Il comune più “lungo” d’Italia si trova in Abruzzo: 30 lettere e 6 parole, ci vuole fiato anche solo a pronunciarlo

Un piccolo borgo che custodisce una particolarità davvero speciale. Siamo in Abruzzo, precisamente in provincia di Pescara: è qui che l’Italia ha visto nascere uno dei suoi comuni più ‘lunghi’. Ma non ne stiamo parlando in termini di estensione, di chilometri o di superficie, bensì di lettere: ben trenta quelle che compongono il suo nome, organizzato in sei parole. San Valentino in Abruzzo Citeriore, praticamente un’istituzione per tutta la regione: un borgo con i suoi tesori e i suoi segreti tutti da scoprire.
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La storia di San Valentino in Abruzzo Citeriore
San Valentino in Abruzzo Citeriore è un piccolo borgo della provincia di Pescara da poco meno di 2 mila abitanti. Ci troviamo precisamente tra il fiume Pescara e l’Orta, in un territorio compreso nella Maiella e nel Morrone, a un’altezza che varia tra i 200 e i 600 metri sul livello del mare. A rendere speciale questo paesino abruzzese è, ovviamente, anche la sua posizione che regala allo sguardo una vista panoramica davvero mozzafiato dove lo sguardo si perde tra le bellezze di questo splendido territorio.
Ed è proprio la scelta di un nome così particolare ad aver regalato a San Valentino in Abruzzo Citeriore un primato nel Belpaese: dopo il 1863, in seguito alla proclamazione del Regno d’Italia, il comune ha assunto infatti la denominazione attuale diventando il paese con il nome più lungo d’Italia. Una particolarità che, come documentato negli ultimi anni, ha creato non pochi problemi ai centri postali soprattutto tra i sistemi informatici in tema di pagamenti e operazioni finanziarie.
Dalle origini ai tesori del borgo
Secondo alcuni storici, la fondazione del primo centro in quello che oggi è conosciuto come San Valentino in Abruzzo Citeriore avvenne poco dopo l’anno Mille: gli abitanti di queste zone avvertirono, infatti, l’esigenza di costruire delle fortificazioni per difendersi dagli attacchi dei barbari. Nel corso della storia, il borgo subì il controllo di Federico II di Svevia, la dominazione degli Orsini e fu interessato dal brigantaggio dopo la proclamazione del Regno d’Italia.
Tra i tesori da non perdere di questo piccolo borgo troviamo soprattutto il duomo dei Santi Valentino e Damiano, una chiesa di impianto settecentesco che vanta una doppia torre campanaria. La sua fondazione avvenne nel XII secolo ma nella seconda metà del XVIII secolo fu completamente ristrutturata, secondo le volontà della famiglia Vanvitelli di Chieti. Lavori di restauro furono eseguiti anche nel Novecento, dopo il terremoto del 1915 che colpì il territorio nei dintorni di Avezzano e anche il duomo di San Valentino in Abruzzo Citeriore.
Iconico anche il Palazzo Farnese, custodito nella parte alta del borgo: un castello dalla pianta circolare con mura e torri di controllo inglobate nel palazzo cinquecentesco. Non mancano poi i siti archeologici e preistorici che raccontano la nascita di questo luogo e i particolari del territorio, ricostruendo pagine di storia tra la genesi del borgo.

