Cimiteri monumentali in Italia: 5 luoghi da visitare all’insegna della memoria

I cimiteri monumentali in Italia sono dei posti da un fascino unico. Questi luoghi infatti non hanno solo una funzione commemorativa, ma sono anche dei veri gioielli architettonici, ricchi di storia e cultura. Non si tratta di tour macabri oppure di misticismo – occorre però sempre ricordare che stiamo parlando di cimiteri e, per questo motivo, posti dove a regnare è il silenzio -, però visitare queste meraviglie è un modo per conoscere un lato insolito della città. Questo perché i cimiteri monumentali in Italia non sono solo belli da vedere, ma hanno storie da raccontare. Qui infatti riposano anche personaggi che hanno segnato la storia, l’arte e la cultura italiana e mondiale. Insomma, dei Père-Lachaise nostrani tutti da scoprire e da visitare.
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I 5 cimiteri monumentali in Italia da non perdere
Da Roma a Milano passando per Napoli e Genova, ecco quali sono secondo noi i 5 cimiteri monumentali in Italia da non perdere, dei luoghi ormai diventati delle vere e proprie mete turistiche.
Cimitero Monumentale di Milano, Lombardia
Il Cimitero Monumentale di Milano è una delle meraviglie nascoste di questa vivace città. Vero e proprio museo all’aperto, si estende per 250 mila metri quadrati con maestosi monumenti funerari, sculture artistiche e lapidi decorate, creando un mix tra passato e presente. Qui è possibile passeggiare tra i cipressi e ammirare opere d’arte eccezionali, come il famoso “Famedio” con i mosaici di Pigliaghi e che accoglie la memoria di grandi personaggi milanesi , e il “Tempio Crematorio” voluto da Alberto Keller e messo a punto da Paolo Gorini, simbolo della cultura positivista di fine ‘800.
Cimitero delle Fontanelle, Napoli
Il Cimitero delle Fontanelle nel Rione Sanità a Napoli – qui tutte le info sui tour turistici in città – è un luogo unico, ricco di atmosfera e mistero. Questo cimitero, scavato nelle pareti di un’antica cava di tufo è stato utilizzato per ospitare le vittime delle epidemie di peste e del colera del XVII secolo. È un luogo affascinante, dove si possono vedere migliaia di teschi e ossa impilati in maniera inquietante. Il nome del cimitero, infatti, deriva da una tradizione sentita nella città: il culto delle capuzzelle, ovvero i crani ignoti che ospita e che, secondo la credenza popolare sono le anime del Purgatorio spoglie in cerca di pace.
Cimitero di Staglieno, Genova
Il Cimitero di Staglieno a Genova, progettato da Carlo Barbino e, alla sua morte, da Giovanni Battista Resacco, è un museo a cielo aperto rinomato per la sua straordinaria bellezza e i suoi monumenti artistici. Questo cimitero è un museo all’aperto di scultura funeraria, con opere di artisti genovesi. Fin dalla sua nascita ha attirato personalità come Hemingway e Nietzsche, scrittori come Twain e l’imperatrice d’Austria Sissi che lo hanno visitato.
Le statue e le sculture che adornano le tombe sono delle vere opere d’arte e offrono una prospettiva unica sulla storia di Genova e della sua gente: basti pensare che ospita le tombe di personaggi famosi come Giuseppe Mazzini, Fabrizio De André, Stefano Canzio, Ferruccio Parri e la moglie di Oscar Wilde.
Cimitero del Verano, Roma
Costruito tra il 1809 e il 1812 su progetto di Giuseppe Valadier, si trova nel quartiere Tiburtino, accanto alla Chiesa di San Lorenzo fuori le mura. Ricco di testimonianze artistiche, è sicuramente uno dei cimiteri monumentali più famosi e suggestivi, anche perché ospita le tombe di personaggi illustri come Giuseppe Garibaldi, Grazie Deledda, Sibilla Aleramo, Vittorio De Sica, Anna Magnani, Alberto Sordi, Trilussa e altri.
Cimitero Acattolico per gli stranieri, Roma
Il Cimitero Acattolico di Roma, noto come il Cimitero degli Inglesi o dei Protestanti, ma anche come il Cimitero degli Artisti e dei Poeti, è un luogo incantato, dove la storia, l’arte e la cultura si fondono in un’atmosfera particolarmente serena e suggestiva. Questo cimitero ospita le tombe di molti personaggi famosi, tra cui il poeta inglese John Keats e il pittore romantico Joseph Severn, ed è caratterizzato da epitaffi multilingue e privi di foto, secondo lo stile anglosassone. Una curiosità: c’è la lapide di un gattino di nome Romeo in un angolo riparato vicino alla tomba del fisico Bruno Pontecorvo.

