Liguria, l’isola a forma di cuore: tra grotte marine e antiche leggende, è lei la perla del Ponente

L’isola di Bergeggi potrebbe risolvere molti problemi a uno sceneggiatore hollywoodiano in cerca di ispirazione. Qui infatti non manca nulla per un bel thriller o anche un horror, anche se questo genere andrebbe a cozzare con l’indicibile bellezza di questo luogo. Siamo in Liguria e, più precisamente, a Ponente, poco distante da Savona. L’isola si trova a poche centinaia di metri dalla terraferma, però appare infinitamente distante come se non appartenesse a questo mondo. Poi ci sono antichi resti di civiltà passate ancora tutti da decifrare, una villa in stato d’abbandono, una vegetazione fitta e le immancabili leggende.
Si narra infatti che Sant’Eugenio si fosse rintanato proprio qui per sfuggire ai barbari. Al momento della sua morte il corpo è stato portato nella vicina Noli – di cui è patrono -, ma poi i resti sarebbero svaniti per fare ritorno nell’amata isola. Insomma, un mix perfetto per un’avvincente sceneggiatura. In più c’è un grande patrimonio di biodiversità, tanto che è stata istituita un’apposita riserva. L’isola di Bergeggi è una delle tante perle della Liguria, forse la più misteriosa e per questo motivo affascinante.
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Davanti la Riviera di Ponente c’è uno scrigno di meraviglia
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La si ammira da Spotorno o da Punta Predani, immersi magari in un bagno rilassante ed estivo tra le acque limpide del Mar Ligure. Ma l’isola di Bergeggi, distante meno di 300 metri dalla terraferma, non è solo appannaggio di un piccolo angolo della Riviera di Ponente (specchietto informativo: Levante è est, da Genova verso le Cinque Terre; Ponente è ovest, da Genova fino a Ventimiglia. Chilometro più, chilometro meno). Piuttosto, è una perla naturale che appartiene a tutta la Liguria, che di isole peraltro ne ha poche, appena sei (Bergeggi appunto, Gallinara, Palmaria, Porto Venere, Tinetto e Tino).
L’importanza di questa zona dal punto di vista naturalistico è riconosciuta ormai da molto tempo, e al febbraio 1985 risale l’atto con cui la Regione Liguria istituì la Riserva Naturale Regionale di Bergeggi, voluta con l’obiettivo di proteggerne il fragile equilibrio ambientale.
Un’isola inaccessibile
Da allora l’isola di Bergeggi è divenuta di fatto inaccessibile ai turisti, che tuttavia possono avvicinarsi in canoa o kayak, magari con l’ausilio di visite guidate delle associazioni locali. In questo modo, infatti, è possibile avvicinarsi all’isolotto, dalla forma simile a quella di un dente rovesciato, dove i punti più lunghi e larghi distano appena 200 metri. Un luogo chiaramente disabitato oggi, ma non lo era in passato. Infatti, già i Romani a cui le si deve il nome primitivo la occuparono a motivo militare, dotandola di un torrione al quale – a quanto pare – non si accedeva che scalandolo dall’esterno.
E ancora, col proseguire dei secoli, Bergeggi (isola) si arricchì di una piccola chiesa cristiana e, quasi alla fine del I millennio, di un monastero che sarebbe rimasto attivo fino circa al XIV secolo. Fino a divenire, a metà Ottocento, la residenza estiva di Joseph Maria Anton Brassier de Saint-Simon-Vallade, ambasciatore della Confederazione Tedesca del Nord, che ne acquistò la proprietà dal vescovo Riccardi.
Cosa vedere nei dintorni dell’isola di Bergeggi
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Una delle tante bellezze della Riviera delle Palme, Bergeggi comune è un borghetto di mille abitanti sul quale insistono – alla pari dell’isola – delle fortificazioni di epoca romana e medievale, queste ultime realizzate per impedire le scorribande dei saraceni. Intorno a esso, Vado Ligure e Spotorno sono le località più prossime. La prima è celebre per l’antico forte San Giacomo, formidabile costruzione militare di epoca settecentesca. La seconda invece negli anni ha ospitato due importanti eventi culturali, il Festival del Vento (una manifestazione aquilonistica internazionale) e lo Spotorno Subito, festival giornalistico.

