Puglia, il borgo dalle case azzurre dove i vicoli si chiamano “chiassi” e si beve Primitivo

Casamassima si trova nelle famose Murge Baresi, dove il paesaggio è disseminato di masserie e ulivi secolari. Siamo nel cuore della Puglia, nell’entroterra della provincia di Bari. In una zona notoriamente pianeggiante, questo borgo si trova a più di 200 metri di altitudine. Una caratteristica che ha reso Casamassima un presidio difensivo fondamentale fin dal tempo dei Romani, passando poi sotto diverse signorie durante il Medioevo. In tempi più recenti il paese si è imposto soprattutto grazie alla fertilità della sua terra, ma negli ultimi anni l’agricoltura è stata affiancata dal turismo, diversificando così l’economia locale. Perché allora sempre più visitatori arrivano qui?
Occorre sapere allora che Casamassima è chiamata anche il “Paese Azzurro”. Questo appellativo è dovuto alla particolare colorazione delle sue case che quasi ricordano le sfumature di Chefchaouen, meglio nota come la perla blu del Marocco. Questo però è anche il paese dei “chiassi” (vicoli ciechi), delle sue strette vie e della sua anima tipicamente medievale. A completare il tutto c’è la già citata tradizione agricola, con tante eccellenze enogastronomiche – leggere alla voce Primitivo – che impreziosiscono ulteriormente la visita.
Indice dei contenuti
Tutto lo splendore e il fascino del “Paese Azzurro”
Immaginate Casamassima come un gomitolo di stradine bianche, in pietra calcarea, circondate da abitazioni dipinte di un azzurro intenso. L’origine di questa colorazione risale al XVII secolo, quando il signore del borgo, Michele Vaaz, dispone di dipingere tutte le case in calce azzurra come simbolo di devozione verso la Madonna di Costantinopoli, in particolare per aver miracolosamente risparmiato Casamassima dalla triste piaga della peste.
Esiste anche una diversa versione della storia, che vede questa usanza legata alla presenza di una comunità di ebrei sefarditi, che fuggiti dall’Inquisizione spagnola, portano con loro la tradizione di colorare le abitazioni in azzurro come simbolo e auspicio di protezione. L’amministrazione odierna conserva e incentiva questa particolarità, tanto che garantisce delle agevolazioni per chi sceglie di dipingere la propria casa di azzurro. Anche grazie a questa iniziativa, Casamassima mantiene intatto ancora oggi il suo fascino e diventa una meta davvero imperdibile per chiunque ami scoprire luoghi insoliti e meno battuti.
Pillole di storia su Casamassima
Come il suo peculiare e intenso colore, anche le origini stesse di Casamassima sono avvolte nel mistero e toccate dalla leggenda. Sembra infatti che sia stata fondata da un generale romano della gens Massimi, come dimostrerebbe un antico atto di vendita ad oggi conservato con cura nell’archivio capitolare della Cattedrale di Bari. In ogni caso la storia di Casamassima è stata da sempre tumultuosa: molte famiglie si contendevano il dominio e molte guerre sconvolgevano il territorio. Tra gli eventi più drammatici che ancora oggi vengono ricordati, c’è il sacco del 1347, quando le truppe di Luigi d’Ungheria incendiano la Chiesa Matrice di Santa Croce, luogo di rifugio scelto dagli abitanti per sfuggire alla furia della battaglia.
Casamassima è sicuramente un borgo che rimane legato alla sua storia, mantenendo vive memorie e tradizioni, grazie alle quali possiamo ammirare “Il Paese Azzurro” in tutto il suo splendore. La maestosa Porta dell’Orologio, ci accoglie e segna l’ingresso al borgo di Casamassima, ormai simbolo del paese fin dalla sua costruzione, nel 1841. Appena si oltrepassa, ci troviamo al cospetto della bellissima Chiesa Matrice di Santa Croce, che custodisce alcuni sorprendenti tesori come il Crocifisso monumentale di Adolfo Rollo e una preziosissima Madonna delle Grazie attribuita a Stefano da Putignano.
Dai “chiassi” alla gastronomia, Casamassima da assaggiare
Orecchiette
Anche il Monastero di Santa Chiara e il solenne Palazzo Ducale conosciuto come “Castello” sono ormai simboli del borgo, anche se come abbiamo accennato Casamassima è famosa anche per i suoi “chiassi”, i suoi particolari vicoli ciechi che soprattutto un tempo ospitavano antiche botteghe di commercianti e artigiani. Forse il più suggestivo è il Chiasso delle Ombre, particolarmente chiacchierato nei racconti locali, a causa delle ombre che le lanterne proiettavano sui suoi muri che hanno dato vita a diversi racconti di fantasmi.
La gastronomia tradizionale di Casamassima raccoglie l’eredità della cucina contadina pugliese. I piatti più amati sono sicuramente le orecchiette con cavoli, acciughe e mollica di pane fritto, oltre ai cavatelli con ceci e sugo di pomodoro. Anche la tradizione vitivinicola locale è degna di nota, con alcune eccellenze come il celebre Primitivo DOC che si sposa perfettamente con la robustezza di alcuni piatti tipici. È consigliatissimo fare un salto a Casamassima in occasione delle sue feste tradizionali, perché si prospettano esperienze davvero indimenticabili: la Pentolaccia di Carnevale, come il Corteo Storico di Corrado IV di Svevia in ottobre e il Presepe Vivente durante il periodo natalizio, rappresentano appieno la devozione che gli abitanti di Casamassima nutrono per le loro tradizioni e il loro territorio.
Visitare Casamassima significa immergersi in un’atmosfera tutta particolare, in gran parte data dal candore del calcare delle sue pietre che contrasta con l’azzurro intenso dei suoi muri: un angolo della Puglia che non ha niente da invidiare ad alcune località forse più blasonate.

