...Danni collaterali

...20 Marzo 2003 EFFETTI COLLATERALI Quando ci siamo svegliati questa mattina,i primi missili erano già caduti sull'Iraq. Oggi mi sento un uomo piccolo piccolo... Mi vergogno di quello che stiamo facendo e non sopporto di sentirmi impotente. Per mesi abbiamo ...

...20 Marzo 2003 EFFETTI COLLATERALI Quando ci siamo svegliati questa mattina,i primi missili erano già caduti sull'Iraq.

Oggi mi sento un uomo piccolo piccolo... Mi vergogno di quello che stiamo facendo e non sopporto di sentirmi impotente.

Per mesi abbiamo manifestato e continueremo a farlo,abbiamo marciato,abbiamo urlato il nostro grido di pace, ma i governanti del mondo si sono tappati le orecchie per non sentirci e stanno chiudendo gli occhi per non vedere qualche bomba "intelligente" cadere,per errore, sulle abitazioni di persone che hanno la sfortuna di vivere in un Paese governato da un tiranno;quelle stesse persone che, una volta morte, ci ostiniamo a definire "effetti collaterali"...Proviamo ad immaginare di vivere ogni giorno con la concreta possibilità che sia l'ultimo,che un errore di mira possa colpire le nostre case o quelle dei nostri cari e forse cominceremo a sentirci un po' anche iracheni Non esiste logica in queste cose...Quale prezzo deve pagare,quale colpa deve espiare un ragazzo iracheno che, come me, studia ogni giorno per prepararsi il futuro o che magari,schiacciato tra la dittatura e l'embargo internazionale, cerca solo di vivere dignitosamente? Ci riempiamo la bocca col rispetto della dignità umana, nei programmi di tutti i partiti politici la persona è messa al primo posto, ma adesso che ne abbiamo l'occasione non siamo capaci di difenderla.

Come gli iracheni così non avevano colpa nemmeno le 2500 persone che lavoravano nelle Torri la mattina dell'11 Settembre,non avevano colpa gli israeliani uccisi dai kamikaze,non avevano colpa i bambini palestinesi falciati da proiettili israeliani...Ma in tutto questo circolo vizioso di attentati,ritorsioni,guerre preventive e difensive, a pagare il prezzo più alto sono sempre quelli che non possono scegliere... Nessuno sceglie dove nascere e,spesso, nemmeno dove vivere, ma se sei fortunato come me, se "vinci la lotteria" e nasci in Italia piuttosto che in Iraq,in medio oriente,in Africa o in ogni altra parte del mondo falcidiata dalle guerre, se sei tra quelli che possono scegliere hai il dovere di dire basta! Guerra,terrorismo,fanatismo religioso...Tutti sinonimi della stessa tragedia:e quando accade,la nostra attenzione e quella dei media ricade sempre sulle alleanze e i retroscena politici,sulle tattiche d'attacco, sulla quantità di missili lanciati giornalmente...

Ricordiamoci però che, dal primo proiettile, dalla prima bomba,dal primo missile che esplode, per le popolazioni civili finisce la vita e comincia la sopravvivenza;col dubbio perenne che, continuando così, un giorno quelle popolazioni potremmo essere noi...

Giovanni Bianco

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