Lo chiamano il “Balcone delle Marche”: il borgo a 600 metri d’altezza con un panorama che ti lascerà senza fiato

Giuseppe Coppola, 05 Ott 2026
Cingoli

Un borgo che vanta una storia antichissima ma che è finito sulle prime pagine solo negli ultimi mesi, grazie a un riconoscimento speciale che ha permesso a turisti e visitatori di conoscere le sue perle e i suoi angoli nascosti. È Cingoli il balcone delle Marche, la terrazza più amata della regione scelta come il Borgo dei borghi 2026: un luogo meraviglioso che regala viste mozzafiato e che custodisce numerosi dettagli da scoprire, soprattutto in un periodo colorato come l’autunno.

Alla scoperta di Cingoli

Il viaggio di oggi ci accompagna alla scoperta di Cingoli. Atterriamo in un borgo da poco meno di 10 mila abitanti nelle Marche, in provincia di Macerata. Siamo sulle colline marchigiane, a circa 600 metri di quota, tra la valle del fiume Musone e quella del Rio le Laque, precisamente nel territorio dell’Appennino umbro-marchigiano che assume il nome di piega di Cingoli. Una fetta di regione davvero stupenda, sia per le immense distese di verde che la vedono protagonista, sia per le pagine di storia che raccontano la nascita e lo sviluppo dei centri abitati di queste terre.

Lo chiamano il “Balcone delle Marche”: il borgo a 600 metri d’altezza con un panorama che ti lascerà senza fiato 

Le prime tracce di vita tra i territori di Cingoli risalgono già al Neolitico, tra il IV e il III millennio a.C. Il nome del borgo, secondo alcune fonti, richiamerebbe l’immagine di un centro abitato costruito su un monte per cingerlo: da lì il riferimento a ‘cingulum’, ovvero l’origine della parola Cingoli. Un particolare che in pochi conoscono: il borgo è stato citato anche da Giulio Cesare all’interno del suo De bello civili mentre fu soprattutto Tito Labieno, luogotenente di Cesare in Gallia, ad ampliare la ‘città’ e a fortificarla in epoca romana. Oggi Cingoli è protagonista di una nuova giovinezza grazie a un borgo che continua ad attirare, anno dopo anno, sempre più turisti e visitatori.

Il Borgo dei borghi 2026

Oltre ad aver trovato il suo spazio tra i Borghi più belli d’Italia, Cingoli è stato nominato anche Borgo dei borghi 2026, un riconoscimento che ha contribuito ad accendere i riflettori su una realtà sempre più apprezzata a livello nazionale. Anche grazie ai suoi paesaggi circostanti che l’hanno resto un autentico balcone delle Marche, ammirato soprattutto in autunno.

I luoghi da non perdere nel borgo di Cingoli sono davvero tantissimi.  Dalla cattedrale di Santa Maria Assunta alla chiesa barocca di San Filippo Neri fino ad arrivare alla chiesa di San Domenico, conosciuta in particolare per la tela della Madonna del Rosario di Lorenzo Lotto. E poi, ancora, il palazzo municipale, Palazzo Conti e Palazzo Castiglioni, dove nacque papa Pio VIII. Il santuario di Santa Sperandia, fuori dalle mura cittadine, racchiude un autentico viaggio nel tempo in una struttura che risale al XIII secolo dove sono custodite le spoglie della santa.

Per gli amanti della natura, il borgo di Cingoli è impreziosito da un patrimonio naturalistico davvero meraviglioso che regala ai visitatori sentieri dedicati agli amanti del trekking o passeggiate da affrontare in bicicletta, tra boschi e distese di verde. Un motivo in più per visitare il balcone delle Marche, luogo da ammirare in particolare in autunno, tra colori e sfumature che lasciano senza fiato.


Giuseppe Coppola
Giuseppe Coppola

Giornalista pubblicista, laureato in Comunicazione. Un viaggio zaino in spalla è sempre una buona idea.



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