Non fa troppo caldo e i prezzi sono giusti: ecco perché ho scelto settembre per il mio viaggio in Andalusia

le perle dell andalusia
Scritto da: CTI75
andalusia

La scelta su Siviglia è bizzarra perché, in realtà, per questa settimana di inizio settembre la mia idea era un’altra. Volevo fare i castelli della Baviera, un giorno a Legoland Germania, puntare verso Praga e rientrare su Norimberga. Oppure fare la Croazia per poi passare ai Laghi di Plitvice e alle Grotte di Postumia. Tuttavia, fare così tanti chilometri in macchina dopo essere reduci dal viaggio di luglio in Sicilia ci fa cambiare idea. Mi piacerebbe tornare in Spagna per terminare il tour dell’Andalusia iniziato lo scorso anno, ma il dubbio che faccia troppo caldo ci lascia perplessi, fino a quando trovo un’offerta per i voli con Ryanair.

  • Tratta andata: Milano Malpensa – Siviglia (01/09/2024, partenza ore 08:10 – arrivo ore 10:45)
  • Tratta ritorno: Siviglia – Milano Malpensa (06/09/2024, partenza ore 14:10 – arrivo ore 16:45)
  • Costo voli: 365 € (bloccati a inizio marzo)

Anche le strutture hanno ottimi prezzi, quindi il fatto che faccia veramente caldo non è un’ipotesi così remota. A metà marzo, dopo diverse ricerche per la struttura (con piscina o con terrazzo nel centro storico o vicino a Plaza de España), optiamo per il terrazzo prenotando su Booking un appartamento nel centro storico: Green Apartments (Calle Almirante Lobo Nº2, Siviglia), al costo di 525 € per l’attico. La struttura ha diversi appartamenti anche al piano inferiore.

Ero molto soddisfatta dei miei voli, ma Ryanair mi fa uno scherzo non indifferente. Ho prenotato il 6 marzo e il 4 maggio mi comunicano che il volo delle 08:10 non c’è più, quindi ci spostano su quello delle 17:30. Praticamente una giornata persa! Devo quindi rinunciare a qualcosa tra Cordova e il Parco di Doñana. Ahimè, la scelta ricade su quest’ultimo: leggendo un po’ di recensioni scopro che d’estate è sconsigliato sia per il caldo (anche se le partenze sono solo alle ore 08:00 e alle 17:30) sia per le zanzare.

A fine giugno blocco con Civitatis il tour dell’Alcázar, della Cattedrale e della Giralda per 118 € per lunedì 2 settembre; poi scopro che tantissimi monumenti sono gratuiti proprio il lunedì, così posticipo al giorno successivo. Due settimane prima della partenza blocchiamo il parcheggio a Orio al Serio (P3 per 6 giorni a 57 €: è l’unico al prezzo più basso che ho trovato). Anche per il Palacio de las Dueñas e la Plaza de Toros de la Real Maestranza bisogna prenotare, anche se poi si entra gratuitamente.

Il giorno prima della partenza, al momento di fare il check-in, noto che il nostro volo non parte da Bergamo — chissà perché mi ero fissata così — ma da Milano Malpensa. Corsa contro il tempo e prenotiamo al Travel Parking per 54 €. Per un attimo ho avuto davvero paura!

Diario di viaggio in Andalusia

Giorno 1: Siviglia

Partiamo con 20 minuti di ritardo ma recuperiamo e atterriamo puntuali. Raggiungere la fermata dell’autobus è facilissimo: si prende agli arrivi, appena si esce sul marciapiede in fondo a destra. C’è un cartello giallo e grigio con scritto BUS. La linea dell’autobus che collega l’aeroporto al centro di Siviglia si chiama EA (Aeropuerto – Plaza de Armas). Passa ogni 10-15 minuti, costa 5 € a testa (anche i bambini pagano uguale) e in circa 30-35 minuti arriva al capolinea. Per arrivare al nostro appartamento abbiamo 10 minuti a piedi.

Entriamo, depositiamo i bagagli e facciamo una perlustrazione veloce: siamo proprio contenti, il voto di 9 su Booking è veritiero. Oramai abbiamo capito che le strutture sotto l’8 conviene non prenderle in considerazione; non abbiamo grandi pretese, l’unica cosa che vorremmo evitare è lo sporco evidente.

