Abbiamo trascorso 18 giorni in Giappone e abbiamo scoperto un mondo dove il futuro più folle convive con tradizioni senza tempo

gruppo fantastico
giappone

Partire per il Giappone significa, quasi sempre, prepararsi a un piacevole shock culturale. Ma decidere di farlo affidandosi a un itinerario organizzato di 18 giorni ci ha permesso di andare oltre la superficie delle guide turistiche, svelandoci un Paese che toglie il fiato per la sua precisione e incanta per la sua poesia. In quasi tre settimane abbiamo attraversato il Sol Levante in lungo e in largo: dalle luci al neon accecanti e la frenesia verticale di Tokyo, fino al silenzio mistico dei templi di Kyoto, passando per la storia profonda di Hiroshima e i paesaggi senza tempo dei villaggi rurali. Abbiamo scoperto che un viaggio di gruppo, se ben strutturato, non toglie spazio alla meraviglia, ma anzi amplifica la bellezza di ogni singola scoperta, azzerando lo stress logistico in una terra tanto affascinante quanto complessa. In questo diario di viaggio abbiamo raccolto i nostri 18 giorni di avventura: un racconto fatto di contrasti unici, incontri indimenticabili, cibo straordinario e consigli pratici per chiunque sogni di stringere la mano a questo incredibile pezzo d’Asia. Preparate le valigie: il nostro viaggio nel Sol Levante comincia adesso.

Viaggio in Giappone: dettagli e informazioni utili

Costi

Spese totale per 1 persona: € 4.321

  • Quota d’iscrizione: € 200
  • Anticipo pagato al coordinatore: € 63
  • Quota di partecipazione + hotel a Tokio per 6 g: € 2.591
  • Parcheggio aeroporto Malpensa: € 40
  • Cassa Comune per alloggi, guide, ingressi e altro: € 951
  • Spese varie private: €68
  • Pedaggio + Diesel: €44

Itinerario effettuato in breve

  • Giorno 1: auto a Malpensa, ritrovo con gruppo e volo ore 21:55 
  • Giorno 2: Arrivo a Tokyo – Aeroporto Haneda
  • Giorno 3 (inizio del viaggio in Giappone): Ueno Park, Yanaka e Santuario Meiji Jingu 
  • Giorno 4: Senso-Ji Asakusa, The Giant Ghibli Clock
  • Giorno 5: Kamakura, Tempio Engakuji, Grande Buddha (Daibutsu).
  • Giorno 6: Odawara, monte Fuji
  • Giorno 7: Nikko
  • Giorno 8: Kanazawa
  • Giorno 9: Takayama, villaggio di Hida
  • Giorno 10: mercato del pesce, Kamazawa Castle park, Nagamachi Samurai-distict
  • Giorno 11: Kyoto e quartiere delle geisha
  • Giorno 12: Fushimi-lnari, Tofoku-Ji, Gion, Tempio Tenryují
  • Giorno 13: Kyoto tempio Sanjusangendo, Nara
  • Giorno 14: Shopping e treno veloce per Beppu
  • Giorno 15: Beppu stazioni termali
  • Giorno 16: Castello e parco della Memoria Hiroshima
  • Giorno 17: Hiroshima L’isola di Miyajima
  • Giorno 18: Castello e giardini di Himeji
  • Giorno 19: Koyosan e cimitero Okunoin
  • Giorno 20: Castello di Osaka, Tempio Shitennoji
  • Giorno 21: Volo da Osaka a Milano
  • Giorno 22: Rientro a casa.

Diario di viaggio in Giappone

Giorno 1: partenza

Alle ore 13:00 in auto parto da casa, passo a prendere Cosetta e insieme andiamo a Milano Malpensa. Lasciamo l’auto al parcheggio Saj Parking a Magnago. Con la navetta ci portano fino al Terminal 1, dove troviamo subito Elena con la madre Silvana. Siamo le uniche che non sono riuscite a fare il check-in online a casa e perciò ci rechiamo all’imbarco prima, ma poi arrivano anche gli altri e lo facciamo tutti insieme senza problemi. Riusciamo a non imbarcare i bagagli (non li pesano nemmeno).

