5 giorni bastano per innamorarsi dell’isola arcobaleno alle porte d’Europa: qui tutto è selvaggio e accogliente allo stesso tempo

Viaggio a Lanzarote, con negli occhi il bianco delle case, il nero della lava, il verde del lago e l’azzurro del mare, un viaggio dentro la forza e la bellezza della natura.
Scritto da: luxocchio
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Lanzarote si è rivelata un’isola tutta da scoprire. Le strade sono ampie, comode e permettono di raggiungere facilmente ogni angolo del territorio. Ovunque si incontrano case bianchissime, che contrastano con il nero delle spiagge vulcaniche, il blu dell’oceano e gli incredibili scenari lunari creati dalle eruzioni. È proprio questa straordinaria alternanza di colori e paesaggi a rendere Lanzarote così speciale: un’isola apparentemente aspra e selvaggia, ma allo stesso tempo accogliente e affascinante. Siamo tornati a casa con negli occhi il bianco delle case, il nero della lava, il verde del lago e l’azzurro del mare. E con la sensazione che Lanzarote ci abbia regalato molto più di una semplice vacanza: un viaggio dentro la forza e la bellezza della natura.

Diario di viaggio a Lanzarote

Giorno 1 – Arrivo a Lanzarote

Siamo arrivati nella splendida isola bianca di Lanzarote in serata, con un volo Ryanair da Malpensa. Dopo aver ritirato l’auto, ci siamo diretti verso Tías, dove avevamo prenotato tramite Booking l’appartamento di Casa Nori. La sistemazione si è rivelata davvero comoda, soprattutto per la sua vicinanza alla spiaggia. Finalmente potevamo iniziare la nostra avventura alla scoperta dell’isola!

Giorno 2 – Parco Nazionale di Timanfaya

La nostra prima visita è stata al Parco Nazionale di Timanfaya, un luogo davvero impressionante. Davanti ai nostri occhi si è aperto un paesaggio vulcanico spettacolare, quasi lunare, caratterizzato da forme incredibili, colori intensi e una totale assenza di vegetazione. Sembrava di essere atterrati su un altro pianeta. Che esperienza straordinaria! Il paesaggio che oggi ammiriamo è il risultato delle violentissime eruzioni che sconvolsero Lanzarote tra il 1730 e il 1736, seguite da una nuova fase eruttiva nel 1824. L’accesso al parco avviene dall’Islote de Hilario, da dove partono le navette ufficiali per la Ruta de los Volcanes. Il percorso è rigorosamente regolamentato e si può effettuare soltanto in autobus, per proteggere questo ambiente così fragile e garantire la sicurezza dei visitatori.

Durante il tragitto, una voce registrata, disponibile in diverse lingue ma purtroppo non in italiano, ci racconta la storia e le caratteristiche di questo straordinario territorio. Guardando fuori dal finestrino, continuiamo a sorprenderci davanti a distese di lava, crateri e montagne dai colori più diversi.

Al termine del percorso assistiamo anche a due dimostrazioni che ci fanno capire quanto sia ancora intenso il calore nascosto sotto la crosta terrestre. La più spettacolare è quella in cui viene versata dell’acqua in una buca nel terreno: in pochi istanti l’acqua viene espulsa violentemente verso l’alto, trasformandosi in un impressionante geyser fumante. Nell’altra dimostrazione, invece, del semplice fogliame secco prende immediatamente fuoco a contatto con il terreno, proprio a causa dell’elevatissima temperatura del sottosuolo.

Accanto al bar troviamo anche il famoso ristorante El Diablo, dove la carne viene cucinata sfruttando direttamente il calore geotermico proveniente dal sottosuolo. Un modo davvero curioso e originale per sperimentare la forza ancora viva dei vulcani.

Nel pomeriggio ci spostiamo ad Arrecife, dove ci aspetta una sorpresa completamente diversa: il Carnevale! Non ce lo aspettavamo e proprio per questo lo viviamo con ancora più entusiasmo. Le strade sono invase da un’infinità di gruppi mascherati, musica, colori e allegria. Ci lasciamo coinvolgere dall’atmosfera festosa e passeggiamo tra la gente, divertiti e incuriositi.

È stata una giornata ricchissima di emozioni: dalla forza primordiale dei vulcani alla vivacità e alla spensieratezza del Carnevale. Lanzarote ha iniziato a conquistarci!

Giorno 3 – Cueva de los Verdes

Oggi è la volta della Cueva de los Verdes. Prima della visita facciamo una breve sosta alle piscine naturali di Punta Mujeres. Forse ci eravamo creati troppe aspettative leggendo le guide, perché, una volta arrivati, non ci colpiscono particolarmente. È comunque una piacevole pausa prima di proseguire verso la nostra meta.

