Dietro le mura di un’abbazia altoatesina si nascondono una biblioteca barocca e secoli di vita monastica

Fabio Belmonte, 27 Ott 2026
Dietro le mura di un’abbazia altoatesina si nascondono una biblioteca barocca e secoli di vita monastica

A pochi chilometri da Bressanone, l’abbazia agostiniana di Novacella è uno di quei luoghi che uniscono, in pochi passi, pietra, silenzio e paesaggio. Arrivi seguendo la Valle Isarco, tra filari e masi, e quasi senza accorgertene ti ritrovi davanti a un complesso che sembra un piccolo borgo fortificato, con mura, torri, cortili e il profilo delle montagne sullo sfondo.

Per chi ama camminare, è la classica meta da inserire in un itinerario di trekking lento, magari come tappa culturale dopo un’escursione sulle alture di Varna o verso i sentieri sopra Bressanone. Qui la vita monastica convive con le visite guidate, la produzione di vino e una biblioteca rococò che da sola vale il viaggio. Tra chiostro gotico, basilica barocca e giardino storico, l’abbazia offre un’immersione in quasi nove secoli di storia, da esplorare con passo tranquillo e tempo a disposizione.

Perché inserire l’Abbazia di Novacella in un itinerario di trekking in Valle Isarco

Dietro le mura di un’abbazia altoatesina si nascondono una biblioteca barocca e secoli di vita monastica 

L’Abbazia di Novacella, nel comune di Varna, è uno dei luoghi più suggestivi che si possano raggiungere a piedi partendo da Bressanone o dai masi sui versanti della Valle Isarco. Il complesso monastico, fondato nel 1142, occupa una conca di vigneti e terreni agricoli, dove l’architettura religiosa dialoga con il paesaggio alpino dell’Alto Adige.

Per chi cammina, Novacella è una tappa ideale tra una salita in quota e una giornata di visita culturale. Si arriva lungo percorsi facili che costeggiano i filari, seguendo strade poderali o tratti di sentiero che collegano le frazioni intorno a Bressanone. Una volta oltrepassato l’ingresso, il colpo d’occhio è quello di un piccolo villaggio: cortili, il profilo romanico del Castel Sant’Angelo, la basilica, il chiostro e gli edifici agricoli raccontano secoli di vita comunitaria, ancora oggi animata dai canonici agostiniani.

Biblioteca rococò, affreschi e ambienti storici: cosa vedere dentro l’abbazia

Dietro le mura di un’abbazia altoatesina si nascondono una biblioteca barocca e secoli di vita monastica 

Il cuore più spettacolare dell’abbazia, almeno per chi entra con gli occhi del viaggiatore, è la biblioteca rococò del Settecento. La sala monumentale, costruita tra il 1770 e il 1775, è un ambiente di rappresentanza dove stucchi dorati, scaffalature lignee su due livelli e pavimento geometrico creano una scenografia pensata per celebrare studio e conoscenza. Dietro le quinte di questo spazio, la biblioteca conserva un patrimonio di decine di migliaia di opere, tra manoscritti medievali, incunaboli e testi moderni.

La visita prosegue nella basilica di Santa Maria Assunta, romanica nelle strutture originarie ma trasformata in chiave barocca nel Settecento, con affreschi illusionistici di Matthäus Günther e stucchi di Anton Gigl. A pochi passi, il chiostro gotico offre un contrasto più raccolto: archi a sesto acuto, volte affrescate tra XIV e XV secolo e collegamenti con gli ambienti principali della vita comunitaria, come il refettorio e la sala capitolare.

Storia, cultura monastica e tradizione vitivinicola dell’Abbazia di Novacella

Dietro le mura di un’abbazia altoatesina si nascondono una biblioteca barocca e secoli di vita monastica 

fondata nel 1142 dal vescovo Artmanno di Bressanone per i canonici regolari di Sant’Agostino, l’abbazia nasce come centro religioso, assistenziale e formativo lungo uno dei principali assi di collegamento verso il Brennero. La presenza di una scuola monastica e di uno scriptorium rende presto Novacella un riferimento culturale, nonostante incendi, saccheggi e la soppressione ottocentesca sotto il Regno di Baviera che provocarono anche la dispersione di parte dei libri.

Oggi la comunità agostiniana mantiene la funzione religiosa del complesso e affianca alla preghiera attività culturali, museali e formative. Un capitolo importante della storia locale è legato alla viticoltura: i vigneti disegnano i pendii tra 600 e 900 metri di quota, producendo soprattutto vini bianchi come Sylvaner, Kerner, Riesling e Grüner Veltliner. La cantina monastica, documentata da secoli, è ancora oggi uno dei protagonisti della produzione vinicola della Valle Isarco.

Come organizzare la visita: accessi, orari, museo, giardino e degustazioni

Dietro le mura di un’abbazia altoatesina si nascondono una biblioteca barocca e secoli di vita monastica 

L’Abbazia di Novacella si raggiunge facilmente da Bressanone: in auto lungo la viabilità della Valle Isarco, in autobus di linea oppure a piedi, seguendo percorsi escursionistici di bassa quota tra i masi e i vigneti di Varna. Per chi ama camminare, è una tappa perfetta in un anello giornaliero con partenza e rientro in città.

Secondo le informazioni ufficiali aggiornate al 2026, il museo abbaziale è aperto dal lunedì al sabato, dalle 10 alle 17 (ultimo ingresso alle 16.15), con biglietto intero a 13 euro comprensivo di audioguida e riduzioni per over 65. Da maggio a ottobre, il giardino storico barocco è visitabile con biglietto separato o combinato. All’interno del complesso trovi anche enoteca e osteria, dove assaggiare i vini della tenuta. Per dettagli su orari, visite guidate ed eventuali modifiche, è consigliabile consultare il sito ufficiale o contattare direttamente l’abbazia.


Fabio Belmonte
Fabio Belmonte

Sono un appassionato di viaggi, storia e territori da scoprire. Amo raccontare borghi, città, paesaggi naturali e luoghi meno conosciuti, condividendo curiosità e consigli utili per trasformare ogni partenza in un’esperienza autentica.



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