Mentre passiamo il controllo bagagli, Cosetta dimentica il cellulare nella cassetta. Se ne accorge dopo poco e torna indietro: l’avevano già consegnato alla polizia e, facendo una telefonata, glielo rendono. Meno male, altrimenti il viaggio si sarebbe già rovinato. Il volo parte alle 21:55. Dopo 12 ore arriviamo a Shanghai, in Cina. Ci ritroviamo con gli altri del gruppo (in tutto 14 componenti). Il primo impatto è piacevole, il coordinatore sembra molto socievole e disponibile.

Giorno 2: Arrivo a Tokyo

Ripartiamo (dopo un’ora e mezza di scalo) alle ore 05:15. Il mangiare sugli aerei è come sempre penoso. Atterriamo a Tokyo alle 22:00 e all’uscita troviamo il taxi prenotato da Nello che ci porta in hotel. Saliamo in camera e iniziamo ad abituarci alle camere strettissime: due mezzi letti da una piazza e mezzo (si passa appena appena), il bagno con la ciambella del water riscaldata, la pulsantiera per attivare l’acqua per farsi il bidet, la vasca con la doccia. Il tutto in 18-20 mq compreso il bagno.

Però devo dire che non manca niente: accappatoi o pigiami, accessori per toilette, bollitore e in certi hotel anche il microonde, bustine per prepararsi la colazione, televisore a muro, Wi-Fi, attaccapanni ma niente armadi. Provo ad attivare la eSIM Saily online per avere la connessione, ma faccio un po’ di confusione e ne attivo un’altra per errore. Chatto con un addetto che mi aiuta a risolvere il problema. Alla fine del viaggio mi rimborsano la prenotazione fatta per sbaglio. Devo dire che è risultata ottima sia come connessione che come assistenza. La consiglio tantissimo.

Alloggio a Tokyo: Chuo-ku Nihombashi Hakozaki-cho 20-10, Giappone – € 406 per 6 notti.

Giorno 3: Ueno Park, Yanaka, Santuario Meiji

Sveglia alle 06:20 e, dopo esserci trovati con gli altri del gruppo, passiamo dall’ufficio Japan Rail della stazione di Ueno, dove teniamo impegnata la paziente impiegata una mezz’ora per fare tutti i biglietti per le tratte dello Shinkansen (il treno proiettile) Tokyo-Kanazawa, Kanazawa-Kyoto, Kyoto-Tokyo, ecc. Poi andiamo con la metro al ritrovo con la guida Mirco. Ci accompagna subito all’Ueno Park dove cominciamo a vedere le prime pagode; vediamo anche alcuni alberi i cui rami formano dei cerchi.

Andiamo sempre a piedi al cimitero di Yanaka: è uno dei più importanti e grandi di Tokyo e ospita circa 7000 tombe. Il cimitero è così vasto che ha una sua Koban, la stazione della polizia di quartiere. Dimenticatevi l’atmosfera dei cimiteri occidentali: quella di Yanaka assomiglia più ad un rilassante parco. Sui sentieri che lo attraversano si vedono persone che passeggiano, altre che fanno footing. Faccio caso al fatto che è molto incolto e mi stupisco, considerata la pulizia che regna tutt’intorno. Con la metro arriviamo al Kaiko Taito Yanaka. Nel pomeriggio andiamo al Santuario Meiji Jingu: situato nel cuore di Tokyo, è un famoso tempio shintoista dedicato all’imperatore Meiji e alla sua consorte. Al ritorno Elena e Silvana si perdono in metro.

