Un ascensore alto 40 metri in centro città: è l’esperienza giusta per vivere la storia in modo originale

Napoli è una delle città più turistiche del Belpaese. Quando si parla di lei subito il pensiero corre al mare, alla pizza e ai caratteristici vicoli. Alcune sue bellezze però sono tenute ben nascoste, addirittura 40 metri sotto la superficie. Sì, avete capito bene, perché esiste una Napoli sotterranea che è altrettanto bella e affascinante. Stiamo parlando del Museo Lapis che si trova nel cuore del centro storico, sotto la Basilica della Pietrasanta all’inizio di via dei Tribunali.
Qui c’è il primo “ascensore archeologico” d’Italia che ci permette di scendere in un mondo fatto di antiche cisterne greco-romane, rifugi antiaerei e modernissime installazioni multimediali. Insomma, una sorta di viaggio alla scoperta della storia millenaria della città partenopea attraverso il suo sottosuolo, un’esperienza unica e affascinante al tempo stesso. Addentriamoci dunque in questa Napoli sotterranea, che promette un’esperienza davvero suggestiva e permette di conoscere un lato spesso sconosciuto di questa bellissima città.
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Nel cuore sotterraneo di Napoli in un mondo fatto di…acqua
Napoli sotterranea
Se vi è mai capitato di leggere “Viaggio al centro della terra” di Jules Verne e ne siete rimasti anche voi completamente affascinati, abbiamo trovato il museo, che non è un classico museo, che fa decisamente al caso vostro. Il Museo LAPIS è un capolavoro assoluto sia per quanto riguarda l’ingegneria che per i tesori e le storie che custodisce. Il percorso sotterraneo si snoda attraverso un vero e proprio labirinto di cisterne greco-romane e tunnel scavati manualmente nel tufo, facilmente accessibili grazie al primo ascensore archeologico: un progetto davvero innovativo che permette di scendere sotto terra per 35 metri in appena 20 secondi.
Durante questo incredibile viaggio nelle viscere della terra, quasi trasportati in un battibaleno nel famoso romanzo di Jules Verne, grazie alla cabina costruita interamente in vetro, si può osservare la diversa stratificazione del terreno che, come le pagine di un libro, ci racconta quasi 2000 anni di storia. Una volta arrivati, appena aperte le porte dell’ascensore, si entra letteralmente in un mondo di acqua e di luce, attentamente studiata per valorizzare gli incredibili ambienti. Nelle antichissime cisterne scorre tuttora l’acqua e questo ci dice molto sull’importanza che questi ambienti avevano per quanto riguarda il rifornimento idrico della città. Lungo tutto il percorso, a guidare i visitatori sono numerose installazioni multimediali che spiegano chiaramente tutta la storia di questo posto incredibile: dalle origini greco-romane ai tristi giorni della Seconda Guerra Mondiale quando questo intricato labirinto venne utilizzato come rifugio antiaereo.
Le origini antichissime del Museo LAPIS e dei luoghi che lo ospitano
Rifugi antiaerei
La storia del luogo che ospita il Museo LAPIS è ancora più antica di quanto si possa immaginare e le sue origini risalgono addirittura alla costruzione di un tempio dedicato alla dea Diana, che sorgeva un tempo dove oggi possiamo ammirare la Basilica della Pietrasanta. Nei secoli successivi l’area fu trasformata dai Romani in un importantissimo snodo per la distribuzione d’acqua grazie alla costruzione dell’Acquedotto del Serino.
Nelle epoche successive rimane invariato il culto dell’acqua che fu caro ai Romani: nel Medioevo e poi durante il Rinascimento le cisterne continuano a svolgere un ruolo fondamentale per la distribuzione dell’acqua. Ma questi tunnel e questi cunicoli che si snodano tra le viscere della terra, nascosti e protetti alla vista dalla meravigliosa città di Napoli e dai suoi rioni, come abbiamo accennato sono stati testimoni di storie molto meno felici di quelle relative al culto dell’acqua: durante la Seconda Guerra Mondiale infatti hanno ospitato e protetto migliaia di napoletani, tanto che si può ancora avvertire, tendendo l’orecchio e ascoltando con il cuore aperto, il respiro della città in quei momenti di paura e speranza. Alcune suggestive proiezioni nella Sala dei bombardamenti, facilitano l’immersione in quel mondo non poi così lontano.
La Napoli nascosta: un’esperienza unica al Museo LAPIS
Basilica di Santa Maria Maggiore alla Pietrasanta
Credeteci quando vi diciamo che una visita al Museo LAPIS è davvero un’esperienza che coinvolge tutti i sensi, ancora meglio se accompagnati da una guida esperta, che sappia raccontare ogni segreto di questi luoghi attraverso una visita guidata del Museo LAPIS. Un incredibile mix di storia e tecnologia rende ogni tappa di questo percorso coinvolgente e assolutamente unica, tanto che ogni sala è capace di trasportarci in un’epoca ma anche un mondo completamente diverso. La Sala della Luna ad esempio, evoca il legame mitologico con la dea Diana attraverso luci ed immagini, mentre nella Sala dei Racconti, troviamo addirittura ologrammi di personaggi illustri che riportano in vita alcuni frammenti della quotidianità degli anni ‘40.
Ma è la Sala delle Onde ad offrire forse lo spettacolo più suggestivo di tutti, dove è l’acqua stessa a ricreare un’atmosfera quasi ultraterrena. Ma una volta usciti da questa ideale “caverna platonica”, senza dubbio vi consigliamo di visitare anche la stessa Basilica di Santa Maria Maggiore alla Pietrasanta. Il pavimento maiolicato risalente al XVIII secolo e realizzato ad opera dei Fratelli Massa, insieme al campanile romanico del X secolo, offrono alla vista un complesso mix di stili architettonici in continuo dialogo con le storie nascoste nelle sue viscere.
Siete tutti invitati dunque a scoprire una Napoli del tutto inedita, che all’apparenza, ma solo all’apparenza, contrasta con la vivacissima vita che si svolge in superficie. Il Museo LAPIS ci porta a scendere nel vero cuore sotterraneo di Napoli, per un viaggio tra storie e personaggi che parlano di ingegno, resilienza e resistenza. Caratteristiche tipiche del popolo partenopeo che guarda con orgoglio alle sue origini, valorizzando ancora oggi quel passato così importante.

