Alicante oltre le spiagge: il mio viaggio di 3 giorni in Spagna tra i vicoli di Santa Cruz e l’isola di Tabarca

Scritto da: clitemnestra
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Ci sono luoghi che non si lasciano raccontare subito e non servono a scappare, ma a ritrovare un ritmo più umano. Chiedono di rallentare, di abbandonare le mappe e di mettersi in ascolto del ritmo lento del Mediterraneo. Un lungo fine settimana di settembre, da venerdì a martedì, è stato sufficiente per farmi avvolgere dalla luce calda del Mediterraneo, tra il fascino storico di Alicante, il silenzio sospeso dell’isola di Tabarca e la distesa sconfinata delle spiagge di San Juan. Spesso si immagina Alicante come una destinazione di sole e mare, ma basta camminare tra i suoi vicoli, posare lo sguardo sui dettagli di pietra e lasciarsi guidare dalla sua luce calda per capire che c’è una storia molto più intima da scoprire, se si va oltre la superficie.

Diario di viaggio in Alicante

Camminare per la città vecchia significa incontrare il tempo nella sua forma più solida e maestosa. Tra le facciate storiche e imponenti, come quella della Basilica di Santa Maria con i suoi intagli barocchi e quella della Concattedrale di San Nicola di Bari con la sua solenne maestosità, si respira l’eredità di secoli di storia stratificata. La pietra chiara riflette la luce del giorno, mentre i dettagli architettonici raccontano una Spagna autentica, fiera e silenziosa.

Passeggiando lungo l’Explanada

Passeggiare lungo l’Explanada de España è un’esperienza quasi ipnotica. Le tessere di marmo disposte a onde sotto i piedi sembrano riprodurre il movimento eterno delle onde, mentre due quinte di palme altissime incorniciano il cielo azzurro e guidano il cammino. Qui il tempo assume un’altra cadenza: ci si ritrova a camminare più piano, a respirare l’aria tiepida e a lasciarsi catturare dalla vita che scorre intorno.

Il Castello di Santa Bárbara e i vicoli storici

Alzando lo sguardo sopra i tetti, la città rivela il suo guardiano di pietra: il Castello di Santa Bárbara, abbarbicato in cima al Monte Benacantil. Salire lassù significa dominare la Costa Blanca con gli occhi, abbracciando in un solo sguardo il porto, il mare sconfinato e l’intreccio dei quartieri sottostanti. Proprio ai piedi della fortezza si svelano gli angoli più iconici della città: il celebre El Barrio e il quartiere di Santa Cruz, un labirinto incantevole di vicoli stretti, pareti bianche decorate con vasi di fiori colorati e scorci pittoreschi dove l’anima più autentica di Alicante si mostra in tutta la sua bellezza.

L’isola di Tabarca: l’oasi sul mare

Ma lo sguardo, dall’alto del castello, spazia fino all’orizzonte, dove il mare incontra un’altra meravigliosa gemma di questa terra: l’isola di Tabarca. Raggiungibile con una breve traversata in traghetto (lo si può prenotare comodamente su Civitatis) che fende le onde lasciando una scia di schiuma bianca, questa riserva marina protetta è un vero e proprio monumento naturale a cielo aperto. Senza auto, con le sue stradine sterrate, le case basse imbiancate a calce e le bouganville fucsia che esplodono sui muri di pietra tra vecchie canoe adagiate al sole, Tabarca regala il silenzio rigenerante di un’oasi incontaminata, dove il tempo sembra essersi fermato e la natura regna sovrana.

I giganti verdi nei parchi

Tornando tra le vie cittadine, il contrasto con la forza della natura si ritrova anche nei parchi di Alicante: ficus secolari che stendono radici imponenti come sculture vive nel mezzo della città. Sotto le loro chiome monumentali, l’aria si fa più fresca e il brusio urbano lascia il posto a una calma antica, ricordandoci quanto siamo piccoli di fronte al lento scorrere del tempo.

I profumi del Mercado Central

Una tappa immancabile per cogliere l’anima vibrante della città è la visita al Mercado Central di Alicante. Varcarne la soglia significa immergersi in una festa di colori, profumi e voci quotidiane: banchi ricchi di pesce freschissimo appena scaricato dal porto, frutta colorata, spezie e i famosi prosciutti iberici appesi in fila ordinata. È il cuore pulsante della vita locale, dove la tradizione gastronomica si vive a ogni angolo e ogni banco racconta la genuinità di questa terra.

La filosofia del viaggio e la tavola

Il viaggio non è fatto solo di grandi monumenti, ma di attimi quasi impercettibili. Alicante è il classico posto in cui non serve contare i giorni, ma far sì che i giorni contino: «No cuentes los días, haz que los días cuenten». Ed è proprio questo lo spirito della città. Lo si ritrova nella vivacità dei mercati e delle botteghe tradizionali, o nei negozietti di dolci e torroni tipici dove il tempo sembra essersi fermato. L’ora di pranzo diventa un rito sacro, un momento di condivisione autentica. Che sia un calice di sangria gustato all’ombra di un dehors o una paella generosa condita con frutti di mare e limone da condividere al centro del tavolo, ogni sapore racconta il legame indissolubile tra questa terra e il suo mare.

Il saluto della notte al porto

Quando la sera cala sul porto, la città cambia veste. I pennoni delle barche a vela si stagliano scuri contro il cielo notturno, riflettendosi sulle acque tranquille del bacino. Rimanere in silenzio sul molo, mentre la brezza serale porta con sé l’odore del sale, è il modo migliore per chiudere la giornata. Alicante e i suoi angoli preziosi non ti lasciano con grandi clamori, ma con una sensazione profonda di pienezza e la consapevolezza di aver vissuto giorni che hanno davvero contato.

Consigli pratici: alloggio, trasporti e sapori

Per quanto riguarda il soggiorno, gli alloggi ad Alicante risultano in generale un po’ cari rispetto al costo della vita complessivo. Ho alloggiato al Travelodge Hotel in Calle de la Nadadora Carmen Soto: una struttura pulita, in ordine e dall’ottimo rapporto qualità-prezzo, circa 430 euro per quattro notti. Si trova a circa 1,5 km dal centro, una distanza che si può percorrere a piedi ma che, alla lunga, non è comodissima. Per gli spostamenti in città ci si muove benissimo in bus, ma anche in taxi, con prezzi corretti e onesti. Anche il costo delle escursioni è decisamente contenuto: i biglietti dei traghetti per l’isola di Tabarca si acquistano e prenotano direttamente al porto, sul momento, senza bisogno di anticipo, al prezzo di 25 euro complessivi per circa un’ora di navigazione a tratta; ci sono molte corse disponibili durante la giornata e si trova posto facilmente.

Sul fronte gastronomico, infine, non c’è davvero nulla da dire: si mangia benissimo ovunque. Sull’isola abbiamo pranzato benissimo con dell’ottima paella e un buon bicchiere di sangria al ristorante Gloria, affacciato direttamente sul molo. In città ho amato particolarmente la friggitoria Alma del Sur, in centro, un delizioso localino perfetto per scoprire la tipicità e la freschezza del posto. In generale, però, in qualunque luogo abbia pranzato mi sono sempre trovata benissimo. Le mie recensioni dettagliate sui singoli locali e sulle strutture le ho lasciate direttamente su TripAdvisor, per chi volesse approfondire.


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