Giorno 4: Senso-ji, The Giant Ghibli Clock

Al mattino andiamo sempre con Mirco al Senso-ji Temple ad Asakusa (il tempio rosso): uno dei luoghi di culto più antichi e importanti di Tokyo, rappresenta una delle principali attrazioni turistiche della città. Situato nel quartiere Taito, nel cuore della città, il tempio è dedicato alla dea Kannon, la divinità buddista della compassione. Grazie alla sua bellezza e alla sua storia millenaria, il Senso-ji è un luogo di grande importanza culturale e religiosa per i giapponesi, ma anche una meta imperdibile per i visitatori che desiderano scoprire la tradizione e la spiritualità dell’antico Giappone.

Andiamo al mercato del pesce (Tsukiji), composto da una via principale e vie più strette, tutto pieno di street food a prezzi astronomici. Percorriamo una via piena di negozi e mi compero un marsupio di pelle per 11 € che mi sarà utilissimo per tutto il viaggio. Andiamo al The Giant Ghibli Clock, un orologio molto particolare. Purtroppo la giornata è piovosa, perciò vediamo il mare solo da lontano. Cosa rara, riusciamo a trovare un locale dove cenare tutti insieme. Salutiamo Mirco e andiamo a letto alle ore 22:00.

Giorno 5: Kamakura, Tempio Engakuji, Grande Buddha (Daibutsu)

Sveglia alle ore 7:00. Facciamo colazione in un bar vicino all’hotel: Cosetta prende una roba non definita che è immangiabile; io per le prossime colazioni decido di farle in camera, visto che c’è il bollitore, le buste di caffè, lo zucchero e il latte in polvere. Mi compero un po’ di biscotti e sono soddisfatta. Stamattina prendiamo la metro e poi il treno, arrivando a Kamakura. Iniziamo con il Tempio Engakuji, noto per la sua struttura architettonica meravigliosa e i suoi splendidi giardini zen. Il complesso del tempio si estende su un’ampia area ed è costituito da numerose sale di preghiera, padiglioni e pagode. Saliamo parecchi scalini dove c’è una campana e riesco a vedere molto da lontano il famoso Monte Fuji (alla fine del viaggio sarà l’unico momento in cui lo vedrò). Andiamo a pranzo con hamburger e patatine.

Nel pomeriggio esploriamo Kamakura, antica capitale del Giappone nel periodo medievale, una città ricca di fascino storico e spirituale. È celebre per i suoi numerosi templi e santuari, immersi in un contesto naturale che invita alla contemplazione. L’attrazione più iconica è senza dubbio il Grande Buddha (Daibutsu), una maestosa statua di bronzo alta oltre 11 metri, simbolo della città. Il tempio Hase-dera è situato a circa 500 metri di distanza dalla grande statua del Buddha di Kamakura; questo è uno dei templi buddisti più grandi e belli della città, famoso per i suoi giardini e la veduta panoramica, ma soprattutto per la sua gigantesca statua in legno del Bodhisattva Kannon, alta ben 9,18 metri, una delle statue buddiste in legno più grandi di tutto il Giappone. Lungo la strada che porta dalla parte bassa alla parte alta del tempio è presente la Jizo-do Hall, dove sono raccolte tantissime piccole statue di Jizo lasciate nel tempio dai genitori di bambini morti prematuramente o per aborto. Torniamo con il treno veloce a Tokyo. Oggi è stata una giornata colma di visite a templi. Ceniamo con Grazia e Liliana in un self-service e poi a nanna.

