Biblioteche monumentali più belle d’Italia: 4 luoghi da scoprire

Quali sono le biblioteche monumentali più belle d’Italia? L’Italia è uno dei paesi con il più grande patrimonio culturale e letterario al mondo. Anzi, senza peccare troppo di presunzione, si potrebbe tranquillamente affermare che in questa speciale classifica il Belpaese non teme rivali. Tra le tante “grandi bellezze” nostrane ci sono anche le biblioteche monumentali, autentici scrigni che racchiudono non solo testi di inestimabile valore, ma anche gioielli architettonici e artistici da fare invidia ai musei. Spesso però questi luoghi non fanno parte dei più battuti itinerari turistici. Un vero peccato perché queste biblioteche sono delle autentiche opere d’arte. Per voi così abbiamo selezionato le quattro biblioteche monumentali più belle d’Italia, accomunate da un particolare non di poco conto: tutte e quattro hanno almeno 500 anni.
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Le 4 biblioteche monumentali più belle d’Italia
Roma, Napoli, Venezia e Firenze sono con ogni probabilità le quattro città d’arte nostrane più celebri al mondo. Qui però ci sono anche le biblioteche monumentali più belle d’Italia, autentici gioielli da visitare – mi raccomando – in rigoroso… silenzio!
Biblioteca Nazionale Marciana a Venezia
Se già Venezia, di per sé, rappresenta un tesoro che solo noi in Italia possiamo vantare, allora la Biblioteca Nazionale Marciana non è che un tesoro dentro un altro tesoro. Sebbene la prima idea di fondare una biblioteca pubblica a Venezia fosse di Francesco Petrarca, nel 1362, si dovette attendere oltre un secolo per la sua realizzazione, con la donazione del cardinale Bessarione, uno dei più famosi studiosi umanisti del XV secolo, della propria collezione alla Serenissima. Il 31 maggio 1468, difatti, egli donò un patrimonio di ben 746 codici, a cui se ne aggiunsero altri 250 dopo la sua morte. Tante altri furono poi i lasciti che andarono a incrementare la raccolta, ulteriormente ampliata nel corso dei secoli grazie alla legge, degli inizi del XVII secolo, che imponeva a ogni stampatore veneziano di depositare una copia nella biblioteca.
Oggi il suo patrimonio ha raggiunto numeri da capogiro: circa 1 milione di libri a stampa, 2.887 incunaboli, 13.117 manoscritti e 24.060 cinquecentine. Il palazzo che l’accoglie è nato verso la metà del XVI secolo, su progetto del famigerato architetto Jacopo Sansovino, sostituito alla sua morte nel 1570 da Vincenzo Scamozzi il quale completò l’opera nel 1588.
Biblioteca Medicea Laurenziana a Firenze
La seconda tappa del nostro speciale tour per le biblioteche italiane è, neanche a dirlo, a Firenze, una delle principali città culturali del nostro Paese. E, in particolar modo, concentreremo la nostra attenzione sulla Biblioteca Medicea Laurenziana, vero e proprio raccoglitore di cultura. Fu il cardinale Giulio de’ Medici, successivamente eletto al soglio di Pietro con il nome di Clemente VII, a progettare i locali nel 1519, affidando poi la direzione del cantiere a Michelangelo Buonarroti.
La complessità della struttura impegnò il grande artista per diversi decenni, che concentrò gran parte del suo genio nello scalone di accesso all’ingresso della sala di lettura, realizzato in pietra serena per volere di Cosimo I de’ Medici. I lavori terminarono nel 1571 quando la biblioteca venne aperta al pubblico.
Seppur il suo patrimonio librario sia meno consistente, in termini numerici, dell’omologa struttura veneziana, il pregio di alcuni volumi è di livello irraggiungibile; a tal proposito non si può non sottolineare la presenza della Littera Florentina, un manoscritto risalente al VI d.C. ove è riportata buona parte del Digesto, il codice di leggi voluto dall’imperatore Giustiniano.
Biblioteca apostolica vaticana a Roma
A Roma tra le biblioteche monumentali più belle d’Italia è obbligatorio annoverare la Biblioteca Apostolica Vaticana. Sebbene l’istituzione ufficiale della Biblioteca sia datata 15 giugno 1475, con la bolla Ad decorem militantis Ecclesiae di papa Sisto IV, il suo nucleo originario è ben più datato; si hanno infatti notizie di uno Scrinium nel IV secolo, con funzione sia di archivio che di biblioteca della Chiesa latina; è, invece, del 781 un documento che nomina il bibliothecarius Teofilatto e, di conseguenza, conferma l’esistenza di una raccolta libraria.
Sebbene buona parte dello Scrinium sia andata perduta nel XIII secolo e nel secolo seguente, a causa anche del temporaneo trasferimento della Santa Sede ad Avignone, in Francia, non si può non far risalire a quel tempo le origini dell’attuale struttura. Il suo patrimonio ammonta a oltre un milione e mezzo di volumi a stampa, antichi e moderni, 9mila incunaboli, 150mila codici manoscritti e carte d’archivio. Inoltre, la raccolta comprende anche 300mila monete e medaglie e circa 20mila oggetti d’arte. I locali, realizzati nel XVI secolo, sono di altissimo pregio architettonico e le decorazioni pittoriche sono state affidate a pittori del calibro di Melozzo da Forlì e dei fratelli David e Domenico Ghirlandaio.
Biblioteca dei Girolamini a Napoli
Concludiamo questo meraviglioso viaggio nel gotha della cultura italiana con la Biblioteca dei Girolamini, nel cuore della splendida Napoli. Il mondo ha visto la nascita della struttura, nota anche come biblioteca statale oratoriana del monumento nazionale dei Girolamini, nel 1586; il che la rende la più antica biblioteca pubblica di Napoli e la seconda più antica in Italia ,dopo la Malatestiana di Rimini. La sua collezione è principalmente votata alla filosofia, alla teologia cristiana, alla chiesa cristiana in Europa, alla storia della Chiesa, alla musica sacra e alla storia d’Europa e fa parte del complesso della chiesa dei Girolamini, i seguaci della dottrina di san Filippo Neri. Arcangelo Guglielmelli progetto l’attuale sede agli inizi del Settecento, completata poi dal figlio nel 1727. Quasi 160mila volumi affollano i suoi scaffali; da annotare la presenza di ben 6.500 manoscritti relativi a opere di musica sacra.
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Biblioteca Medicea Laurenziana – Wikipedia
Biblioteca dei Girolamini – Wikipedia
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