Il salotto, quella dei bar e del mercato: le 5 piazze di Torino che raccontano la vera anima della città

Dal castello (che non c'è) alla statua simbolo, Torino ha molti volti: quelli delle sue piazze la raccontano così
Alessandro Cipolla, 19 Ago 2026
piazze di torino

Le piazze di Torino sono uno dei simboli della città. Degli spazi dove emerge tutta l’eleganza – e la bellezza barocca – della capitale sabauda. I grandi viali e le ampie e accoglienti piazze rappresentano da secoli il cuore pulsante di Torino, venendo apprezzati molto anche dai tanti turisti che ogni anno vengono qui a visitare il capoluogo del Piemonte. Un’altra caratteristica delle piazze di Torino poi sono i portici che, in alcuni casi, vanno a collegare i vari spazi proteggendo dalla pioggia e dal sole. Perdersi in queste meraviglie urbanistiche e architettoniche è un vero piacere. Spesso però il tempo a disposizione per visitare la città non è tanto, così abbiamo scelto 5 piazze di Torino che sono assolutamente da vedere.

Le 5 piazze di Torino da visitare

Le piazze di Torino sono salotti ancor prima che spazi urbanistici, dove si respira un’atmosfera rilassata, non scanzonata, ma operosa eppure aperta al bon vivre. E come tanti bon vivant, i torinesi vi si ritrovano, passeggiando come in un’operetta in costume, per vivere anche nella furia della quotidianità la bellezza di luoghi che hanno traslato il passato al giorno d’oggi. Curiosi di saperne di più? Gambe in spalla, si cammina!

Piazza San Carlo, il salotto di Torino

piazze di torino, piazza san carlo

Deve il suo nome a Carlo Borromeo, l’apostolo della fede cinquecentesca che, dalle sponde aronesi del Lago Maggiore, portò i temi della Controriforma in tutta Italia. Per i torinesi, Piazza San Carlo è il salotto per definizione. Un luogo deliziosamente armonioso, impreziosito sul lato sud dalla presenza delle “chiese gemelle” di San Carlo appunto e di Santa Cristina, che segnano anche l’inizio di Via Roma.
Nei suoi oltre 10mila metri quadrati, interamente pavimentati a ventaglio, emergono tutta la storia e l’eleganza di Torino, di cui l’ideale portavoce è Emanuele Filiberto di Savoia. Non il protagonista di Ballando con le stelle, s’intende, ma il cinquecentesco Duca di Savoia, la cui statua equestre – opera ottocentesca di Carlo Marochetti – svetta al centro della piazza.

Piazza Vittorio Veneto, uno snodo fondamentale

piazza vittorio veneto

Intitolata alla più celebre e decisiva delle battaglie che le truppe regie combatterono nella Grande Guerra, e che diede all’Italia la decisiva vittoria, Piazza Vittorio Veneto ha forse poco degli spazi ridotti, e prevalentemente naturali, della bella cittadina trevigiana. Qui, a dominare lo sguardo del visitatore, sono 38mila metri quadrati di pura eleganza, di palazzi dai colori candidi che si aprono come una quinta scenica verso il fiume Po, oltre il quale troneggia la celebre Gran Madre di Torino.
Da qui, inoltre, si può ammirare anche la guglia della Mole Antonelliana, uno dei simboli del capoluogo piemontese. La piazza è un fenomenale luogo di ritrovo, grazie alla selva di bar, ristoranti e locali dove ritrovarsi a ogni momento della giornata.

Piazza Castello

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La storia sedimentata nei libri e quella che ancora cerca il suo spazio si incontrano in uno dei luoghi più significativi, in una delle piazze di Torino più iconiche. Piazza Castello trae in inganno con il suo nome, perché almeno oggi un castello non c’è. Al suo posto, in posizione preminente e centrale, troviamo Palazzo Madama, oggi trasformato nella sede del Museo Civico d’Arte Antica mentre, senza soluzione di continuità, è possibile percorrere l’attigua Piazzetta Reale che introduce al Palazzo Reale che, insieme alla Cattedrale di San Giovanni Battista e al Giardino Ducale, disegna uno dei luoghi più attrattivi e ricchi di storia della città.
Il tutto, senza dimenticare, sul lato opposto, la Torre Littoria che, con i suoi 109 metri, è stata per quasi vent’anni uno dei più alti palazzi d’Italia e d’Europa.

Piazza della Repubblica

piazza della repubblica

La Repubblica e Torino, un rapporto che certamente non è così facile da dedurre se si mira al resto della toponomastica cittadina. Tant’è che questo enorme spazio aperto, risalente all’Ottocento, in origine era chiamato piazza Emanuele Filiberto. Ma ancor prima, qui c’era Porta Palazzo, e fu proprio con la rimozione delle mura decisa nel XIX secolo che questo nuovo angolo della città acquisì un ruolo diverso, quello di mercato cittadino.
Una selva di strade, di fili del tram e di bancarelle la si può trovare ai quattro angoli di questo ottagono, sul quale insistono il Mercato dei contadini, il Mercato centrale (o di Porta Palazzo), il Mercato della frutta e quello dell’oggettistica, abbigliamento e chincaglierie varie. Sembra di stare a Jemaa el-Fna, ma a posto dell’Erg, ci sono le Alpi.

Piazza Carignano

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Non è solo una delle più piccole tra le piazze di Torino che abbiamo visitato (idealmente) in questo viaggio, ma allo stesso tempo è anche una delle più iconiche. Qui si respira non l’atmosfera di grandeur che fa della città piemontese una meta pregiatissima di turismo, ma un’eleganza che trova il massimo sfogo nel curvilineo profilo della facciata di Palazzo Carignano, con i suoi mattoni rossi. Un luogo che ha segnato la storia torinese e d’Italia, facendo da palcoscenico alla nascita del Re d’Italia, Vittorio Emanuele II, e alla firma dello Statuto Albertino nel 1848.
Oggi che quei tempi (per alcuni fortunatamente, per altri meno) sono ormai andati, rimane un proscenio di statue e monumenti dedicati ai grandi nomi d’Italia, dall’Alfieri a Gioberti fino al Conte di Cavour. 


Alessandro Cipolla
Alessandro Cipolla

Giornalista pubblicista e laureato al D.A.M.S., ama scrivere di tutte le cose belle che ci sono da vedere in Italia e in giro per il mondo.



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