7 giorni ai confini dell’Europa: il mio viaggio tra puffin, trekking ed escursioni mozzafiato alle Isole Faroe

Se c’è un posto dove la natura mostra il suo volto più selvaggio e primordiale, quello è l’arcipelago delle Isole Faroe. In questo diario vi racconto la nostra avventura di una settimana tra scogliere a picco sull’oceano, villaggi fiabeschi dai tetti d’erba, trekking mozzafiato e una quantità incredibile di puffin. Un itinerario on the road indimenticabile nel cuore dell’Atlantico Settentrionale.
Indice dei contenuti
Consigli utili sulle Isole Faroe
Come abbiamo letto in diversi blog, consigliamo l’opzione “tunnel illimitati” se presente tra gli extra della compagnia di noleggio auto. Per una certa cifra giornaliera, tutti i passaggi nei tunnel a pagamento (ad eccezione dello scenografico Eysturoyartunnilin) sono inclusi. Facendo i conti della serva, a noi è convenuto.
Per i pranzi, ci siamo sempre preparati i panini al mattino prima di partire, facendo la spesa o al Bónus o al FK. Ci siamo portati delle borracce che riempivamo con acqua di rubinetto (comprare l’acqua in bottiglia, oltre che caro, è completamente inutile). I paesini non sono ben attrezzati (se non per i wc e le aree di sosta sempre disponibili gratuitamente), e a volte è difficile trovare qualcosa di aperto. In questo modo abbiamo ottimizzato i tempi e abbiamo mangiato in posti davvero unici. Per le cene, abbiamo sempre cucinato a casa, tranne l’ultima sera a Tórshavn; siccome le opzioni sono poche, consigliamo di prenotare al ristorante con largo anticipo in alta stagione, altrimenti è letteralmente impossibile trovare posto.
Sistemazione: Abbiamo scelto Klaksvík come base per tutte le notti, tranne l’ultima a Tórshavn. La città è molto tranquilla ed è comodissima per l’escursione a Kalsoy che, come spiegheremo più avanti, è quella più “critica”. Qui probabilmente gli alloggi e gli appartamenti costano meno che nella capitale. Ovviamente, pernottando qui, abbiamo dovuto fare avanti e indietro per le varie isole diverse volte, ma i panorami valgono il viaggio e le distanze non sono improponibili (un’ora e mezza tra i punti più estremi delle isole collegate via terra).
È possibile pagare praticamente ovunque con la carta, ad eccezione (ad oggi che stiamo scrivendo questo diario) di alcune cose, ad esempio il traghetto per Kalsoy. Noi abbiamo optato quindi per prelevare una certa quantità di corone, in modo da essere coperti per ogni evenienza. Siccome il meteo è imprevedibile e può cambiare da un momento all’altro, è opportuno vestirsi “a strati” e avere a disposizione pantaloni e giacca impermeabili (l’ombrello è inutile quando piove). Anche un buon paio di scarponcini con la suola in Goretex è raccomandato, specialmente se si vogliono fare camminate (i cui terreni possono essere fangosi e scivolosi). Noi col meteo siamo stati molto fortunati (pioggia — nemmeno troppo forte — solo un pomeriggio), ma eravamo preparati a tutte le condizioni.
Attrezzatevi di una capiente memoria per la fotocamera, sgomberate la mente e godetevi queste perle dell’Atlantico Settentrionale.
Diario di viaggio nelle Isole Faroe
Giorno 1: arrivo nell’arcipelago e trasferimento a Klaksvík
Abbiamo preso il volo da Malpensa con scalo a Copenaghen (SAS + Atlantic Airways), con arrivo alle 19 locali. Dopo il tampone all’arrivo (obbligatorio) e aver ritirato la macchina, ci siamo diretti verso Klaksvík e il nostro appartamento.