La Cueva de los Verdes, invece, ci lascia davvero senza parole. È un luogo straordinario, quasi incantato. Si tratta di un lungo tunnel lavico formatosi circa 4.000 anni fa, durante le eruzioni del Monte Corona. Con i suoi oltre sei chilometri di lunghezza complessiva, di cui circa uno visitabile, rappresenta uno degli esempi più importanti di galleria vulcanica di Lanzarote.

Entriamo e iniziamo a camminare nella semioscurità, accompagnati dalle spiegazioni della guida. Le forme della roccia, le pareti modellate dalla lava e il silenzio che ci circonda rendono la visita un’esperienza davvero magica. È difficile non lasciarsi suggestionare da questo mondo sotterraneo, così diverso da quello che siamo abituati a vedere.

Alla fine del percorso arriva il momento più sorprendente: ci viene svelato il “segreto” della grotta. Rimaniamo stupiti e senza parole. Ma un segreto, si sa, deve rimanere tale… quindi non lo racconteremo! Sarà una sorpresa riservata a chi avrà la fortuna di visitare personalmente la Cueva de los Verdes.

Anche il Cañón de las Grietas merita sicuramente una visita. Non è semplicissimo da individuare, ma questa volta Google Maps si rivela un prezioso alleato e ci permette di raggiungerlo senza troppi problemi. Dall’alto osserviamo una profonda spaccatura nella roccia vulcanica, modellata inizialmente dalla lava e poi lentamente trasformata dall’azione della pioggia. Le pareti verticali e gli stretti passaggi sono il risultato della solidificazione delle colate laviche. Camminando tra queste formazioni ci sentiamo davvero piccoli di fronte alla forza e alla grandiosità della natura.

Durante il viaggio di ritorno attraversiamo La Geria, uno dei paesaggi più particolari di Lanzarote. Qui le colate laviche hanno trasformato completamente il territorio e, incredibilmente, proprio all’interno di crateri e conche vulcaniche vengono coltivate le viti. Un paesaggio surreale, dove la terra nera e arida convive con il verde delle piante.

Giorno 4 – Charco de los Clicos

Oggi raggiungiamo il Charco de los Clicos, il famoso Lago Verde, vicino a El Golfo.

Per raggiungere il Lago Verde basta arrivare a El Golfo in auto e lasciare la macchina nel parcheggio gratuito sopra la Playa de los Clicos. Da lì percorriamo un breve sentiero panoramico che ci conduce al punto di osservazione. La visita è gratuita e vale assolutamente la pena.

Quando arriviamo davanti alla laguna rimaniamo affascinati dai suoi colori. È un piccolo specchio d’acqua di un intenso verde smeraldo, incastonato all’interno del cratere di un antico vulcano. Il verde particolare dell’acqua è legato alla presenza di un’alga, la Ruppia maritima, e dello zolfo.

Il contrasto è incredibile: da una parte il verde brillante della laguna, dall’altra la sabbia nera vulcanica della spiaggia e, sullo sfondo, l’azzurro intenso dell’oceano. È uno di quei paesaggi che sembrano quasi irreali e che rimangono impressi nella memoria.

Proseguiamo poi verso la Playa de Papagayo. Per raggiungerla dobbiamo percorrere una lunga strada sterrata e dissestata che, a un certo punto, ci fa quasi pensare di tornare indietro. Ma insistiamo e, una volta arrivati, capiamo che ne è valsa la pena. La spiaggia è bellissima, protetta e circondata da un paesaggio naturale spettacolare. Impossibile resistere alla tentazione di fare un bagno nell’oceano! È febbraio e l’acqua è decisamente freddina, ma alla fine ci concediamo un breve tuffo. È un bagno veloce, ma incredibilmente rigenerante.

Giorno 5 – Rientro in Italia

È arrivato il momento di salutare Lanzarote. Al mattino facciamo una passeggiata lungo la spiaggia di Tías, respirando l’aria fresca e pulita dell’oceano. Ci godiamo ancora per un po’ la tranquillità e il clima piacevole dell’isola, sapendo che tra poco dovremo partire. Poi raggiungiamo l’aeroporto, fortunatamente vicinissimo e comodissimo da raggiungere. In pochi minuti siamo pronti per il volo che ci riporterà a casa. E così, quasi senza accorgercene, ci ritroviamo nuovamente nel freddo della Pianura Padana. Il contrasto con il sole, il mare e i paesaggi vulcanici di Lanzarote è forte.


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