Acqui Terme, il cuore bollente del Monferrato

Una fontana con l'acqua a 75 gradi, le specialità della cucina piemontese e l'incrocio di tre culture in una località di provincia ma che non ha mai smesso di sognare in grande
Emanuele Desiglioli, 04 Ago 2026
acqui terme

L’acqua la fa da padrone, sin dagli antichi romani e, secondo una leggenda, ancor prima al tempo dei coloni greci che si erano stanziati qui, attratti dalle sue acque termali. Oggi siamo ad Acqui Terme. Ci troviamo nel cuore dell’Alto Monferrato, in provincia di Alessandria, Piemonte, al centro di un importante crocevia tra la Pianura Padana e la Riviera Ligure. I resti dell’acquedotto di età romana che si stagliano sul paesaggio collinare e sui tetti della città danno il benvenuto ad Aquae Statiellae, il centro urbano fondato tra il II e il I secolo a. C. dai romani, proprio grazie alla presenza delle sue sorgenti termali che fin dall’antichità hanno goduto di un forte prestigio.

La scoperta dell’acqua calda 

Il centro di Acqui si distende su una collina dominata dal castello dei Paleologi, che ospita il Museo Archeologico della città e dove ne viene presentata la storia fin dalle sue origini. Dentro le mura, il castello è circondato dal giardino botanico che offre scorci mozzafiato su Acqui e le sue colline incorniciate dalla varietà di colori delle sue piante che stupisce soprattutto durante il periodo autunnale. La discesa verso il centro prosegue poi con la visita all’antico anfiteatro romano: oggi ne rimane solo una piccola parte che è stata restaurata e adibita a eventi all’aperto ma in origine le sue dimensioni dovevano essere imponenti come testimoniano i resti rinvenuti durante gli scavi archeologici.

Acqui Terme, il cuore bollente del Monferrato 

E finalmente eccoci nella piazza principale di Acqui dove troviamo la protagonista indiscussa, la Bollente. È una fontana da cui sgorga acqua calda costantemente a circa 75 °C e che rappresenta il simbolo della città. Le leggende locali raccontano che fosse usanza immergere i neonati acquesi nell’acqua della fonte in modo da mettere alla prova la loro resistenza per essere riconosciuti come autentici cittadini di Acqui. Lo scorcio più suggestivo sulla Bollente si ha percorrendo via Saracco, dove l’edicola che sormonta la fonte viene incorniciata da due infilate di colonne doriche che offrono un ottimo scatto per gli amanti della prospettiva!

Ecco cosa si mangia

Accanto alla nostra protagonista, a separare la sua piazza da Corso Italia, la Torre Civica dell’Orologio è stata costruita sopra all’antica porta da cui si accedeva al centro, che risale all’antico medioevo. Oltre a cultura, storia e giochi prospettici, la cucina non è da meno. Come abbiamo visto, siamo su un vivo crocevia di strade e culture differenti e la cucina ne ha risentito. Qui, infatti, si uniscono la tradizione piemontese, quella ligure e quella monferrina. Dall’antipasto con la torta di cardi, al Cisrò, una zuppa di ceci e cotenne che è uno dei simboli della città di Acqui. Tra i dolci, bisogna senza dubbio provare gli acquesi al rhum e gli amaretti al moscato, come vuole la tradizione monferrina.

Come arrivare ad Acqui Terme: consigli e informazioni utili

Acqui Terme è facilmente raggiungibile da tutti i punti cardinali, proprio per la sua natura storica di crocevia di popoli e culture. La stazione ferroviaria vede l’incrocio della ferrovia Genova – Asti e Alessandria – Savona, con corse da e verso queste città distribuite lungo l’arco dell’intera giornata. Accanto a quella ferroviaria si trova la stazione degli autobus, con collegamenti diretti da e verso Torino, Milano, Asti e Alessandria. Per chi si sposta in auto, provenendo da nord lo svincolo autostradale più vicino è quello di Alessandria Sud, sulla A26, collegato ad Acqui dalla SP30 e percorribile in circa mezz’ora. Per chi arriva dalla Liguria, troviamo la SP30 da Cairo Montenotte e Savona, la SS334 del Sassello provenendo da Albisola Superiore e l’A26 all’uscita di Ovada, proseguendo poi sulla SS 456, arrivando da Genova.


Emanuele Desiglioli
Emanuele Desiglioli


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