DAI COLLI EUGANEI AL POLESINE

Breve viaggio nei territori delle province di Padova, Venezia e Rovigo

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  • di gianchi56b
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 1
    Spesa: Fino a 500 euro

Giovedì 20 settembre

Sono le 10 di mattina di una soleggiata giornata di fine estate quando arrivo in vista delle mura che cingono il centro storico di Montagnana. Trovo parcheggio vicino a Porta Padova, in prossimità di Palazzo Pisani. Dopo aver ammirato il lato est delle mura, con le relative torri e la facciata del castello di S. Zeno, attraverso la Porta mi dirigo verso piazza V. Emanuele II, affollata di bancarelle. Visito il duomo, la cui facciata spoglia è caratterizzata da un bel portale e da un grande orologio. Percorro via Matteotti fino a Porta Legnago, ubicata nella parte occidentale delle mura. Bellissima la passeggiata lungo il lato meridionale delle mura, striscia di pietra e mattoni compresa tra il verde dell’erba dell’ex fossato e l’azzurro limpido del cielo. Superata Porta XX Settembre, l’altissimo campanile della chiesa di S. Francesco, addossato all’interno della cinta muraria, aggiunge un ulteriore elemento di discontinuità verticale all’orizzontalità delle mura, già interrotta ad intervalli regolari dalle torri.

Ripresa l’auto mi dirigo a Este. Percorro viale Fiume, che costeggia il canale di Este, del quale riesco a cogliere vari scorci sfruttando i ponti che lo scavalcano. I torrioni del Castello dei Carraresi sono un richiamo irresistibile, come appagante risulta una sosta tra il verde dei giardini racchiusi dalle sue mura merlate. La visita al Museo Archeologico Nazionale Atestino mi offre l’opportunità di vagare indisturbato (forse sono l’unico visitatore) tra raccolte archeologiche preistoriche e dell’età romana. Dopo una sosta a piazza Maggiore, contornata da edifici a portici, ritorno verso viale Fiume attraverso la Torre Civica di Porta Vecchia: è una struttura caratterizzata da fornice alla base per il transito dei veicoli, da un orologio astronomico (lato nord) e da merlature in sommità.

Arquà Petrarca rappresenta la mia tappa successiva. Lascio l’auto in un grande parcheggio a pagamento all’ingresso della cittadina. Proseguendo poi a piedi, la salita tra alcuni scorci tipicamente medievali mi conduce dapprima alla tomba del Petrarca, consistente in un grande sarcofago su pilastri davanti alla chiesa parrocchiale di S. Maria, e successivamente alla casa in cui visse il poeta, ubicata nella parte dell’abitato. Scendendo verso il parcheggio, noto che in un giardino privato stanno raccogliendo le giuggiole.

Quando raggiungo l’Abbazia di Praglia sono già le 16. Inizio con la visita della chiesa, preceduta da un’ampia scalinata. Un frate conduce il gruppetto di viaggiatori alla visita del monastero benedettino attraverso i suoi quattro cortili e vari ambienti. Molto bello il refettorio grande, con stalli lignei ed una Crocefissione ad affresco sulla parte di fondo. Da un loggiato la vista spazia sull’orto dell’abbazia e permette di intravvedere i grappoli di uva bianca stesi ad appassire su appositi graticci.

A Monteortone il grande Santuario della Madonna della Salute mi induce ad una breve sosta e ad una visita non previste. Giunto ad Abano Terme percorro il viale delle Terme, fiancheggiato da alberghi e negozi. Mi attraggono due fontane, ed in particolare le statue che le ornano.

E’ ormai sera quando giungo a Baone, nel B&B dove ho prenotato. Per cena decido di tornare ad Este, dove avevo adocchiato un locale con un menù interessante. La pasta con il musso (che ho scoperto trattarsi di carne d’asino) ed il baccalà alla vicentina con polenta non deluderanno le aspettative

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