Pane, pizza e passione: Senigallia e il Pane Nostrum per 3 giorni di buono che fa bene al cuore

Il Salone nazionale dell'arte bianca, una scenografia al sapore di buono in cui le eccellenze si mescolano nella ricerca del rapporto più autentico (ed essenziale) con il quotidiano
Stefano Maria Meconi, 13 Ott 2026
pane nostrum

Arte bianca, ovvero la capacità di trasformare la farina (che bianca, almeno nel grande mercato, lo è diventata solo dopo la seconda guerra mondiale) in arte della gastronomia. È un settore in sempre maggiore espansione, nell’alveo di una capacità economica e produttiva che solo in Italia riguarda oltre 1,5 milioni di lavoratori. Non è un caso se, lo scorso settimana, all’arte bianca è stata dedicata la 23° edizione del Pane Nostrum, il salone nazionale dei lievitati, che si è tenuto nell’elegante e storica cornice del Foro Annonario di Senigallia, sulla costa delle Marche. Una struttura di pietra nata come un abbraccio della città ai suoi mercanti, che per 3 giorni ha visto protagonisti pasticcieri, fornai, pizzaioli, professionisti di un settore che è un po’ il simbolo della felicità a tavola: chi non ha sorriso, dopo una faticosa giornata di lavoro e impegni, addentando un quadrato di pizza calda o una fetta di pane appena tostata?

Sono proprio la felicità e la passione per una alimentazione sempre più attenta alla qualità, alla materia prima e alla sostenibilità i leitmotiv di un evento che, da venerdì 9 a domenica 11 ottobre 2026, hanno visto alternarsi pastry chef, imprenditori, medici e professionisti in un racconto multidisciplinare, incredibilmente dinamico e aperto a tutte le sensibilità di come pane, pasta, pizza e dolci possano parlare della vita quotidiana del Bel Paese ben oltre la cucina.

Le Marche, terra di vincisgrassi… e di pizze d’autore

Pane, pizza e passione: Senigallia e il Pane Nostrum per 3 giorni di buono che fa bene al cuore 

Per comprendere al meglio la scelta di Senigallia come sede di questo evento, dobbiamo per forza di cose partire dalla sua tradizione enogastronomica. La terra delle olive ascolane, prodotto dello street food che tutti abbiamo mangiato almeno una volta, è un crogiolo di tradizioni secolari, contaminazioni e di fusioni che l’hanno resa un palcoscenico ideale per parlare di buon cibo. Se forse abbastanza persone conoscono i vincisgrassi, la non lasagna che prende il suo nome dal generale austriaco (il Windisch-Graetz) che liberò Ancona dalle truppe di Napoleone, forse ancor meno hanno sentito parlare dei mòscioli, simil cozze che trovano negli scogli intorno a Portonovo (Conero) il loro habitat esclusivo.

E quanti sanno che le Marche sono anche una terra di grande pizza? Per “sfatare il mito” e gettare luce su una produzione che si avvale dei tanti prodotti di eccellenza del territorio, Andrea Bevilacqua e Antonio Fucito hanno dato alle stampe “Cronache di pizza. Le Marche in 20 pizzerie”. Un volume che non è solo una guida ai locali, di tutte e 5 le province marchigiane, dove gustare le pizze migliori, ma un viaggio tra eccellenze, capacità e territori capaci di rappresentare al tavola le nuove generazioni di ristoratori delle Marche, impegnati nella valorizzazione di una materia prima che ha tanto da raccontare.

La presentazione del volume, che si è tenuta domenica 10 ottobre, ha visto la premiazione delle 20 pizzerie coinvolte, a cui Confcommercio Marche ha assegnato un premio, a riconoscimento di forni che “sanno di mare, di monti e di campagne”, come ha detto il maestro pizzaiolo Franco Pepe, autore della prefazione al volume di Bevilacqua, anconetano DOC, e Fucito, partenopeo.

Dalla pizza Rossini sbagliata al cinnamon roll: i due lati della pasticceria marchigiana

Pane, pizza e passione: Senigallia e il Pane Nostrum per 3 giorni di buono che fa bene al cuore 

Tanti e partecipatissimi dal pubblico, di settore e meno, sono stati gli showcooking a cui Pane Nostrum ha dato vita in un weekend che ha visto anche un goloso mercato delle eccellenze marchigiane e italiane e la presenza, in un ideale gemellaggio, della Confcommercio Genova che ha promosso la focaccia ligure, eccellenza dell’altro lato del Bel Paese.

Due, tra tutti, gli appuntamenti (e gli attori protagonisti) che hanno rappresentato la summa di questa edizione della kermesse dedicata all’arte bianca: la Pizza Rossini “sbagliata” di Augusto Palazzi e il cinnamon roll di Valerio Giovannozzi. Due generazioni, due eccellenze delle mani in pasta nelle Marche: il primo, recentemente sbarcato al Teatro delle Muse in Ancona con i suoi lievitati, il secondo ormai consolidatosi nella moderna Pasticceria Crystall di Porto San Giorgio.

Un dialogo aperto tra pasticceri e pubblico, tra operatori di settore e appassionati, in cui si è potuto apprezzare senza ombra di smentita come ricette vecchie e nuove, tradizioni e innovazioni, antico e moderno convivano perfettamente nell’interesse del vasto pubblico, e come questi due pasticceri, o meglio sarebbe dire maestri, riescono a interpretare la pasticceria ai massimi livelli.

Livelli ulteriormente aumentati dalla presenza, per tutta la durata del Pane Nostrum, del maestro Achille Zoia, padre nobile della pasticceria marchigiana, di Luca Tarsetti con le sue sperimentazioni al sapore di spezie, di Marco Sestilli – presidente dei panificatori Confcommercio Marche Centrali e di Verdiana Ramina, dietista e divulgatrice che ha guidato momenti di confronto su nutrizione, benessere e salute per tutta la durata dell’evento.

Il buono e il bello delle Marche si incontrano a Senigallia

Pane, pizza e passione: Senigallia e il Pane Nostrum per 3 giorni di buono che fa bene al cuore 

Senigallia è forse una delle più note località di mare delle Marche, eppure ciò che incanta è la profondità del legame che unisce questa città, e tante altre della regione, con la cucina e con l’entroterra. Una sinergia di contatti e contaminazioni, di sapori di mare che non sarebbero gli stessi senza terra, di personaggi che fanno del quotidiano lo straordinario: basti pensare a Moreno Cedroni, chef 2 stelle Michelin con la sua Madonnina del Pescatore proprio qui a Senigallia, i cui interventi a Pane Nostrum hanno richiamato l’importanza del legame attento con il territorio, con le radici e con l’interpretazione autentica delle ricchezze tradizionali, a iniziare dalla cultura del mangiare in famiglia.

Per 3 giorni, la città della Rotonda è diventata una tavola rotonda di intenti che non rimangono tali, ma vivono nella quotidianità delle cose: sono plurali le Marche, ed è nella loro pluralità, nelle sinergie, nel sincero incontro e condivisione di cose e persone che costituiscono la straordinarietà del loro essere, ancora poco conosciuta ai più, ma gelosamente conservate da chi sa che la propria casa è ricchissima, di bontà e d’accoglienza, ancor prima che di beni materiali.


Stefano Maria Meconi
Stefano Maria Meconi

Giornalista, appassionato di viaggi e tecnologia. Mi piace raccontare il mondo attraverso numeri e curiosità, perché ogni viaggio è un'esperienza da raccontare e condividere



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