Giorno 6: Odawara, Monte Fuji

Sveglia alle 05:50. Prendiamo il treno veloce per Odawara. Noto che, essendo il bus pieno, per far scendere dei passeggeri scendono prima quelli in piedi e poi risalgono. Oggi purtroppo è nuvoloso. Arriviamo alle 11:00, prendiamo un battello (che sembra la nave dei pirati) e attraversiamo il lago. Poi una funivia ci porta su una montagna, ma purtroppo le nuvole ci avvolgono e vediamo poco. Pranziamo per passare il tempo. Andiamo anche all’Ugime caffè, dove dovremmo vedere il Monte Fuji, ma non vediamo niente. Perciò, dopo un ottimo dolce e un pessimo caffè, torniamo a Tokyo. Oggi abbiamo usato 6 mezzi diversi: il treno Japan Rail, il battello Hakone, il Tozan train dentro la foresta, l’Hakone Ropeway (funivia) e altri bus vari. Ceniamo al self-service, ma faccio fatica a digerire.

Giorno 7: Nikko

Sveglia alle 05:15. Purtroppo piove anche oggi. Prima con la metro e poi con il treno arriviamo a Nikko. C’è un servizio bus navetta, ma in circa mezz’ora in lieve salita siamo comunque al famoso ponte Shinkyo, dove ci fermiamo per la foto di rito; è bello soprattutto se non ci salite sopra (e risparmiate anche). Essendo a una certa altitudine si sperava nel foliage, invece poco o niente. Ci incamminiamo in salita verso il Tosho-gu. Data la mancanza di tempo dobbiamo rinunciare alla visita di altri santuari per concentrarci su questo, che è immancabile. Superiamo il grande Torii in pietra. Il luogo è affollato ma notevole. Le tre scimmie sono l’immagine più famosa, ma le decorazioni degli edifici sono tutte davvero straordinarie. Il complesso del tempio vale sicuramente il viaggio.

All’ingresso la fila è interminabile e, mentre faccio delle foto, perdo il gruppo. Visito da sola e poi vado all’ingresso, dove mi trovo con Cosetta, anche lei rimasta sola. Ritrovati gli altri, andiamo a visitare il tempio dei 3 Buddha e il giardino giapponese. Riprendiamo tutti i mezzi e torniamo in hotel. Andiamo al supermercato dove troviamo un po’ di pane e dell’affettato per farci un panino. Ma quando lo apriamo, ci troviamo dentro burro e marmellata!

Giorno 8: Kanazawa

Stamattina riusciamo a dormire un po’ di più. Alle 11:00 lasciamo i bagagli nella hall e con Cosetta andiamo a piedi a fare un giro. Vorremmo fare poca strada ma, all’uscita di un negozio, prendo la direzione sbagliata e ci perdiamo. Ci fermiamo a un ufficio informazioni dove un’addetta italiana ci dà una cartina con il tragitto evidenziato che ci riporta in hotel. Lungo il tragitto ci fermiamo a prendere una pizza abbastanza buona. Alle 15:00 ci troviamo con gli altri e, con le varie metro e il treno Japan Rail, lasciamo Tokyo. Ho notato che quando il treno arriva al capolinea disinfettano le varie carrozze e girano i sedili nel verso di percorrenza. Il meteo è ancora nuvoloso, addirittura non vediamo la cima dei grattacieli. Abbiamo i posti prenotati e alle 16:26 partiamo. Arriviamo a Kanazawa alle 19:00 circa. Nello paga l’hotel per 2 notti: 15.000 Yen, pari a circa € 84. Ceniamo con la pizza rimasta e a letto alle 21:00.

Giorno 9: Takayama, villaggio di Hida

Sveglia alle 06:45. Oggi finalmente c’è il sole! Ci troviamo con il resto del gruppo e, con un bus prenotato, attraversando le Alpi giapponesi arriviamo a Takayama. Passeggiamo tra i suoi vicoli di case tradizionali in legno, costruite dai migliori carpentieri e artigiani dell’epoca feudale del Giappone. Con i suoi ritmi rilassati e gli splendidi paesaggi, Takayama è una meta ideale per lasciarsi alle spalle i rumori e la folla delle grandi città. Percorriamo la strada che costeggia il fiume, dove c’è un mercato di souvenir. Pranziamo con sushi di carne cotta con la fiamma e uno spiedino.

