15 giorni di spiritualità, frenesia e spiagge: è questa la Thailandia che sognavamo, e che esiste davvero

Il nostro viaggio in Thailandia è stato un susseguirsi di esperienze completamente diverse: la frenesia di Bangkok, la spiritualità dei templi di Chiang Mai, l’incontro con gli elefanti, il pomeriggio nel villaggio Karen, la natura del Doi Inthanon e infine il mare di Koh Tao. Abbiamo attraversato una Thailandia molto diversa da quella che immaginavamo e, soprattutto, abbiamo scoperto che il bello di questo Paese non è soltanto nei luoghi più famosi, ma anche nelle persone, nelle esperienze e nei piccoli momenti che rimangono impressi. Un viaggio che rifaremmo? Assolutamente sì
Indice dei contenuti
Diario di viaggio in Thailandia
Giorno 1 – Partenza dall’Italia
Si parte! Il nostro viaggio in Thailandia comincia il 29 luglio, con il volo intercontinentale da Milano Malpensa. La destinazione è Bangkok, prima tappa di un viaggio che ci porterà poi nel nord della Thailandia e infine sulle isole del Golfo. È un viaggio che abbiamo organizzato alternando visite culturali, natura, esperienze locali e, naturalmente, qualche giorno di mare.
Giorno 2 – Bangkok: il primo impatto con la città
Atterriamo a Bangkok il 30 luglio e, dopo il viaggio, abbiamo giusto il tempo di sistemarci in hotel e concederci un bagno in piscina prima di uscire alla scoperta della città.
Ci dirigiamo verso la zona del Siam, cuore moderno di Bangkok, tra enormi centri commerciali e grattacieli. Una delle prime cose da fare è cambiare i nostri soldi al SuperRich, scelta che si rivelerà fondamentale per poter gestire comodamente gli acquisti e le spese durante il resto della vacanza. Il prelievo di contanti con la carta/bancomat ha una commissione di 10€ a prelievo!
Da lì raggiungiamo il Lumphini Park, un’oasi verde nel cuore della metropoli. È curioso vedere quanta gente venga qui per fare sport: corridori, gruppi che fanno ginnastica, persone che si allenano e passeggiano. E naturalmente ci sono loro, i famosi varani, alcuni davvero enormi, che si muovono tranquillamente nel parco.
Bangkok ci appare subito per quello che è: una città enorme, caotica e piena di traffico. Eppure, quando ci muoviamo a piedi, riusciamo a goderci un’altra prospettiva della città.
La sera raggiungiamo il King Power Mahanakhon, dove saliamo sullo SkyWalk. Dall’alto Bangkok si trasforma completamente: il traffico, le luci e i grattacieli si perdono sotto di noi e la città sembra non finire mai.
È il nostro primo vero incontro con Bangkok e l’impatto è fortissimo.
Giorno 3 – Bangkok tra templi, Chinatown e il Chao Phraya
Per il secondo giorno abbiamo prenotato una visita guidata con una guida parlante italiano, una scelta che si rivelerà molto utile per riuscire a vedere numerosi luoghi in una sola giornata e, soprattutto, per comprenderne la storia. Il nostro itinerario comprende il Buddha d’Oro, Chinatown, il mercato dei fiori, il Wat Pho, il tempio del Buddha sdraiato, il Wat Arun, il tempio sul fiume che visitiamo nel tardo pomeriggio, e infine il Palazzo Reale. La giornata è torrida e il caldo si fa sentire parecchio, ma quello che vediamo è davvero meraviglioso. I templi, le decorazioni, i colori e la spiritualità dei luoghi rendono questa giornata una delle più intense del soggiorno a Bangkok. La sera scegliamo di cenare in un locale affacciato sul Chao Phraya River. Dopo una giornata trascorsa tra templi e monumenti, è piacevole fermarsi a guardare il fiume e le luci della città.
Giorno 4 – Maeklong Railway Market e mercato galleggiante
Anche per questa giornata abbiamo prenotato una visita guidata con una guida italiana, che ci viene a prendere direttamente in hotel. La destinazione è il famoso Maeklong Railway Market, il mercato attraversato dal treno, e il mercato galleggiante di Amphawa. Per raggiungerli occorre circa un’ora, un’ora e mezza di viaggio da Bangkok, mentre i due mercati sono abbastanza vicini tra loro. Al Maeklong assistiamo a una scena davvero particolare: il treno arriva e attraversa il mercato, passando a pochi centimetri dalle bancarelle. Aspettiamo anche la sua ripartenza.
