Doveva finire sommerso dall’acqua, ma gli abitanti l’hanno salvato: il “borgo dei tetti blu” è un tesoro unico al mondo

Le storie dei luoghi come questa che stiamo per raccontarvi meritabno di essere ascoltate e vissute attraverso gli occhi di chi ha amato la propria terra a tal punto da mettere in discussione qualsiasi cosa. Una vicenda che vede protagonisti il passato, le radici e un legame che, nonostante il tempo e gli ostacoli incrociati lungo il percorso, non si può spezzare. Teatro di questo racconto è la Spagna con ‘uno dei paesaggi più impressionanti della Valle del Tena’. A prendersi la scena è Lanuza, il borgo dai tetti blu.
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La meravigliosa storia di Lanuza
Quando parliamo di Lanuza raccontiamo di una piccola località del comune di Sallent de Gallego. Siamo in Aragona, nel cuore dei Pirenei: a due passi da questo borgo per troppo tempo dimenticato c’è la Francia: 1285 metri di quota e un territorio meraviglioso, tra pendii un tempo popolati da immense distese di verde e uno specchio d’acqua che ricrea uno scenario fantastico, magico.
La storia del borgo di Lanuza si incrocia proprio con quella del suo embalse, ovvero il bacino idrico che ha modificato totalmente i contorni e la vita di questo luogo. Inaugurato ufficialmente nel 1980, lo specchio d’acqua oggi protagonista di questa terra meravigliosa della Spagna ha cancellato ettari e ettari di prati, un tempo dedicati al pascolo e ora sommersi. Ma, soprattutto, ha modificato totalmente la vita del borgo: nel 1976, infatti, iniziò il graduale spopolamento di Lanuza. Due anni più tardi questa piccola gemma dell’Aragona era completamente disabitata.
Ma col passare del tempo, dopo aver metabolizzato l’addio alla propria terra, gli stessi abitanti della zona hanno avviato un processo di ripopolamento. L’obiettivo? Ridare vita a un territorio meraviglioso, ricostruendo il legame con le proprie radici. Il percorso non è stato facile, lo racconta Noticias de Navarra in un approfondimento molto interessante: “Tornare a casa era possibile? No, per questioni legali. Ma gli antichi proprietari decisero di iniziare un percorso lungo che li portò negli anni Novanta – pagando – a recuperare ciò che un tempo era loro”.
Tetti blu, case di pietra e un borgo mozzafiato
Ciò che conquista di Lanuza è sicuramente il colpo d’occhio regalato dal suo borgo e dai tetti blu che, attraverso il gioco di luci, ricreano uno scenario meraviglioso. Una perla della Spagna che ha imparato a riscoprirsi anche grazie al suo ricchissimo patrimonio storico-artistico. Tra i simboli di Lanuza c’è senza dubbio la chiesa di El Salvador, costruita nel XIX secolo sul sito di un precedente tempio romanico bruciato durante la guerra d’indipendenza spagnola. Una costruzione impreziosita da facciate in pietra, porte decorate con architravi a semiarco, stemmi e finestre meravigliose che custodisce un reliquiario del 1557 dedicato a Santa Quiteria.
Lanuza merita di essere visitata soprattutto in estate, durante il Festival Internazionale della Cultura dei Pirenei del Sud: due settimane dedicate interamente a concerti, mostre e workshop sull’iconico palcoscenico galleggiante di Lanuza. Ma, per chi adora ammirare i paesaggi vestiti dei colori più belli, il periodo migliore per immergersi in Aragona resta sempre l’autunno: il foliage, le sfumature delicate e i riflessi di luce tra l’alba e il tramonto ricreano uno scenario unico che aspetta solo di essere scoperto. E, soprattutto, fotografato.