Alle 14:00 prendiamo un bus per il villaggio di Hida, un vero e proprio museo a cielo aperto formato da circa 30 case tradizionali risalenti al periodo Edo, che furono trasferite qui proprio per realizzare un museo e preservarle. Finalmente il sole ci fa gustare uno spettacolo autunnale con case dai tetti ricoperti d’erba. Torniamo a Kanazawa. In stazione ci fermiamo a cena con Grazia e Liliana: io mangio un wurstel con ben 4 patatine, le altre prendono 3 pezzi di pesce e perciò alla fine prendiamo una pizza in 4. Usciamo dalla stazione dalla parte sbagliata e, dopo 1 km, ci accorgiamo dell’errore e torniamo indietro.

Giorno 10: Mercato del pesce, Kanazawa Castle Park, Nagamachi Samurai District

Lasciamo i bagagli nella hall dell’hotel e andiamo al mercato Omicho, interessante per i tipi di pesce e per come sono confezionati; particolari i crostacei, fra cui meritano una menzione speciale i granchi di tutti i tipi e prezzi. Ci dirigiamo al “must” di Kanazawa, il giardino Kenroku-en, ritenuto fra i tre giardini paesaggistici più belli del Giappone, da alcuni addirittura indicato come il migliore. Una delle caratteristiche del grande giardino è la presenza di imbracature ai rami di alcuni alberi che confluiscono su un grosso palo (spesso di bambù), con il risultato di ottenere delle curiose forme coniche. Il giardino è bello e curato, c’è anche una piccola fontana (una rarità assoluta in Giappone). Peccato che il foliage sia appena visibile; c’è anche una vecchia casa da tè con reperti molto ben conservati e brevi informazioni date in inglese. Visitiamo anche l’esterno del castello e il limitrofo parco. Sempre a piedi andiamo a Nagamachi Samurai District, il quartiere dei samurai di Kanazawa: qui con le loro famiglie vivevano i samurai legati alla famiglia Maeda, che a lungo ha governato la regione. Oggi l’area è ben conservata e appare così com’era in età feudale, con stretti vicoli lastricati di pietra e delimitati da muri di cinta costruiti in maniera tradizionale, in fango e con tegole alla sommità. Torniamo al mercato del pesce e mangiamo male e in piedi.

Andiamo a Higashi Chaya-gai, un’area storica di Kanazawa rimasta ben conservata, con molti edifici tradizionali in legno. Meglio conosciuto come “quartiere delle geisha di Kanazawa”, in realtà il nome Higashi Chaya-gai significa letteralmente “quartiere orientale delle case da tè”. Sin dal Periodo Edo, nelle case da tè (chaya) i clienti benestanti, come nobili e ricchi mercanti, erano intrattenuti dalle geisha (al plurale non si dice “geishe”) con musiche tradizionali e balli. Ma non ne vediamo, incrociamo solo turisti con vestiti tradizionali. Alle 16:00 torniamo in hotel e, dopo un’oretta di riposo, prendiamo il treno Japan Rail e arriviamo a Kyoto. L’hotel è a 300 metri dalla stazione. Ceno con un tramezzino.

Giorno 11: Kyoto e quartiere delle geisha

Sveglia alle 07:30. Come al solito, colazione in camera. Andiamo alla stazione dove ci incontriamo con Roxana, la guida che ci farà visitare ben 10 siti. Alla fine della giornata andiamo al quartiere Gion. Nella parte di Kyoto che si chiama Higashiyama Sud si trova un quartiere incantevole dal fascino storico, dove sono presenti molti locali e case da tè dove le geisha (o geiko, nel gergo di Kyoto) offrono i loro spettacoli di intrattenimento. Siamo molto fortunate nell’avere un incontro ravvicinato con Maiko e Geiko. La guida oggi ci ha spiegato nei dettagli la vita e le abitudini in Giappone. Torniamo alle 20:00 e io mangio una pizza, mentre Cosetta prende le tagliatelle alla carbonara.