Scendiamo a mangiare delle tapas in un localino sotto casa e facciamo un giretto in centro. Devo dire che sono estasiata dall’aria e dall’atmosfera, e siamo a due passi dalla Cattedrale di Siviglia: una posizione fantastica.

Giorno 2: Casa de Pilatos, Palacio de las Dueñas e le Setas

Dormiamo benissimo: sia il materasso del letto sia quello del divano sono perfetti, duri e comodissimi. Oggi la giornata parte presto e alle 09:00 fa veramente freschino: non ce lo immaginavamo proprio, pensavamo di trovare 45 gradi e invece, anche ieri sera, l’aria era molto piacevole. Facciamo colazione sotto casa. Diversamente dal resto dell’Andalusia vista lo scorso anno, Siviglia è diversa: è piena di caffetterie dove servono la classica colazione italiana con cappuccino e brioche, e di tantissime panetterie con pane buonissimo.

Stamattina il nostro giro non è lunghissimo. Dopo colazione cerchiamo subito una farmacia perché l’aria condizionata ha fatto venire una tosse pazzesca alla bambina, dopodiché partiamo: Plaza del Cabildo, Torre del Oro (il lunedì è gratuita, e da qui davanti partono anche tante gite sul fiume a circa 15 € a testa, bambini gratuiti), Puerta de Jerez, Plaza del Triunfo e la Puerta del Perdón. Non riesco a resistere e facciamo subito un salto in Plaza de España: devo dire che è magnifica. Rientriamo a casa per pranzare perché verso le 11:00 il sole inizia a scaldarsi e vorremmo preservare un po’ la piccola.

Usciamo verso le 15:20 e ci dirigiamo verso la Casa de Pilatos, oggi gratuita. Funziona così: ogni ora entrano 100 persone, a partire dalle 15:00, poi alle 16:00 e infine alle 17:00. Solo che 100 persone, quando arrivi, sono già tutte lì davanti a te. Noi arriviamo per le 15:40 e per fortuna in 20 minuti rientriamo nei 100. La casa merita molto, a noi è piaciuta tantissimo. Il piano in alto è chiuso, non capisco se sia un caso o se sia chiuso proprio perché la visita è gratuita.

Proseguiamo per il Palacio de las Dueñas, anch’esso gratuito ma con prenotazione obbligatoria sul sito al costo di 1 € a testa (bisogna presentare il biglietto all’entrata). È un palazzo dove hanno vissuto fino a 10 anni fa, quando è venuta a mancare l’ultima proprietaria e gli eredi hanno deciso di aprirlo al pubblico. Non ti fanno visitare il piano superiore perché è ancora pieno di oggetti personali.

Da qui siamo a due passi dal contestatissimo Metropol Parasol (o Las Setas), che fa la sua scena appena arrivi e punti lo sguardo in alto. Noi non siamo saliti: passeggiare sotto il sole dopo i chilometri macinati oggi anche no! Alla fine della giornata ne contiamo ben 17. Cerchiamo un posto dove mangiare i churros sulla strada del rientro. Stasera ceniamo in un ristorante vicino al centro e proviamo la paella, che non era affatto male.

Giorno 3: Cattedrale, la Giralda e l’Alcázar

Sveglia tardi, ce la prendiamo comoda tanto la visita guidata parte alle 13:00. Prima, però, passiamo per una visita all’Archivio Generale delle Indie (gratuito, chiuso solo il lunedì) e facciamo un giretto in centro per ammazzare il tempo. Alle ore 13:00 siamo pronti davanti a Civitatis per incontrare la nostra guida locale, che parla un ottimo italiano. Iniziamo dalla Giralda: si va su fino in cima e pensavo ci fossero tantissimi scalini, invece è un percorso in salita molto comodo su strada piana. Non è faticoso, anzi! Visto questo clima bizzarro non ci sono i 45 gradi che ci si aspettava, ma 30 che restano comunque freschi. Passiamo poi alla maestosa Cattedrale di Siviglia e infine all’Alcázar e ai suoi giardini. Bello, tutto bello e interessante, ma devo dire che l’Alhambra a Granada è mille volte più maestosa.

