Incastonato nel Caucaso c’è un Paese economico e sicuro che pochissimi italiani conoscono

Crocevia di culture, europea e asiatica allo stesso tempo, profondamente e inconfondibilmente cristiana e legata a pagine tragiche della storia: è l’Armenia, meta di un turismo consapevole e alternativo dove non c’è folla, il silenzio è una guida di viaggio e la bellezza va ricercata, attesa, conquistata scalando le montagne del Caucaso oppure tuffandosi nei suoi tanti laghi, alcuni dei quali si trovano a quasi 2000 metri d’altitudine. Abbiamo raccolto 5 luoghi dell’Armenia da visitare durante un viaggio nel paese che, nonostante la sua apparente lontananza, ha molti e storici rapporti con l’Italia, sino addirittura dai tempi degli Etruschi.
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Erevan, la città rosa
1 milione di abitanti a 1000 metri d’altitudine, perché in un paese come l’Armenia, lo vedremo, l’altitudine definisce anche parte dell’identità e delle abitudini. La sua capitale, Erevan (fino a qualche anno fa la si leggeva più spesso come Yerevan) ha un soprannome che la disegna bene: la “Città Rosa”, per le sfumature di tufo dei suoi palazzi storici che si stagliano sullo sfondo del leggendario Monte Ararat, quello su cui si sarebbe arenata l’Arca di Noe. Nonostante la vetta sia in territorio turco, gli armeni ne rivendicano orgogliosi l’appartenenza storica, anche in virtù della profonda identità cristiana. La città è un mix di boulevard alla francese, spazi verdi e innumerevoli siti archeologici. Imperdibili, tra gli altri, le visite alla Place de la République, alla monumentale scalinata della Cascade e la splendida chiesa di San Sargis predecessore, con la sua pietra rossa dalle sfumature raffinate.
Sevan, un lago a 1900 metri d’altezza
1300 chilometri quadrati: grande quanto l’estensione di tutta la città di Roma, Sevan è molto più di un semplice lago di montagna, tanto da essersi guadagnato il soprannome di “mare d’Armenia”. Vera e propria gemma naturale incastonata tra vette vulcaniche a quasi 1.900 metri d’altezza, è il secondo lago di montagna più alto al mondo dopo il Titicaca, nel Sudamerica. Le sue sono dimensioni davvero di riguardo: 78 chilometri di lunghezza, 56 di larghezza massima e una profondità delle acque che si spinge quasi a 80 metri. Molti qui lo considerano un vero e proprio mare, in un paese che di affacci sul mare non ne ha, anche grazie alle sue spiagge di sabbia e alle acque turchesi. Imperdibile una visita alla penisola di Sevanavank con il suo monastero medievale in pietra scura che è una delle cartoline più celebri di tutta l’Armenia.
Dilijan, la Svizzera armena
Foreste fittissime e perfettamente conservate, piccoli laghetti di montagna e strade in pietra perfettamente manutenute: sembrerebbe quasi di essere in Svizzera, ma siamo a Dilijan, che è chiamata non a caso la “Svizzera d’Armenia”. Hotel con SPA attrezzate secondo i migliori criteri occidentali, rifugi e ristoranti panoramici costruiti in legno, splendidi complessi storici come il monastero di Haghartsin fanno di questa località a 1250 metri d’altitudine il perfetto getaway in mezzo alla natura nel nord del paese, non lontano dal grande lago Sevan, di cui abbiamo appena parlato.
Tsaghkadzor, tra sci e monasteri
1000 abitanti a 1800 metri d’altitudine. Potrebbe sembrare un puntino come tanti sulla cartina geografica, ma Tsaghkadzor è molto più di una cittadina di montagna. Già nel I secolo d.C. i re Arsacidi la scelsero come residenza estiva, in quella “Valle dei Fiori” che oggi è la principale meta sciistica del Paese, grazie ai moderni impianti di risalita che portano sulle piste del Monte Teghenis. Imperdibile la visita al monastero di Kecharis, complesso cristiano dell’XI secolo composto di ben 4 chiese e innumerevoli croci di pietra scolpite, le cosiddette khachkar. Durante l’estate, per sfuggire al clima caldo dei fondovalle, Tsaghkadzor si trasforma nel rifugio climatico d’eccellenza, dove godersi escursioni a piedi o in mountain bike.
Gyumri, il paradiso dell’artigianato
Gyumri sta all’Armenia come Milano sta all’Italia. Non solo perché si tratta della seconda città dell’Armenia in termini di popolazione, ma anche per una certa eleganza insita nelle sue architetture. Una città che affascina con le sue suggestive stradine lastricate nel quartiere storico di Kumayri, dove è possibile passeggiare circondati da eleganti palazzi di foggia ottocentesca, realizzati in un mix di materiali che include il tufo nero e rosso, oltre ai balconi in ferro battuto. Gyumri, inoltre, è considerata la capitale culturale del paese: non a caso, qui è possibile trovare innumerevoli botteghe storiche e gallerie d’arte, oltre a una tradizione gastronomica autentica. La cucina armena, che mescola elementi mediterranei e orientali, si basa su numerose varietà di pane, tra cui il lavash (simile al pane casarau sardo), le preparazioni di carne (celebri gli involtini avvolti nelle foglie di vite, i dolma) e i melograni, il vero frutto simbolo della nazione.