Giorno 12: Fushimi Inari, Tofuku-ji, Gion, Tempio Tenryu-ji

Partiamo alle 09:30 con il treno e arriviamo al Fushimi Inari. Appare in ogni locandina o su internet come il simbolo di Kyoto insieme a Gion. Poco più in su entriamo attraverso il primo grande Torii; subito dopo seguiamo la massa e ci troviamo nel primo tratto di fitti torii vermigli dove la gente è davvero tanta, poi salendo i torii continuano ma la gente si dirada un po’. Alcuni del gruppo salgono i 1100 scalini per arrivare in cima al Monte Inari, dove c’è un piccolo altare che costituisce il santuario. Tutto il complesso del Fushimi è dedicato al dio del riso e le numerose volpi (stavolta sotto forma di statue) sono lì come messaggere. I torii sono sponsorizzati da imprenditori in cambio della fortuna garantita dal dio di turno. Dopo pranzo andiamo nel famoso distretto di Sagano, nella periferia occidentale di Kyoto, per ammirare il parco di Arashiyama che offre agli amanti della natura molto di più della semplice opportunità di scoprire le foreste di bambù. Nel tornare entriamo al Tempio Tenryu-ji, uno dei templi più antichi e più importanti di Kyoto. Situato nel quartiere di Arashiyama, questo antico tempio buddhista è stato costruito nel XIV secolo ed è stato nominato patrimonio dell’umanità dall’UNESCO. Il tempio è famoso per i suoi giardini e l’architettura tradizionale giapponese. Uno dei punti salienti del Tempio Tenryu-ji è il suo giardino zen, che offre una vista mozzafiato sulla natura circostante. Si estende per oltre 20.000 metri quadrati e rappresenta una rappresentazione ideale del giardino giapponese, con un laghetto ornato da alberi e arbusti. Il giardino è una perfetta combinazione di natura e architettura, creando un’atmosfera di pace e tranquillità.

Metà gruppo è andato a bere il tè a casa di un attore. Alla sera andiamo a cena di fronte all’hotel. Visto che i locali sono spesso piccoli, due di noi entrano per chiedere se c’è posto e io rimango all’esterno tenendo la porta aperta. Un inserviente si avvicina e mi strappa violentemente la porta di mano. Torno ad aprire e lui mi aggredisce minacciandomi. Sono rimasta scioccata da tanta violenza e decidiamo di andare oltre.

Giorno 13: Kyoto tempio Sanjusangendo, Nara

Ritrovo in stazione con la guida Roxana e in taxi andiamo al tempio Sanjusangendo. È un tempio che si trova nella zona di Higashiyama ed è importante soprattutto per la presenza di circa 1000 statue della dea Kannon, che fanno parte dei Tesori Nazionali del Giappone. Dopo il pranzo andiamo al Parco di Nara, noto in tutto il mondo per la presenza di centinaia di cervi in libertà. Passeggiando nel parco si viene spesso avvicinati da questi affascinanti animali, che si accostano fiduciosi in cerca delle speciali gallette di riso di cui sono golosissimi. Poi con i vari bus torniamo a Kyoto. Salutiamo Roxana.

Giorno 14: Shopping e treno veloce per Beppu

Oggi ci svegliamo con calma e, insieme a Grazia e Liliana, andiamo in stazione a fare shopping. Pranziamo insieme con della pasta. Alle 14:20 prendiamo 3 treni per arrivare a Beppu.

Giorno 15: Beppu stazioni termali

In bus andiamo alla zona geologica di Beppu, che è una delle più importanti stazioni termali del Giappone. Oltre ai bagni con acqua si possono trovare anche bagni di sabbia. Alcuni di noi fanno dei pediluvi. Con il bus scendiamo fino al mare; io mi addormento a bordo e nessuno mi sveglia, perciò scendo alla fermata successiva e torno indietro. Pranziamo con del “brodo” con dentro tagliatelle, carne, alghe e verdure varie. Percorriamo a piedi tutto il lungomare deserto. Ceniamo in camera con pane da toast e prosciutto.