Finito il nostro tour — che consiglio, perché la guida ha fatto un breve riassunto di Siviglia prima di concentrarsi sui tre monumenti — facciamo una sosta tapas. Dopodiché torniamo in Plaza de España, che era in realtà programmata per questo giorno. Ci godiamo il sole che cala, gli spettacoli di flamenco, la fontana in mezzo alla piazza con i giochi di colori e ci facciamo trascinare da Arianna a prendere le barchette perché vuole remare (costo 6 € per circa 35 minuti, noi l’abbiamo restituita dopo un’ora visto l’andamento lento). La sera rientriamo che sono quasi le 21:00: la bambina è stanca e la tosse non ha intenzione di cessare. A casa scopriremo che, senza neanche immaginarlo, aveva la bronchite.

Giorno 4: Barrio de Santa Cruz, Triana e la Plaza de Toros

Oggi giro per il Barrio de Santa Cruz. C’è un bel tour con Civitatis che stupidamente non abbiamo preso perché pensavamo che stare all’una sotto il sole in giro per le stradine sarebbe stato un sacrificio; invece, viste le temperature piacevoli, avremmo potuto farlo. Vi consiglio il tour, perché fare questo giro da soli soltanto con cartina e guida non merita proprio. Abbiamo iniziato da Plaza del Triunfo e per entrare nel quartiere ebraico abbiamo percorso la famosa Calle Vida; siamo giunti in Plaza Doña Elvira e abbiamo proseguito per Calle Susona e successivamente per Callejón del Agua per arrivare in Plaza Alfaro. Qui, prima di entrare nei Giardini di Murillo, abbiamo notato il famoso Balcone di Rosina. Su internet si trova tutta la storia, ma a mio avviso sentirla raccontare è tutt’altra cosa.

Dopo pranzo attraversiamo il ponte per andare a Triana: niente di che, soprattutto di giorno. La sera ci siamo passati ed è piena di localini, ma nulla più. All’ora indicata siamo davanti alla Plaza de Toros de la Real Maestranza (prenotazione da fare sul sito anche se l’entrata è gratuita). Entriamo alle 17:45 precise. Mi aspettavo qualcosa di più suggestivo: per me era la prima volta che entravo in un’arena simile e, considerando il palco montato per un concerto, devo dire che è stata un po’ una delusione. Ne vale la pena giusto se si riesce ad organizzarsi con l’entrata gratuita del mercoledì pomeriggio. Stasera cena a base di tapas e sangria.

Giorno 5: gita a Cordova tra la Mezquita e il quartiere ebraico

Optiamo per il pullman perché in treno, anche se la tratta è di soli 45 minuti, il biglietto per tre persone ci costava più del volo per Milano.

  • Andata: pullman ore 09:30, arrivo ore 11:50
  • Ritorno: pullman ore 18:30, arrivo ore 20:35
  • Costo totale: 72 €

La fermata a Siviglia è sempre a Plaza de Armas, mentre a Cordova l’autobus arriva a circa venti minuti a piedi dal centro. Appena varchiamo la porta del quartiere ebraico passiamo subito alla Sinagoga di Cordova, che è molto piccola e gratuita. Giriamo per il centro finché non ci viene fame e optiamo, visto che non l’avevamo ancora fatto, per il classico panino con il jamón ibérico. Dopodiché attraversiamo il Ponte Romano con la sua porta e ci dirigiamo verso la Mezquita. Entriamo senza prenotazione: non c’è coda e si risparmia rispetto all’acquisto online (paghiamo 13 € a testa, bambini gratuiti). Rimango estasiata: è davvero enorme e bellissima.

Usciti ci dirigiamo all’Alcázar de los Reyes Cristianos e scopriamo che chiude alle 14:45. La gente fuori ci dice che non ci siamo persi niente; io stupidamente non avevo controllato gli orari, ma chiudere così presto! Sosta obbligata per i churros, che ci deludono tantissimo (noi abbiamo ancora nella mente quelli presi nella piazza a Granada, che erano strabuoni). Prendiamo il bus puntuali e rientriamo a casa, fermandoci lungo la strada a prendere qualcosa al supermercato per la cena.

Giorno 6: rientro in Italia

Per fortuna gli autobus che portano all’aeroporto passano di frequente, quindi arriviamo allo scalo puntuali. Mangiamo ahimè da Burger King: glielo dobbiamo, è tutta la settimana che la piccola sopporta il cibo spagnolo. Il volo è puntuale e rientriamo in Italia. In totale, il costo del viaggio è stato di 1.400 euro.


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