Le torri costiere e i sapori della cucina tipica: questa località non a caso viene chiamata “Caraibi della Sardegna”

Villasimius, le meraviglie di una terra antica che preserva la bellezza naturalistica di un tempo, immergiamoci nelle splendide acque della Sardegna e esploriamo la storia.
Alessandro Cipolla, 02 Lug 2026
Villasimius
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Villasimius è una delle tante perle della Sardegna. Il nostro intento però è quello di farvi conoscere non solo il suo aspetto paesaggistico – qui ci sono alcune delle spiagge più celebri e belle dell’isola -, ma anche il suo inestimabile patrimonio storico, culturale e anche enogastronomico. Parlare solo di mare e spiagge infatti andrebbe sarebbe un torto per questa località che si trova non molto distante da Cagliari – qui tutte le info sui tour turistici nel capoluogo -, proprio nell’estremità sud-orientale della Sardegna.
Oggi Villasimius  è un comune di poco più di tremila abitanti che in estate diventa una delle mete turistiche più ambite e rinomate della zona. In pochi però sanno che in passato questo paese si chiamava Carbonara, che in zona ci sono importanti siti archeologici e che qui ci sono alcune tradizioni secolari che resistono al passare del tempo. Signore e signori, benvenuti a Villasimius, i “Caraibi della Sardegna”.

 La storia di Villasimius

La storia di questo luogo è antica e affonda le sue radici in epoche antiche. Le primissime tracce di insediamenti umani nell’area di Villasimius risalgono alla preistoria. A testimonianza di ciò ci sono dei resti nuragici. Questo testimonia la presenza di popolazioni che vivevano nell’area durante l’Età del Bronzo. Successivamente qui si sono stabiliti Fenici e Cartaginesi come dimostrano i reperti trovati nei pressi delle coste. Durante il periodo romano, Villasimius – conosciuta allora come “Statio Longonis” – divenne un importante punto di scalo marittimo grazie alla sua posizione strategica nel Mediterraneo. Numerosi furono i resti romani tra cui monete, ceramiche e strutture edilizie.
Durante il Medioevo ci sono statediverse dominazioni, tra cui quella pisana e poi quella aragonese. Durante questo periodo furono costruite diverse torri di avvistamento lungo la costa per difendere il territorio dalle incursioni dei pirati. Nel 1327, il re Alfonso IV d’Aragona assegnò il territorio al conte Berengario Carroz. Le torri costiere, ancora oggi presenti, furono rafforzate e la popolazione iniziò a crescere gradualmente. Con l’annessione dell’isola al Regno di Sardegna nel XVIII secolo, Villasimius continuò a svilupparsi e il comune aumentò sia economicamente che demograficamente.

Cosa vedere nella “perla sarda”

villasimius

Dotata di tradizioni e memoria storica, Villasimius è un insediamento antico che propone non solo attrazioni squisitamente turistiche, ma vi regalerà uno scorcio di vita isolana. Il cuore storico si sviluppa lungo il viale principale Umberto I, impreziosito da due piazze intorno alle quali si concentra la vita del paese: Piazza Incani e Piazza Gramsci, luogo molto vivace che ospita non solo il Palazzo Comunale, ma anche molte attività. Una meta ideale per chi desidera fare colazione sotto il sole o leggere un giornale.
In una piccola traversa di Via Umberto I – la suggestiva via Frau – si trova il Museo Archeologico che vale la pena visitare, specie se si è desiderosi di scoprire la ricca storia della zona. Proseguendo, la via principale muta il nome in Via del Mare, un luogo decisamente carino che vi regalerà panorami mozzafiato con vista sul mare, da goderne magari durante una passeggiata a piedi o in bicicletta. Sempre da questa via si raggiunge il mare e la spiaggia Simius. Durante la stagione estiva, fin dal primo imbrunire, la Via del Mare si veste a festa: viene totalmente chiusa al traffico per poter godere dei negozi, spettacoli e lunghe passeggiate.
Affacciata sull’estremità sudorientale dell’isola, Villasimius somiglia per conformazione ad un triangolo costiero baciato da un mare cristallino e delimitato da spiagge che si fissano nella memoria: Capo Boi ad ovest, Capo Carbonara a sud e Punta Porceddus ad est. Il nord invece è spruzzato dal verde della macchia mediterranea che rosicchia i monti del Sarrabus e il massiccio dei Sette Fratelli, oasi naturalistica che sarebbe davvero un peccato perdersi.

Tradizioni e gastronomia a Villasimius

Le torri costiere e i sapori della cucina tipica: questa località non a caso viene chiamata “Caraibi della Sardegna” 

Oltre a un tuffo nelle splendide acque e alle passeggiate su indimenticabili spiagge, anche un tuffo nella storia tramandata di madre in figlia a Villasimius è un punto di forza. Potrete scoprire le particolari tradizioni religiose come la figura femminile della “Priorissa” legata al culto della Madonna e che riserva un ruolo assolutamente centrale alla donna, caratteristica questa non presente in nessun altro ambito religioso. Non mancheranno poi le custodi degli antichi sapori della cucina del posto: dalla focaccia al forno tipica di queste zone agli gnocchi di ricotta e spinaci, fino ai dolci fatti con il miele prodotto in loco. Chiaramente è obbligatorio provare gli immancabili vini e liquori del posto da accompagnare a queste prelibatezze. Villasimius con la sua ricchissima storia e le sue ineguagliabili bellezze naturali è una delle mete turistiche più affascinanti della Sardegna.


Alessandro Cipolla
Alessandro Cipolla

Giornalista pubblicista e laureato al D.A.M.S., ama scrivere di tutte le cose belle che ci sono da vedere in Italia e in giro per il mondo.



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