Giorno 2: i puffin a Mykines e le meraviglie di Vágar
La giornata inizia percorrendo tutte le isole per raggiungere il porto di Sørvágur, da cui parte il traghetto per Mykines (alle 10:20), prenotato con largo anticipo (praticamente in concomitanza con la prenotazione del volo). Il meteo era inizialmente clemente, e appena sbarcati sull’isola ci siamo diretti verso la parte più alta per ammirare migliaia di puffin (le pulcinelle di mare). Uno spettacolo unico. Peccato soltanto che il ponte che collega il sentiero fino al faro fosse in ristrutturazione, per cui non è stato possibile compiere tutto il percorso. Poco male: ci siamo consolati restando seduti come bambini ad ammirare la miriade di puffin attorno a noi. Dopo pranzo abbiamo percorso l’unico sentiero disponibile, venendo colti da freddo, nebbia e pioggia (ma d’altronde si sa, il meteo alle Faroe è imprevedibile). Quindi, breve sosta nel paesino di Mykines prima di riprendere il traghetto delle 17:05. Sulla via del ritorno verso casa ci siamo fermati a vedere Bøur, Gásadalur, la cascata di Múlafossur e il Nix, tutti imperdibili punti di interesse sull’isola di Vágar.
Giorno 3: i borghi tradizionali di Streymoy e il nord dell’arcipelago
Questa giornata l’abbiamo dedicata a visitare una serie di paesini molto caratteristici sull’isola di Streymoy, raggiungibili tutti in auto su strade panoramiche mozzafiato (alcuni sono anche collegati tra loro tramite camminate, ma viste le nubi basse e il poco tempo a disposizione non abbiamo voluto rischiare). Abbiamo quindi visto Gjógv (con la suggestiva camminata sulla parte alta della scogliera alla sinistra del paese guardando il mare), la cascata di Fossá (la più alta delle isole), Tjørnuvík con la sua spiaggia dalla quale si vedono i due faraglioni di Risin og Kellingin (il gigante e la strega, tramutati in pietra dopo aver tentato di rubare le Faroe per annetterle all’Islanda), Saksún e la camminata Út á Lónna lungo la costa (per la quale si paga una quota di 75 corone), percorribile in condizioni di bassa marea. In seguito, ci siamo diretti verso il centro abitato più a nord dell’arcipelago, ovvero Viðareiði, che a causa della nebbia fitta sembrava un paese completamente abbandonato.
Giorno 4: il faro di Kallur, il trekking di Trælanípa e la vita locale
Visto il meteo promettente, la sera prima abbiamo deciso di puntare la sveglia presto per tentare di prendere il traghetto per Kalsoy. Quello che si legge online è vero: bisogna andare presto, perché la nave può ospitare solo 12 veicoli e i faroesi hanno la priorità, indipendentemente dal loro arrivo. Noi siamo arrivati alle 07:15 e abbiamo trovato una sola macchina davanti. Per onore di cronaca, il nostro traghetto delle 08:00 non si è riempito; tuttavia, abbiamo poi scoperto che alle 10:00 la nave ha effettuato un doppio giro (non segnalato da nessuna parte) data l’alta concentrazione di auto. Quello che ci pare di aver capito è che questo “secondo giro” viene effettuato solamente se le macchine riescono a riempire due navi intere. A nostro avviso l’auto è indispensabile sull’isola, date le distanze; tuttavia, è presente una linea di bus oppure, muovendosi a piedi, si trova sicuramente qualche turista disposto a dare un passaggio.
Appena sbarcati, ci siamo diretti verso Mikladalur, da cui è possibile ammirare la statua di Kópakonan (la donna foca) in tutta la sua bellezza. Dopo questa breve sosta, abbiamo raggiunto Trøllanes e percorso la camminata (facile, circa 2 ore tra andata e ritorno) verso il faro di Kallur. Il panorama da quest’ultimo è mozzafiato e la giornata stupenda: sole e una ventina di gradi rendono questo posto il nostro preferito in assoluto delle Faroe. Dopo il pranzo a Trøllanes, su una scogliera da cui scorgiamo diversi puffin, ci siamo diretti con un’ora di anticipo verso il porto per prendere il traghetto delle 14:20. Lì abbiamo scoperto di essere la tredicesima macchina della fila. Dopo un attimo di sconforto, la fila ha continuato ad aumentare e la nave ha effettuato un secondo giro.