Giorno 16: Castello e parco della Memoria Hiroshima

Sveglia alle ore 06:30. Prendiamo 2 treni veloci che ci portano fino a Hiroshima. Arriviamo alle 10:30 e lasciamo i bagagli in hotel, poi a piedi andiamo al castello di Hiroshima, un’attrazione storica e culturale che rappresenta la maestosità e la ricchezza della città. Sempre a piedi andiamo al Parco della Memoria. Il Museo della Pace e l’A-Bomb Dome sono tre luoghi intrisi di storia e significato a Hiroshima. Questi luoghi commemorano il tragico evento dell’attacco atomico del 6 agosto 1945 e servono come potenti promotori della pace e della memoria. È un luogo di bellezza serena e di profondo significato, che rappresenta una dichiarazione di speranza e di pace. Il parco ospita numerosi monumenti e memoriali che commemorano le vittime dell’attacco nucleare e diffondono un messaggio di pace nel mondo.

Uno dei monumenti più importanti all’interno del Parco della Memoria è la statua del “Ragazzo della Stella”, che rappresenta un giovane ragazzo che tiene in alto un origami, simbolo della pace. Questo è ispirato alla storia di Sadako Sasaki, una bambina morta a causa delle radiazioni atomiche, che cercò di creare mille gru di carta per esprimere il suo desiderio di pace. La sua storia è diventata un simbolo di speranza per la pace nel mondo. All’interno del Parco della Memoria si trova anche il Museo della Pace di Hiroshima, che offre un’opportunità unica di imparare e comprendere gli orrori dell’attacco nucleare e il suo impatto sulla città e sulle persone. Il museo presenta esposizioni interattive e testimonianze che raccontano la storia dell’attacco e delle sue conseguenze. Gli oggetti personali delle vittime esposti nel museo fanno riflettere sulle vite che sono state tragicamente perse e ricordano al mondo l’importanza di impegnarsi per la pace e il disarmo nucleare. La storia, le foto e i documenti esposti nel museo sono toccanti e fanno riflettere profondamente sui terribili effetti delle armi nucleari sulle vite umane. Un altro luogo di grande importanza all’interno del Parco della Memoria è l’A-Bomb Dome, un edificio in rovina che è stato preservato come memoria vivente dell’attacco atomico. L’edificio è diventato un simbolo sia della devastazione della guerra che della resilienza del popolo giapponese. Torniamo in hotel e anche stasera ceniamo in camera.

Giorno 17: Hiroshima, isola di Miyajima

Ritrovo alle ore 08:20. Prendiamo il treno e poi il battello per l’isola di Miyajima, che è uno dei luoghi più visitati del Giappone; il torii al centro della baia dell’isola, che sembra fluttuare sul mare, è una delle immagini più iconiche del Paese del Sol Levante. A seconda dell’alta o della bassa marea si trova fuori o dentro l’acqua.

Al pomeriggio saliamo con la funivia al Tempio Daisho-in a Miyajima, un luogo di profonda spiritualità e bellezza. Situato ai piedi del monte Misen, lungo il percorso di ingresso siamo accolti da centinaia di statue di Jizo, che rappresentano i bambini morti prematuramente. Possiamo esplorare i vari edifici del tempio, ammirare il Bosco delle Mille Lanterne e l’imponente statua di Kannon. Tra gli alberi secolari e i sentieri sacri, il Tempio Daisho-in emana una sensazione di serenità e offre un luogo perfetto per la contemplazione e la riflessione. Torniamo in hotel alle 18:00 e ceniamo con il pollo rimasto a pranzo e la Nutella comprata ieri sera.