Noi scegliamo di non salire sul treno, preferendo rimanere a terra per poter vivere il mercato e vedere il convoglio passare dall’esterno. È una scelta che rifaremmo, perché permette di osservare meglio tutta la scena. Esiste comunque un’altra possibilità: si può salire sul treno, fare il tragitto fino al capolinea, scendere e aspettare una decina di minuti per assistere alla ripartenza. In questo modo si riescono a vivere entrambe le esperienze. Dopo il mercato ferroviario ci spostiamo verso Amphawa, il mercato galleggiante, dove affittiamo una barca e continuiamo la nostra giornata tra bancarelle, barche e colori. Sicuramente il fatto che permettano di usare barche a motore (anche se non potrebbero) rovina un po’ l’atmosfera e l’autenticità del luogo.
Giorno 5 – Shopping a Bangkok e partenza per Chiang Mai
L’ultimo giorno a Bangkok lo dedichiamo completamente allo shopping. La nostra destinazione è il MBK Shopping Center, un enorme centro commerciale sviluppato su otto piani, dove sembra davvero esserci di tutto. Ci divertiamo a girare tra i negozi e a scoprire quante cose riesca a racchiudere questo gigantesco centro commerciale. È una giornata decisamente diversa dalle precedenti, ma ci voleva anche un po’ di tempo per lo shopping prima di lasciare Bangkok. Facciamo degli ottimi affari 😉 La sera raggiungiamo l’aeroporto e alle 19:30 prendiamo il volo AirAsia per Chiang Mai. Il volo dura circa un’ora e, in poco tempo, lasciamo la caotica Bangkok per raggiungere il nord della Thailandia, che ci accoglie con uno scrollo di pioggia battente. Non ci importa molto, visto che raggiungiamo in 10 minuti l’hotel.
Giorno 6 – Chiang Mai: templi, massaggi e Doi Suthep
La mattina ci avventuriamo nel centro di Chiang Mai, questa volta in autonomia, per visitare alcuni dei templi più importanti della città. Il Wat Phra Singh Woramahawihan ci colpisce subito per le sue dimensioni e per la bellezza del complesso. Abbiamo anche la fortuna di assistere a una cerimonia di monaci buddisti, un momento che rende la visita ancora più suggestiva. Il caldo, però, è davvero intenso. Dopo pranzo decidiamo quindi di concederci una pausa e ci rifugiamo in un fantastico centro massaggi, dove trascorriamo più di un’ora rilassandoci.
Verso le 16:00 prendiamo un Grab e partiamo alla volta del Doi Suthep. La visita è meravigliosa. Noi abbiamo la fortuna di arrivare con il sole e possiamo apprezzare pienamente la bellezza del tempio e la posizione panoramica sulla città. È uno di quei luoghi che, a nostro parere, vale davvero la pena vedere.
Giorno 7 – Elefanti e villaggio Karen: una giornata indimenticabile
Il 4 agosto partiamo con un viaggio organizzato a bordo di un pulmino privato diretto a un santuario degli elefanti. Qui possiamo vedere gli animali nel loro ambiente, preparare loro da mangiare e dar loro il cibo direttamente con le mani. Poi attraversiamo il fiume e arriva il momento più divertente: la guida fa entrare gli elefanti nell’acqua e li fa addirittura sdraiare nel fiume. Noi li laviamo utilizzando una saponetta profumata che abbiamo preparato in precedenza. Gli elefanti sono fantastici e molto ben addestrati, pur vivendo in modo completamente libero sul crinale della montagna. Per noi è un’esperienza davvero unica e divertentissima.
Ripartiamo con il pulmino e raggiungiamo una cascata molto carina. Ne abbiamo viste di più spettacolari in altre parti del mondo, ma il contesto naturale è comunque bellissimo. Dopo circa quaranta minuti di viaggio attraverso la natura thailandese arriviamo sulle montagne, dove visitiamo un tipico villaggio Karen. Qui trascorriamo un intero pomeriggio entrando, per quanto possibile, nella loro vita quotidiana. Ci accolgono 3 donne del posto.
Cominciamo attraversando le risaie. Ci insegnano a raccogliere i frutti degli alberi e scopriamo prodotti come il dragon fruit, le banane e i fichi d’India. Tornati alle loro abitazioni, ci insegnano a tingere i tessuti di cotone utilizzando erbe e frutti raccolti poco prima. Infine, dopo aver mangiato qualcosa insieme, impariamo a utilizzare il telaio per creare i tessuti tradizionali che indossano.
È stata un’esperienza di mezza giornata, ma quando arriva il momento di andare via lo facciamo quasi a malincuore. È incredibile come, in così poco tempo, queste persone ci siano sembrate quasi degli amici.
