Emilia Romagna, qui puoi visitare la fortezza inespugnabile dove si aggira il fantasma più famoso d’Italia

All’inizio del IX secolo, sulla cima di uno sperone roccioso di diaspro rosso, venne posata la prima pietra che diede il via alla costruzione del castello di Bardi, considerato oggi come una delle fortezze meglio conservate in tutta Italia. E, a proposito di date, all’inizio del X secolo, la stessa fortezza era pronta per difendere il territorio e dare rifugio e protezione contro le invasioni degli Ungari.
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La costruzione del castello di Bardi
Ci troviamo a Bardi in quella che è l’attuale provincia di Parma, durante il regno di Berengario del Friuli, appartenente alla casata degli Unrochingi, una dinastia franca; più precisamente parliamo dell’anno 898, quando la fortezza stava per essere completata, infatti, venne venduta ad Everardo, il vescovo di Piacenza che decise di utilizzare il forte come rifugio; in quei tempi, e soprattutto negli anni successivi, gli Ungari razziavano in tutta la Pianura Padana, e un luogo sicuro dove avere protezione era di fondamentale importanza. Nei periodi successivi, fino al XII secolo, il castello fu governato dall’associazione di famiglie nobili di Bardi, che miravano al mantenimento di un certo prestigio e potere, conosciuti come “I conti di Bardi”.
Una storia ricca di colpi di scena
L’anno 1257 fu segnato dal passaggio del forte ad Umbertino Landi, ghibellino di Piacenza e signore di vari feudi, da questo momento il dominio del Landi nelle terre dell’alta Val Ceno e della Val Taro andò a consolidarsi anno dopo anno fino a poterlo considerare il più longevo dominio di una stessa famiglia in Italia, durò, infatti, 425 anni, fino al 1682, anno in cui iniziò anche la decadenza del castello.
Durante il dominio dei Landi la fortezza venne modificata e adeguata alle esigenze difensive, regalandole l’aspetto attuale. Verso la fine del XVI secolo il castello diventò una residenza principesca per volere di Federico Landi; e come accennato, dal 1682, a seguito di un lungo e faticoso negoziato, il feudo passò agli storici rivali dei Landi, i Farnese; per poi cambiare nuovamente proprietari nel 1731 passando ai Borbone di Parma fino all’Unità d’Italia in cui il castello divenne prigione militare e poi sede del comune fino al 1960.
I particolari del castello di Bardi
Dopo questo breve viaggio nella storia, concentriamoci su come appare, oggi, questa possente fortificazione. Incastrata su meravigliose rocce di Diaspro rosso, sovrasta e controlla la confluenza del torrente Noveglia con il Ceno e si rivela, ancora oggi, un’importante tappa della via degli Abati, un cammino che fin dall’epoca Longobarda metteva in comunicazione la città di Bobbio con Pavia e Pontremoli.
Il castello di Bardi è una costruzione spettacolare, robusta e, complice anche la sua posizione suggestiva, da qualsiasi lato lo si guarda riesce a trasmettere la sua grandiosità e bellezza. È ancora presente il vecchio Mastio, si tratta di una torre quadrata, più alta e decentrata delle altre, che invece scandiscono l’intero giro del cammino di ronda lungo le mura. La presenza, poi, della piazza d’armi, il cortile d’onore con i portici, il pozzo, la ghiacciaia, il salone dei principi e i granai, le prigioni e le sale delle torture fanno di questo castello uno dei più belli e meglio tenuti.
Il labirinto e la storia degli innamorati
Quando si entra nella fortezza si viene accolti da un breve labirinto. Percorrendolo ha la capacità di trasportarci magicamente indietro nei secoli, indietro nella storia e farci trovare catapultati in un mondo che appare lontano e quasi straniero comparato a quello che viviamo oggi. Visitare il castello permette di riscoprire luoghi e vite, sensazioni ed emozioni che non è facile provare nel nostro quotidiano.
Il luogo già di per sé emozionante è il palcoscenico della storia d’amore di due giovani. Soleste, figlia del castellano e promessa sposa ad un uomo che non ama, e Moroello, comandante delle truppe, pronto a tutto per la giovane Soleste. La loro storia porta in vita una leggenda tutta da scoprire e un fantasma da cercare tra le mura della fortezza. Una volta entrati, dopo aver varcato il grande ingresso preceduto da quello che era il ponte levatoio, tutti noi diventiamo custodi di un tempo passato. Di vite vissute e di una storia importante da non dimenticare.

