Qui non hanno costruito le case sulla roccia, ma direttamente sotto: la strada spagnola che lascia increduli

In Andalusia esiste un paese che sembra nato da un accordo silenzioso tra l’uomo e la montagna: a Setenil de las Bodegas le case non si limitano ad appoggiarsi alla roccia, ma ne diventano una naturale estensione. Camminando lungo la gola scavata dal fiume Trejo, ci si ritrova sotto enormi sporgenze di pietra che fungono da tetto a intere file di abitazioni, bar e piccole botteghe, creando scorci che nessun filtro social riuscirebbe davvero a restituire.
Questo borgo bianco della provincia di Cadice è una delle tappe più sorprendenti della Ruta de los Pueblos Blancos, ma conserva ancora l’anima di un paese vissuto, con panni stesi ai balconi, anziani seduti sulle sedie di paglia e profumo di cucina casalinga che esce dalle finestre. A Setenil, ogni passo racconta come l’architettura tradizionale abbia scelto di convivere con la roccia, invece di combatterla.
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Dove si trova Setenil de las Bodegas e perché merita il viaggio
Setenil de las Bodegas si trova nel cuore dell’Andalusia, nella parte settentrionale della provincia di Cadice, al confine con la Serranía de Ronda. Il paese si adagia dentro una gola modellata dal fiume Guadalporcún, noto anche come Trejo, che nel corso di milioni di anni ha scavato la roccia sedimentaria creando pareti verticali, profonde cavità e grandi sporgenze naturali.
È proprio qui che nasce l’unicità di Setenil: invece di costruire contro la montagna, gli abitanti ne hanno sfruttato i ripari già esistenti, dando vita a un tipico esempio di architettura “ad abrigo bajo roca”, abitazioni al riparo sotto la roccia. Il borgo fa parte della celebre Ruta de los Pueblos Blancos, l’itinerario dei borghi bianchi andalusi, ma si distingue nettamente dagli altri centri: mentre molti paesi occupano la sommità di una collina, Setenil si sviluppa seguendo il solco della gola, con case e strade che sembrano quasi incastrate fra le pareti del canyon.
Case sotto la roccia, strade coperte e scorci iconici del borgo
Il colpo d’occhio più forte arriva quando si imbocca Calle Cuevas del Sol, la via simbolo di Setenil de las Bodegas. Esposta a sud, segue il corso del fiume e alterna facciate bianche, balconi fioriti e terrazze a una massa rocciosa che incombe dall’alto per diversi metri. Qui la roccia non è uno sfondo, ma un vero e proprio tetto naturale sotto cui trovano posto case, bar e piccoli negozi.
Sul lato opposto del fiume corre Calle Cuevas de la Sombra, ancora più scenografica: in diversi tratti la pietra copre metà della carreggiata, trasformando la strada in un corridoio ombreggiato dove il cielo scompare quasi del tutto. È uno dei punti più fotografati dell’Andalusia, ma resta pur sempre una via vissuta, con residenti che rientrano a casa e sedie lasciate davanti alle porte.
Altre strade come Calle Herrería, Jabonería, Cabrerizas e Calcetas mostrano lo stesso dialogo tra architettura e roccia. Alcune abitazioni sono diventate ristoranti, alloggi o botteghe artigiane, altre conservano la loro funzione residenziale, ricordando che Setenil non è un set cinematografico, ma un paese che continua ad adattarsi al suo paesaggio.
Tra fortezza araba, Re Cattolici e tradizione delle bodegas
Molto prima di finire sulle copertine dei social, Setenil de las Bodegas era soprattutto una posizione strategica. Sulla parte più alta del paese sorgeva una fortezza islamica, probabilmente di epoca almohade, che controllava la gola e le vie di comunicazione verso il Regno di Granada. Qui oggi restano la Torre del Homenaje, il possente mastio quadrangolare, e una cisterna di origine islamica che garantiva acqua durante gli assedi.
Setenil fu a lungo un obiettivo difficile per i regni cristiani: le cronache ricordano vari tentativi di conquista andati a vuoto, fino all’assedio del 1484, quando le truppe dei Re Cattolici, Ferdinando d’Aragona e Isabella di Castiglia, riuscirono infine ad appropriarsi della rocca. Da allora il borgo intraprese una nuova fase, favorita da privilegi e franchigie.
Il nome “de las Bodegas” racconta invece la vocazione agricola e vinicola del territorio. Le cantine sfruttavano gli ambienti freschi sotto la roccia per conservare vino e prodotti agricoli, una tradizione che oggi rivive nei bar e nei ristoranti ricavati nelle antiche strutture, dove si possono assaggiare salumi, formaggi e piatti di carne legati alla Sierra de Cádiz.
Come organizzare la visita a Setenil de las Bodegas
Setenil de las Bodegas si raggiunge facilmente da Ronda, distante circa 20 chilometri, lungo le strade panoramiche dell’entroterra andaluso, tra colline coltivate a ulivi e piccoli villaggi bianchi. In auto è consigliabile lasciare il veicolo nei parcheggi all’ingresso del paese: il centro storico è fatto di vie strette, curve secche e pendenze poco adatte a chi non conosce la zona.
Il modo migliore per visitare Setenil è muoversi a piedi, iniziando dalle iconiche Cuevas del Sol e Cuevas de la Sombra e risalendo poi verso la parte alta, tra scalinate e vicoli acciottolati. I belvedere della Villa e del Lizón offrono una bella panoramica sulla gola, con le case bianche sovrastate dalla roccia e i resti della fortezza.
La visita è possibile tutto l’anno, ma primavera e autunno sono le stagioni ideali: le estati nell’interno dell’Andalusia possono essere molto calde, anche se le strade coperte regalano sempre qualche tratto d’ombra. Meglio indossare scarpe comode, adatte a salite e pavimentazioni irregolari, e informarsi sugli orari di apertura dei monumenti sul sito del Comune o del turismo locale. Il resto lo farà l’atmosfera: un mix di paesaggio rupestre, storia medievale e quotidianità andalusa difficile da dimenticare.