Giorno 8 – Doi Inthanon National Park
Il giorno successivo decidiamo di visitare il Doi Inthanon National Park, raggiungibile dopo circa un’ora di viaggio in pulmino. Paghiamo l’ingresso e ci addentriamo nel parco, spostandoci in auto attraverso una natura davvero spettacolare. Arriviamo fino ai templi gemelli, che visitiamo con calma. I templi, secondo noi, non sono sicuramente tra i più belli che abbiamo visto durante il viaggio, ma la loro posizione è davvero impagabile. Successivamente affrontiamo un sentiero di circa un’ora accompagnati da una guida Karen. Camminiamo attraverso la foresta, dove vediamo un serpente (!), carscate, fiumi, risaie e arriviamo fino al suo villaggio, dove ci fermiamo a prendere un caffè insieme e a mangiare della frutta.
Concludiamo la giornata visitando una tripla cascata, anche questa molto carina. È una giornata trascorsa quasi completamente immersi nella natura, molto diversa dall’esperienza delle grandi città e dei templi.
Giorno 9 – Verso il mare: Koh Samui e Koh Tao
Il 6 agosto arriva il momento di lasciare la terraferma della Thailandia. Voliamo verso Koh Samui, da dove prendiamo il traghetto che ci porta a Koh Tao, la nostra destinazione per gli ultimi sette giorni di vacanza. Pensavamo sinceramente di essere tra i pochi italiani ad esserci avventurati fin qui, e invece scopriamo presto che la compagnia italiana non manca affatto! Decidiamo di non noleggiare gli scooter. Le strade dell’isola ci sembrano davvero troppo impegnative: sono strette, piene di curve, salite e discese, spesso sconnesse e con numerosi tombini. Per i nostri spostamenti quotidiani scegliamo quindi i taxi. Ogni corsa costa circa 10 euro, ma la nostra vita vale più di 10 euro!
Giorni da 10 a 15 – Koh Tao: il paradiso dello snorkeling
A Koh Tao trascorriamo gli ultimi sette giorni della vacanza andando alla scoperta delle diverse spiagge dell’isola. È qui che il viaggio cambia completamente ritmo. Dopo i templi, i mercati, le città e le montagne, finalmente ci aspettano mare, snorkeling e relax. Abbiamo la fortuna di vedere tantissimi coralli, una quantità incredibile di pesci e anche tanti piccoli squali di barriera. Ci manca soltanto la tartaruga. Ma siamo convinti che sia stata lei a non trovare noi, e non noi a non trovare lei!
Le nostre considerazioni di viaggio
La nostra top delle spiagge di Koh Tao
Se dovessimo stilare una classifica personale delle spiagge che ci sono piaciute di più, metteremmo:
- Freedom Beach
- Ao Leuk
- Tanote Bay
- Hin Wong (suggerisco di affittare il kayak per spostarsi verso la destra della baia, dove lo snorkeling è migliore)
- Sairee Beach
- Shark Bay: qui i coralli sono stati completamente distrutti. Uno scempio.
Tra tutte, Freedom Beach ci ha regalato una sorpresa particolare: proprio qui abbiamo visto quelli che, secondo noi, sono stati i coralli più belli di tutta l’isola. Un consiglio: non saltate il giro in barca dell’isola. È un’esperienza meravigliosa e permette di vedere Koh Tao da una prospettiva completamente diversa.
Consigli per il mare
Noi abbiamo utilizzato le scarpette da spiaggia, non certo per camminare sui coralli – cosa che non bisogna assolutamente fare – ma semplicemente per evitare di tagliarci entrando e uscendo dall’acqua. Consigliamo caldamente anche di arrivare attrezzati con una rash guard in lycra. Le meduse ci sono e possono essere pericolose; inoltre l’acqua non è sempre perfettamente limpida e può essere difficile individuarle.
Una riflessione finale
Koh Tao ci ha lasciato anche qualche pensiero meno piacevole. È difficile non rimanere colpiti dalla straordinaria bellezza naturale di quest’isola e, contemporaneamente, non preoccuparsi per il modo in cui questa ricchezza viene sfruttata. Abbiamo avuto l’impressione che non ci sia sufficiente controllo né attenzione nell’utilizzo delle risorse naturali. I turisti entrano in acqua e, spesso per mancanza di informazioni, finiscono per calpestare i coralli. Forse molti non si rendono nemmeno conto del danno che possono provocare. Anche le imbarcazioni locali, molte alimentate a diesel, arrivano vicino alle baie senza sempre prestare sufficiente attenzione a ciò che si trova in acqua. È una sensazione che ci ha lasciato un po’ di amarezza. Perché Koh Tao è davvero un luogo meraviglioso, e proprio per questo sarebbe importante proteggerlo. Il rischio è che, continuando a sfruttare senza attenzione una natura così fragile, tra qualche anno ciò che oggi ci lascia senza parole possa non esistere più. E sarebbe un vero peccato.