Sbarcati a Klaksvík verso le 16:00, vista la giornata stupenda, ci siamo diretti verso Miðvágur (isola di Vágar) per percorrere la camminata di Trælanípa e Bøsdalafossur, da cui si ammira il lago di Sørvágsvatn (o Leitisvatn) che sembra sospeso sull’oceano. La camminata (dal costo di 200 corone) dura circa 3 ore e i paesaggi sono da togliere il fiato. Stanchi e felici, siamo tornati a Klaksvík. Dopo cena abbiamo visitato uno dei due pub della città, il Roykstovan, frequentato da gente locale, dove si stabilisce il prezzo della birra lanciando cinque dadi: assolutamente da provare!
Giorno 5: l’ascesa al Slættaratindur e una partita a Klaksvík
Siccome le previsioni sembravano buone, ci siamo diretti verso Eiðisskarð, da cui parte la camminata per il Slættaratindur, la cima più alta delle Faroe. Il trekking dura circa 3 ore e il percorso, specialmente nella parte finale, è abbastanza impegnativo e poco segnalato. Arrivati in cima, le nubi basse ricoprivano mare e pianure, regalando il mistico effetto delle vette che emergevano da una coperta di nuvole. Una volta scesi, abbiamo fatto una breve sosta a Eiði, immersa nella nebbia, per poi rientrare a Klaksvík.
Qui era in corso la partita del campionato Betri Deildin tra KÍ e Víkingur, e abbiamo scoperto che Klaksvík non è affatto una città fantasma, dato lo stadio pieno. Incuriositi, ci siamo avvicinati e abbiamo visto tutto il secondo tempo appoggiati alla staccionata di bordocampo gratis (uno steward ci ha gentilmente fatto entrare senza biglietto). Finita la partita (3-0 per il KÍ), ci siamo diretti verso Kunoy, l’isola di fronte a Kalsoy raggiungibile tramite ponte. Qui, immersi nella nebbia, abbiamo visitato il paesino e uno dei pochi boschi dell’arcipelago. Dopo cena, giro in notturna del porto di Klaksvík.
Giorno 6: l’isola di Nólsoy e l’escursione in barca a Hestur
Dopo il check-out, abbiamo fatto una breve tappa alla cattedrale di Klaksvík e a Uti í Grøv. Ci siamo poi diretti a Tórshavn, arrivando in tempo per prendere il traghetto delle 12:30 per Nólsoy. Per via del numero ridotto di corse del lunedì, non siamo riusciti a completare l’escursione fino al faro di Borðan (servirebbero 5-6 ore tra andata e ritorno), ma ne abbiamo percorsa circa la metà, riprendendo il traghetto delle 16:50.
Sbarcati a Tórshavn, dopo un veloce check-in in guest house ci siamo precipitati al porticciolo di Gamlarætt per l’escursione in barca attorno all’isola di Hestur (durata 1,5 ore, costo 495 corone), consigliataci da due ragazzi italiani incontrati a Nólsoy. È un’esperienza che raccomandiamo caldamente: si vedono miriadi di uccelli popolare le scogliere a picco e il gommone entra all’interno di varie grotte suggestive. Rientrati a Tórshavn, abbiamo fatto un giro nel quartiere antico di Reyn, a Tinganes e cenato in uno dei locali del porto.
Giorno 7: passeggiata a Tórshavn, Kirkjubøur e il volo di rientro
La giornata inizia con il check-out e un rapido giro in una nuvolosa Tórshavn, visitando la fortezza di Skansin. Dopo una breve sosta a Kirkjubøur, ci siamo diretti verso l’aeroporto di Vágar per prendere il volo delle 13:15 (con scalo a Copenaghen) di rientro in Italia.

