetto. Mamma, papà e mio fratello stanno in camera da letto. Mi piace dormire da solo. Ogni tanto Ringo si mette a dormire sui miei piedi, ma quando mia madre lo becca lo manda via perché non vuole che dormiamo insieme.

Siccome mio fratello è piccolo e non capisce niente, lui sta sempre a letto e dorme sempre. C’ha due anni ma pare un bambino di due mesi. Io non dormivo sempre a due anni, me lo ricordo. E infatti io esco con papà.

La mattina portiamo Ringo a fare i bisogni in una strada di campagna piena di fossi davanti alla casa; poi andiamo a comprare il latte, no in latteria, ma da una signora che c’ha le mucche. Lei prende il latte da un pentolone e lo mette in una bottiglia di vetro e lo dà a papà. Poi, a casa, mamma lo scalda e ce lo dà. Mentre la signora riempie la bottiglia con l’imbuto e chiacchiera con mio padre, io gioco coi micetti che stanno lì. La signora c’ha un sacco di mici cuccioli: io ho chiesto a mio padre se ce ne prendiamo uno, ma lui dice di no e poi c’abbiamo il cane già. A me mi fa schifo la crema che si forma sopra al latte, ma mamma dice che è genuino il latte appena munto e mi fa bene, quindi me lo devo bere tutto. Mio fratello piange sempre quando deve bere il latte con la pannetta sopra, allora io esco e vado a giocare col cane.

Gioco pure con D. E R., o con la palla o con le macchienette. Ogni tanto do da mangiare alle galline con mio fratello, ma siccome lui è piccolo e non sa fare niente, una volta l’hanno mozzicato al dito e quindi ha pianto per un sacco di tempo. Mio fratello o piange o dorme, raramente è normale

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