Pelagia noctiluca: è lei l’ospite indesiderata delle vacanze al mare

Ecco perché la medusa luminosa è così comune sulle nostre spiagge, quali sono i consigli per “evitarla” e come fare per curare l’irritazione che provoca

La presenza delle meduse nei mari di pressoché tutto il mondo è dovuta alla grande capacità di adattamento di questa specie animale. Le meduse, infatti, sono degli animali planctonici, ovvero incapaci di direzionarsi in maniera attiva e che per questo vengono spostati dall’azione del moto ondoso e/o delle correnti marittime.

Insieme alla composizione del corpo, che è fatto del 98% d’acqua, e dei sistemi integrati di protezione e attacco (ovvero i tentacoli), rappresentano una presenza tanto curiosa dal punto di vista zoologico quanto fonte di potenziale preoccupazione per i bagnanti.

Facciamo però una premessa importante: quasi tutte le specie di medusa che sono presenti nelle acque del Mar Mediterraneo non sono pericolose per la salute e la possibilità di ammalarsi (o addirittura di morire) come conseguenza del contatto con le meduse è bassissima, se non prossima allo zero.

Le reazioni classiche del corpo alla puntura di medusa si evidenziano infatti nell’arrossamento della zona venuta a contatto, nel rigonfiamento del punto colpito ovvero nel forte e localizzato prurito: questi fenomeni, se opportunamente trattati (con creme al cortisone o al cloruro di alluminio), tendono a sparire nel giro di qualche decina di minuti.

Vi sono però degli strumenti medico-sanitari volti ad evitare che il contatto ci provochi dolore, rossore e irritazione: uno di questo è Respingo Jellyfish, la nuova emulsione di Sanifarma (un’azienda 100% italiana) che forma una barriera cutanea in grado di proteggere bambini e adulti dalle punture di medusa. Grazie a una formulazione a base di estratto di plancton, glicosaminoglicani (composti dall’efficace azione idratante per la pelle) e derivati siliconici, non solo Respingo Jellyfish è utile per prevenire il contatto con le meduse, ma ha una efficace azione idratante, protettiva e detossinante a livello epidermico.

Che cos’è la Pelagia noctiluca

La Pelagia noctiluca è una medusa che appartiene al genere Pelagia: queste ultime sono caratterizzate da una struttura corporea semplice, composta da otto tentacoli di tipo marginale (ovvero che si estendono dai margini dell’esombrella e non dalla parte posteriore) e dallo stesso numero di ropali. Questi sono degli organi sensoriali, simili a degli occhi in quanto dotati di recettori fotosensibili, ma che hanno anche delle statocisti (ovvero organi deputati all’orientamento).

Molto interessante è il fenomeno riproduttivo della Noctiluca, che differisce da quello di altre meduse. Non tramutandosi in polipoide, infatti, la medusa nasce dalle uova (che vengono fecondate dagli spermatozoi maschili) e, crescendo, salta il passaggio di scifistoma – ovvero non cresce ancorata ai fondali marittimi – ed emerge come efira (una medusa giovane).

Questo tipo di medusa ha un colore tendente dal rosa al viola, un diametro di circa 10 centimetri e tentacoli che arrivano fino a due metri, mentre le “braccia orali” raggiungono i 30 centimetri. In condizioni di scarsa illuminazione è possibile ammirare la sua iridescenza verde, dal quale deriva il nome scientifico.

Dov’è maggiormente presente?

La medusa è attratta sia dai mari più caldi che dalle temperature miti del Mare del Nord. Per questo motivo, il suo areale di diffusione si espande dai paesi scandinavi all’Oceano Atlantico fino a tutto il Mar Mediterraneo.

Specie molto presente anche nei mari italiani, la Pelagia noctiluca ha avuto dei periodi di diffusione così ampi che sono stati definiti come “invasioni”. È successo in particolare nel 1992, nel 2003 (una delle estati più caldi della storia contemporanea in Europa) e nel 2005.

Le sue ragguardevoli dimensioni la rendono peraltro facilmente visibile, e dunque è ancor più importante prestare attenzione indossando occhiali e mascherine, evitando i bagni nelle giornate più calde e proteggendosi con presidi come Respingo Jellyfish, che garantiscono un’ottima barriera contro le punture di medusa, fastidiose sì ma fortunatamente non pericolose.

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