Dimenticata per decenni, la “Piccola Caserta” del Sud Italia è l’incredibile reggia tornata al suo antico splendore

Giuseppe Coppola, 13 Set 2026
Reggia di Carditello

Quando si pensa alla reggia della Campania, la prima immagine che viene in mente – in molti casi anche l’unica – è quella di Caserta, un autentico capolavoro che può essere paragonata, o che per alcuni supera in bellezza, quella francese di Versailles. Ma, in realtà, c’è una bellezza che per decenni è stata dimenticata ma che rappresenta un’autentica certezza per il patrimonio storico-artistico della regione. Si tratta del Real Sito, anche detta Reggia, di Carditello.

La Reggia di Carditello

La Reggia di Carditello è un autentico tesoro della Campania. Nasce intorno al 1787 precisamente a San Tammaro, un piccolo comune da poco meno di 6 mila abitanti in provincia di Caserta. Ci troviamo nei pressi del fiume Volturno, in una vasta zona della piana dei Mazzoni: un luogo unico dal punto di vista paesaggistico ma anche strategico, circondato dal monte Tifata, dai canali dei Regi Lagni e dal mare, il Tirreno in particolare. 

La reggia deve il suo nome, Carditello, a una derivazione latina della parola carduetum: il significato è relativo alla distesa di cardi presenti nel territorio che ha ospitato, poi, il Real Sito. A circondare i terreni della reggia c’era una vasta zona di boschi, pascoli e terreni che si estendeva su oltre 2 mila ettari. Nacque come luogo destinato alla caccia e all’allevamento per i Borboni per poi essere trasformato in una fattoria di pregio: realizzata in stile neoclassico, la reggia di Carditello oggi rappresenta un tesoro nascosto della Campania.

I particolari del Real Sito

La parte antistante della Reggia di Carditello era destinata, inizialmente, alle corse dei cavalli e aveva una capienza che raggiungeva i 30 mila spettatori. Due fontane monumentali caratterizzavano il Galoppatoio oltre al piccolo tempio circolare e a una pista in terra battuta. All’interno della reggia, ad aprire le porte verso il piano nobile troviamo due scaloni monumentali in marmo con bassorilievi rappresentanti trofei di caccia e motivi floreali ad adornare le pareti dello scalone.

Assolutamente da scoprire, poi, le sale della reggia: la sala di Diana, una delle stanze private della famiglia reale, così come la sala dei dipinti agresti per i suoi affreschi a tema rurale passando per la biblioteca, il salone centrale, la sala della tavola matematica e la sala delle quattro stagioni. Da non perdere anche la Cappella dell’Ascensione, dedicata alle funzioni religiose. E le meridiane di Carditello, piccoli tesori della reggia: quattro orologi solari ancora oggi visibili in tutto il loro splendore.

Come visitare la Reggia di Carditello

Per poter visitare la Reggia di Carditello è necessario l’acquisto di un biglietto. È possibile visitare l’area museale che comprende il parco storico, le sale interne al piano terra e al piano nobile oltre alle scuderie borboniche e alla sala immersiva attraverso l’acquisto di un biglietto dal costo di 8 euro, con riduzioni a 6 euro per gli over 60 e a 4 euro per i ragazzi dai 6 ai 18 anni. Ingresso gratuito per gli under 6 e i diversamente abili, per i gruppi è previsto un contributo di 7 euro a persona.

Sarà possibile però accedere anche esclusivamente all’area picnic acquistando un biglietto dal costo di 3 euro o pagando 20 euro per i gruppi, considerando un tavolo da massimo 8 persone. Ingresso gratuito per chi è già in possesso del biglietto intero per l’area museale. La Reggia di Carditello si trova a San Tammaro, in provincia di Caserta: il Real Sito è localizzato nei pressi di Capua e non lontano da Napoli, l’ideale per una tappa intermedia dei nostri viaggi in questa splendida zona della Campania.


Giuseppe Coppola
Giuseppe Coppola

Giornalista pubblicista, laureato in Comunicazione. Un viaggio zaino in spalla è sempre una buona idea.



Leggi gli altri diari di viaggioLeggi anche
In evidenza