Bergamo Alta, il borgo dentro la città e le meraviglie (inesplorate) dei suoi monumenti più amati

alvinktm, 01 Ago 2026
Bergamo Alta, il borgo dentro la città e le meraviglie (inesplorate) dei suoi monumenti più amati

Se il sabato lo abbiamo dedicato a Bienno, la domenica siamo pronti a tornare in un luogo ricco di fascino: Bergamo Alta. Il modo migliore per raggiungerlo è lasciare l’auto in una della autorimesse a pagamento limitrofe a Piazzale della Repubblica. Da lì comincia la salita dolce che conduce a Viale delle Mura. Come lascia intendere il nome, la strada lambisce il nucleo storico cittadino e si snoda sull’antica cinta muraria eretta dalla Repubblica di Venezia nel XVI secolo. La dominazione veneziana è ricordata dal bassorilievo scolpito sulla maestosa Porta San Giacomo, il leone, emblema della Repubblica Veneta.

Proseguiamo girando letteralmente attorno a ‘Berghem de Sura’, così si chiama in dialetto, godendo dei bei panorami sulla ‘Berghem de Sota‘ e sui colli che circondano e sopra cui si sviluppa la cittadella. La successiva Porta Sant’Alessandro segna l’inizio del selciato dalle pendenze importanti che guida sino al parco castello di San Vigilio. Le soste per riprendere fiato sono d’obbligo e consentono di ammirare il panorama verso il basso, sulle torri, le cupole e i campanili della Città Alta la cui visione più completa e fascinosa si apre in corrispondenza dell’arrivo della funicolare. Sì, perché un altro modo, meno faticoso, di raggiungere il centro storico alto, e poi San Vigilio, sono i trenini mossi da fune. Tuttavia le code alle stazioni di partenza che si creano in particolare nei fine settimana e la bellezza della passeggiata mi spingono a sconsigliare l’utilizzo della funicolare. Un ultimo sforzo consente di superare i gradini che conducono alla terrazza panoramica adagiata sopra le rovine della rocca di San Vigilio, della quale rimangono soltanto alcuni segmenti murari e i sotterranei (non visitabili). Inutile dire che la vista è sublime, si posa sulle lussuose ville incastonate nei fianchi delle colline e abbraccia i profili montuosi delle Prealpi Orobie.

Palazzi e cattedrali: cosa vedere a Bergamo Alta

Sazi del panorama possiamo scendere e varcare di nuovo Porta Sant’Alessandro per tuffarci nel via vai di turisti di Bergamo Alta. Esistono altri tre accessi alla cittadella dislocati lungo il perimetro delle mura, Porta San Giacomo, Sant’Agostino, San Lorenzo e ognuno di essi deve il nome alle chiese limitrofe un tempo esistenti. Purtroppo, tranne quella di Sant’Agostino, gli edifici religiosi sono stati demoliti nel 1561 per costruire la fortificazione che vediamo oggi.

Il Museo Civico di Scienze Naturali di Bergamo Alta

mammut di bergamoIl mammut lanoso di Bergamo. Copyright foto: www.museoscienzebergamo.it

Prima tappa obbligatoria se viaggiate con i figli è il Museo Civico di Scienze Naturali E. Caffi. L’orario continuato nei weekend, dalle 10 alle 18, e il prezzo d’ingresso di 3 euro (gratuito per i minori di 18 anni) ne incentivano la visita. Si viene accolti dalla riproduzione di un grande mammut assieme al proprio piccolo, quindi i bambini possono divertirsi ascoltando il canto degli uccelli e toccando la pelliccia ben conservata di alcune specie animale. Si osserva lo scheletro di un cervo fossile estinto e risalente a 700 mila anni fa assieme alle collezioni mineralogiche, geologiche, zoologiche e ai numerosi fossili di pesci, crostacei, rettili provenienti dalle vicine valli bergamasche che anticamente erano dei fondali marini tropicali. Fra tutti i reperti ci ha impressionato il cristallo di fluorite, il più grande rinvenuto nelle miniere intorno a Bergamo, facente parte della collezione privata di Franco Maida e donata dai famigliari del defunto collezionista al museo nel 2016. Laboratori didattici, tavoli con fogli e pennarelli distribuiti nelle sale e una zona con macchinette di snack e caffè completano l’offerta per le famiglie, contribuendo a rendere la visita piacevole.

Museo di Scienze naturali a parte, le attrazioni di Bergamo Alta sono davvero molte. A partire dai viottoli su cui si affacciano pasticcerie, botteghe d’artigianato e ristoranti tipici dagli interni in legno e sasso a vista. È impossibile non assaggiare, seduti ai tavolini di una trattoria, o a casa propria dopo averli acquistati nelle gastronomie, i ‘casonsei’ o casoncelli. Il curioso appellativo è dovuto alla loro forma che ricorda vagamente quella di un piccolo calzone e che custodisce un ripieno di carne, grana, spezie avvolto da una sfoglia di pasta gialla. Merita una citazione anche la ‘polenta e osei’. Nonostante il nome possa trarre in inganno non si tratta di un primo piatto, bensì di una deliziosa cupola di pan di spagna con crema al burro di cioccolato e nocciola, ricoperta di pasta di mandorle gialla e sormontata da un cioccolatino a forma di uccellino adagiato su un ‘nido’ di marmellata.

