A spasso per Napoli con la APP “Sii Turista”

Itinerari, luoghi, storie e segreti di una città dai mille volti, spesso sconosciuti dai suoi stessi abitanti.

Difficile rimanere indifferenti di fronte a Napoli, una città che ti conquista con il sapore del mare, il profumo della pizza, i mille colori di Pino Daniele e soprattutto con l’allegria contagiosa dei Napoletani. Una città autentica, ricca di storia, arte, cultura e tradizione, ma anche di tante contraddizioni, sospesa tra miseria e nobiltà come direbbe Totò.  Una città dove la pizza e la pasta sono regine indiscusse della tavola, e dove le tradizioni culinarie affondano le radici in epoche antiche. Da qui l’idea del celebre pastificio Pasta Garofalo di valorizzare l’immenso patrimonio culturale del territorio partenopeo nell'APP “Sii Turista”, creata in collaborazione con l’Associazione artistico-culturale “Sii Turista Della Tua Città”. L’APP è totalmente gratuita, disponibile sia per Android che per iOS, e si rivolge ai turisti che visitano Napoli e ai Napoletani stessi, che, oltre a riscoprire la propria città, possono arricchire i contenuti segnalando i loro luoghi del cuore, i racconti tramandati dalle nonne, o semplicemente indicando itinerari particolari, lontani dal turismo di massa.

Come funziona?

Utilizzare la APP è semplice e intuitivo. I contenuti sono suddivisi in categorie e sono in continuo aggiornamento, grazie soprattutto alle segnalazioni dei Napoletani. Palazzi storici, castelli, chiese, antichi mestieri, ma anche street art e itinerari tematici, rigorosamente al di fuori dei classici circuiti turistici. Ampio spazio alle tradizioni, ai personaggi famosi, alla musica e alle credenze popolari. Tutti i contenuti sono geolocalizzati in una mappa che consente al visitatore di decidere sul momento che cosa visitare in base al mood e al tempo a disposizione. Tante le curiosità e le leggende da scoprire, come quella di Castel dell’Ovo che legò per secoli il suo destino all’integrità di un uovo che Virgilio aveva nascosto nei sotterranei del castello.

Su è giù per la “Napoli obliqua” di Edoardo Bennato

Lasciamoci allora ispirare dai contenuti della APP, abbandoniamo per un momento la Napoli turistica che conosciamo (e che comunque ci piace molto!) e andiamo alla scoperta della “Napoli obliqua” di Edoardo Bennato fatta di scale, giardini, pareti verticali, scorci inaspettati. Una Napoli fatta di antiche "scalinatelle" che collegano i quartieri collinari al centro e alla costa, salendo e scendendo in diagonale attraverso secoli di storia e vegetazione. Decidiamo di percorrere le due “scalinatelle” che collegano il Vomero al centro storico in poco più di venti minuti. Sono particolarmente belle per i panorami spettacolari sul golfo e sono adatte a tutti, anche ai più pigri, sempre che si percorrano in discesa. Si parte scendendo lungo la scala Pedamentina, davanti al Piazzale della Certosa di San Martino, con larghi e bassi scalini che in passato potevano essere percorsi anche a cavallo. Si scende con calma, in religioso silenzio, per godersi pienamente la vista del Vesuvio e del mare, per poi perdere lo sguardo tra i tetti di Spaccanapoli e la macchia verde inconfondibile di Santa Chiara. Tutto intorno vigne, alberi di agrumi e profumo di campagna, un paesaggio quasi surreale nel cuore della città. Arrivati a Corso Vittorio Emanuele si attraversa la strada per scendere lungo la monumentale scala di Montesanto, che si sviluppa su due rampe con effetto a strapiombo. Costruita a fine ‘800, la scala di Montesanto ha affascinato diversi registi, tra cui Vittorio de Sica che nel 1961 vi ambientò alcune scene del suo celebre film “Il Giudizio Universale”. La scala consente di raggiungere in circa dieci minuti la stazione della funicolare di Montesanto, a due passi da Via Toledo, pronti per mangiare una bella sfogliatella!

Alla scoperta del Cavone…a braccetto con miseria e nobilità!

Da via Toledo proseguiamo in direzione nord verso Piazza Dante, una delle piazze più importanti della città, famosa per la statua di Dante Alighieri che domina il centro della piazza, ma anche per le librerie e bancarelle di libri antichi di Port’Alba che meritano sicuramente una visita. A breve distanza parte una delle strade che meglio racconta la storia di Napoli e che ne esprime pienamente la sua essenza, una strada dove miseria e nobiltà sono andate a braccetto per secoli in una convivenza apparentemente pacifica e quasi inspiegabile. Siamo di fronte a uno dei luoghi più autentici di Napoli: via Francesco Saverio Correra, conosciuta da tutti come la strada del Cavone. Gradoni, rampe, panni stesi, cave di tufo, chiese, palazzi borghesi, fondaci popolari, tutto concentrato in poco più di 500 metri. La strada deve il nome al noto giurista Correra, che proprio in questa via abitava, e che nel 1838 fondò la prima scuola di avvocatura privata di Napoli. Ai tempi dei Borbone la strada era frequentata dai benestanti della città e ancora si osservano gli ingressi monumentali dei palazzi che si alternano a quello che rimane dei fondaci popolari, un agglomerato di decadenti costruzioni umide senza fognature nel cui cortile affacciavano terrazzini e balconi che furono demoliti nell’opera di risanamento che interessò la città a fine ‘800. Una curiosità: al numero 22 di Via Correra nacque il generale Armando Diaz, il cui bisnonno fu una delle guardie personali dei Borbone. Una passeggiata al Cavone è una vera e propria passeggiata attraverso secoli di storia e cultura napoletana raccontati attraverso colori, profumi, sapori che non potranno mai trapelare dalle pagine di un libro di storia.

La Fontana delle Zizze… tra ironia e superstizione!

E concludiamo il nostro viaggio a Napoli con un pizzico di ironia e spontaneità andando alla scoperta di  una fontana cinquecentesca, la Fontana di Spinacorona, adiacente la chiesa di Santa Caterina della Spina Corona nel cuore del centro storico della città. La fontana è stata allegoricamente ribattezzata dai Napoletani la Fontana delle Zizze, una chiara allusione alla statua della sirena alata Partenope che spruzza acqua dai suoi seni intenta a fermare l’eruzione del Vesuvio.  La leggenda narra che i Napoletani la vollero costruire proprio in un periodo di forte attività del vulcano, sperando che la Sirena potesse placare le fiamme e addormentasse il Vesuvio per sempre. A quanto pare la Sirena ha fatto il suo dovere fino ad oggi…e ci fermiamo qui, un po' di sana scaramanzia l’abbiamo portata a casa da questo bel giro a Napoli!

Per altre idee di viaggio, curiosità, leggende e racconti su Napoli, o anche solo per conoscere meglio la storia e la cultura napoletana, vi consigliamo di scaricare la APP “Sii Turista” disponibile per Android e IOS. Per i veri conoscitori di Napoli e per gli appassionati della città possibilità di contribuire ad arricchire la APP con nuovi contenuti e diventare protagonisti dello sviluppo culturale e turistico della città. All’interno della APP una sezione eventi sempre aggiornata e il Pasta Garofalo Quiz per vincere e-coupon spendibili presso musei e mostre convenzionati con l’Associazione “Sii Turista Della Tua Città” oppure nello shop online di Pasta Garofalo.

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