Giorno 18: Castello e giardini di Himeji

Stamattina, mentre gli altri vanno al castello di Hiroshima, Cosetta ed io andiamo a fare shopping, ma non compriamo niente. Alle 11:00 andiamo in un locale che ci ha consigliato Mauro e ci gustiamo un’ottima colazione con uova strapazzate, toast, marmellata, frutta, ecc. Poco dopo ci raggiungono altri 5 componenti del gruppo. In treno facciamo tappa al castello di Himeji, conosciuto anche come Himeji-jo, uno dei gioielli architettonici e storici più importanti del Giappone. Situato nella città di Himeji, nella prefettura di Hyogo, il castello è patrimonio mondiale dell’UNESCO e attira visitatori da tutto il mondo con la sua bellezza e la sua storia affascinante. Cosetta ed io non saliamo le ripide scale, ma andiamo ai giardini. Torniamo in stazione e percorriamo l’ultimo tratto che ci porta ad Osaka. Ceniamo con un panino e insalata.

Giorno 19: Koyasan e cimitero Okunoin

Stamattina la colazione è compresa: quasi tutti prendiamo l’omelette ma quasi tutti la lasciamo nel piatto. Prima in treno, poi con una funicolare a cremagliera e alla fine con un bus arriviamo in 4 ore a Koyasan, uno dei luoghi più sacri del Giappone, dichiarato nel 2004 Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO. Facciamo una passeggiata nella speciale atmosfera del cimitero di Okunoin. Il tratto che va dall’entrata del cimitero fino al mausoleo di Kukai è lungo circa 2 chilometri, da rifare anche al ritorno. Ritorniamo a Osaka e alla sera ceniamo con Lilly e Grazia in un ristorante di fronte all’hotel. Io mangio la trippa, loro riso e pesce.

Giorno 20: Castello di Osaka, Tempio Shitennoji

Solita sveglia alle 07:20. Per colazione mi prendo la mia Nutella e i miei biscotti. Alle 08:30 incontriamo la guida. Prima tappa il castello di Osaka: lo ammiriamo solo esternamente perché dentro è vuoto. Andiamo in centro e attraversiamo il Ponte Ebisubashi a Dotonbori. Ci immergiamo nelle vie piene di ragazzi, negozi e ristoranti. Nel pomeriggio andiamo al Tempio Shitennoji, che è uno dei più antichi templi buddhisti dell’intero Giappone. Torniamo nelle vie affollatissime di Osaka e, dopo aver salutato la guida, facciamo un po’ di shopping. Rientriamo sempre a piedi e, dopo aver mangiato una pizza di fronte all’hotel, andiamo a letto distrutte.

Giorno 21: Volo da Osaka a Milano

Ci alziamo con calma e per colazione finisco la Nutella con l’invidia di tutti i partecipanti del gruppo. Facciamo il check-out e poi andiamo un po’ in giro. Pranziamo con la solita pizza e alle 13:45, a piedi e con le valigie, andiamo in stazione dove con un treno arriviamo in aeroporto. Partiamo alle 19:00 e, dopo 3 ore e 20 minuti, atterriamo a Shanghai. Mentre ci controllano i bagagli, Silvana si sente male. Cerco di aiutarla mentre aspettiamo gli addetti della sanità. Penso abbia un ictus. In ambulanza la portano in ospedale e la figlia Elena la segue con un taxi. Nello attiva subito Roma per l’assistenza. Siamo tutti molto scossi e, non potendo fare altro, partiamo per l’ultimo volo per Milano.

Giorno 22: Rientro a casa

Atterriamo alle ore 7:00 e, dopo aver ritirato l’auto, partiamo per tornare a casa.


Stefano Maria Meconi
Stefano Maria Meconi

Giornalista, appassionato di viaggi e tecnologia. Mi piace raccontare il mondo attraverso numeri e curiosità, perché ogni viaggio è un'esperienza da raccontare e condividere

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