Piazza Vecchia

piazza vecchia bergamo

A stomaco pieno si è pronti a farsi ammaliare dalla scenografica Piazza Vecchia, per secoli centro rappresentativo del governo cittadino, e rimasta pressoché invariata dal XV. Intorno a essa sorge il Palazzo della Ragione (o Palazzo Vecchio) affiancato dal Palazzo del Podestà e opposto al Palazzo Nuovo, sede della Biblioteca civica Angelo Mai. La piazza è impreziosita dalla bella fontana centrale e dominata dalla Torre Civica (o Campanone). Quest’ultima, con i suoi 52,76 metri di altezza, è la più alta della città e fu costruita alla fine del secolo XII dalla famiglia nobile Suardi. Un tempo, i rintocchi della sua campana maggiore segnalavano il coprifuoco serale, le sedute del consiglio e gli eventi felici e dolorosi della città. E’ possibile accedere alla sommità e godere di un paesaggio unico che spazia a 360° sui tetti della cittadella e il territorio circostante.

Palazzo del Podestà e Palazzo della Ragione

Essendoci già saliti stavolta passiamo oltre ma ne consiglio la visita, così come quella all’adiacente Palazzo del Podestà, compresa nel costo del biglietto di 5 euro. L’edificio è il frutto del connubio di epoche diverse in quanto a causa degli incendi e delle devastazioni subite fu sottoposto a rifacimenti e trasformazioni. Al piano terra si scoprono gli scavi archeologici romani, mentre il primo piano accoglie il Museo multimediale del Cinquecento, adatto pure ai bambini.

Il vicino Palazzo della Ragione, edificato alla fine del XII secolo, sfoggia la sua eleganza con il loggiato signorile e le trifore gotiche. Dietro di esso si nascondono i gioielli artistici e religiosi di Bergamo Alta: la Cattedrale, la Basilica e il piccolo Battistero (tutti e tre a ingresso gratuito).

Cattedrale di Bergamo e Basilica di Santa Maria Maggiore

Bergamo Alta, il borgo dentro la città e le meraviglie (inesplorate) dei suoi monumenti più amati 

La Cattedrale di Sant’Alessandro rappresenta la chiesa del Vescovo e ha origine nel 1459 con l’abbattimento e la costruzione della nuova navata sui resti di un antico edificio. I lavori si interruppero per circa due secoli e ciò che oggi contempliamo risale al periodo Barocco di cui sono testimoni gli splendidi dipinti e le opere d’arte dell’interno, in contrasto con la semplice linearità della facciata bianca esterna. Di tutt’altro impatto visivo è invece l’ingresso monumentale della Basilica di Santa Maria Maggiore formato da un portico sostenuto da leoni in marmo rosso e adornato con belle statue. L’interno poi lascia senza fiato per le infinite decorazioni e gli affreschi che lo impreziosiscono. Non meno sfarzosa è l’adiacente facciata della Cappella Colleoni, voluta dal famoso condottiero Colleoni come proprio luogo di sepoltura. Lì vicino, il piccolo Battistero incuriosisce per la sua grazia sebbene possegga dimensioni ridotte.

Completata la visita dei monumenti proseguiamo su Via Gombito, controllata dall’omonima Torre alta 52 metri, compatta e ben conservata. Fu eretta durante l’età comunale nel XII secolo da una famiglia nobile come simbolo della propria potenza e in seguito divenne emblema di comando militare nelle lotte tra fazioni cittadine. In seguito donata al comune, è l’unica superstite tra le tante erette nella stessa epoca. Se si aggira la torre si trova la tranquilla Piazzetta Luigi Angelini al centro della quale è stato mantenuto l’antico lavatoio in marmo, indispensabile risorsa d’acqua fino agli anni 50 e importante punto di aggregazione di un tempo.

Parco delle Rimembranze e Rocca di Bergamo

Pochi passi e poi svoltiamo a sinistra, su un viottolo in salita, per raggiungere il Parco delle Rimembranze nel quale, tra le grosse conifere, sono conservati cannoni e carri armati.

Lo spazio verde circonda la Rocca, oggi sede del Museo dell’Ottocento, o museo storico di Bergamo. Negli spazi espositivi è documentata la storia di Bergamo a partire dalla Rivoluzione del 1797, passando per i moti del 1848-49 e la seconda guerra di indipendenza contro l’Austria. Si identifica poi Bergamo come la Città dei mille, per via del maggior numero di volontari arruolatisi al fianco di Garibaldi. Il museo risulta interessante ma, a mio parere non esaltante, e il punto di forza è l’ubicazione. Il biglietto d’ingresso di 5 euro comprende infatti la salita al percorso di ronda della Rocca e l’accesso alla sommità del torrione principale. Da qui la vista sulle cupole e le torri della cittadella è splendida, ampia e al contempo vicina. Il momento migliore per salirci è a fine giornata, quando i tetti si infiammano delle calde tonalità del tramonto e per pochi interminabili minuti il tempo sembra fermarsi, intrappolato da un paesaggio romantico che fa sognare.

Con quest’ultima visione si conclude il nostro fine settimana a spasso tra le bellezza di due borghi splendidi ricchi di storia, monumenti, specialità gastronomiche, che sono stati in grado di regalarci profonde emozioni.


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