Vacanze open-air, boom in Europa: Italia terza nell’Ue per notti in camper e campeggio

Le vacanze all’aria aperta non sono più una nicchia per appassionati di tende, roulotte e viaggi lenti. Nel 2025 campeggi, parchi per veicoli ricreativi e parcheggi per roulotte hanno registrato nell’Unione europea 413 milioni di pernottamenti. Il dato, diffuso da Eurostat, fotografa un segmento ancora minoritario rispetto al totale del mercato turistico, ma in crescita più rapida rispetto agli altri alloggi.
Il turismo open-air rappresenta infatti il 13,4% di tutte le notti trascorse nelle strutture ricettive dell’Ue. La quota resta lontana da quella degli hotel e delle strutture simili, che continuano a raccogliere il 62,5% dei pernottamenti, mentre gli alloggi per soggiorni brevi si fermano al 24,1%. Ma il dato più significativo è la dinamica: rispetto al 2015, le notti trascorse in campeggi, aree camper e caravan sono aumentate del 28,5%, contro il 23,4% registrato da hotel, case vacanza e altri alloggi brevi.
A guidare la classifica europea è la Francia, con 154 milioni di notti trascorse in campeggi e aree caravan, pari al 37,2% del totale Ue del comparto. Alle sue spalle si collocano la Spagna, con 49,8 milioni di pernottamenti, e l’Italia, terza con 49,1 milioni. Segue la Germania, a quota 45 milioni. Più staccati i Paesi Bassi, con 26,8 milioni, mentre il Portogallo chiude il gruppo dei primi dieci con 7,1 milioni.
Il podio italiano conferma la centralità del Paese nel turismo open-air europeo. La distanza dalla Spagna è contenuta, meno di un milione di notti, mentre la Francia resta irraggiungibile per dimensioni del mercato. I primi quattro Paesi — Francia, Spagna, Italia e Germania — concentrano da soli quasi tre quarti dei pernottamenti europei in campeggi, camper e roulotte.
Il boom, tuttavia, resta fortemente stagionale. Nel 2025 il 67% delle notti open-air, pari a 277 milioni di pernottamenti, si è concentrato tra giugno e agosto. Il picco è stato raggiunto ad agosto, con 118 milioni di notti. Poi la curva scende rapidamente: 40 milioni a settembre, 15 milioni a ottobre e quasi 5 milioni a dicembre. La destagionalizzazione, spesso indicata come uno dei punti di forza del turismo itinerante, appare quindi più come una potenzialità che come un risultato già acquisito.
Dietro la crescita del comparto ci sono fattori diversi. Il camper e il campeggio intercettano una domanda di vacanza più autonoma, flessibile e legata alla natura. Non si tratta soltanto di prezzo, anche se la convenienza resta un elemento importante. Secondo Federconsumatori, lo scorso anno gli aumenti nei campeggi non hanno superato il 2%, mantenendo i costi più contenuti rispetto a quelli di un soggiorno in albergo.
Conta però anche il cambiamento delle abitudini turistiche. Come spiega Enrico Rabboni di Meteor Viaggi Camper (azienda che vende camper usati), chi sceglie camper e campeggio cerca maggiore libertà di movimento, contatto con i territori, possibilità di viaggiare con animali domestici e gestione più autonoma degli spazi personali. Un aspetto che può pesare anche per famiglie con bambini, persone fragili o viaggiatori con esigenze specifiche di accessibilità.
In Italia, il fenomeno trova conferma anche nelle indicazioni degli operatori. Assocamp, associazione di riferimento per rivenditori, manutentori e noleggiatori di veicoli ricreazionali, segnala un incremento negli ultimi anni delle richieste di noleggio e acquisto di camper. Per la presidente Ester Bordino, chi sceglie questo modo di viaggiare cerca “più autonomia e maggiore contatto con la natura e l’autenticità dei luoghi”.
Il turismo open-air può diventare anche uno strumento per spingere i flussi verso aree meno congestionate. Assocamp ha promosso itinerari dedicati ai borghi e percorsi tematici, come quelli legati ai centenari di Dario Fo e di Collodi, l’autore di Pinocchio. In questa prospettiva, il camper può favorire un turismo più diffuso, capace di portare visitatori anche fuori dalle grandi città d’arte e dalle località balneari più affollate.
La comunità dei viaggiatori on the road si organizza inoltre attraverso app, portali specializzati e forum, strumenti che permettono di costruire itinerari, individuare aree di sosta, verificare accessibilità e condividere informazioni su percorsi, attrazioni e servizi. È un ecosistema digitale parallelo al turismo tradizionale, sempre più rilevante nella pianificazione del viaggio.
Ma la crescita non è priva di criticità. Il successo del turismo open-air non è automaticamente sinonimo di sostenibilità. Senza aree attrezzate, regole chiare e gestione dei flussi, l’aumento di camper e roulotte può generare pressione sulle infrastrutture locali, sosta fuori dagli spazi autorizzati, problemi nella gestione dei rifiuti e tensioni con i residenti.
Il caso spagnolo mostra bene il doppio volto del boom. In dieci anni il numero di camper è quasi triplicato, passando da poco più di 48mila veicoli a circa 137mila. Le destinazioni più richieste, come la Comunità Valenciana e la Costa Blanca, registrano alti tassi di occupazione delle piazzole. Ma proprio la crescita rapida ha fatto emergere problemi di sovraffollamento, carenza di infrastrutture e frammentazione normativa. A livello nazionale i camper sono equiparati alle auto, ma le regole su sosta e pernottamento variano da comune a comune, creando incertezza per i viaggiatori e conflitti nelle località più esposte.
L’Austria rappresenta invece un esempio di strategia più strutturata. Negli ultimi dieci anni i pernottamenti nei campeggi sono passati da 5,45 milioni nel 2015 a 8,8 milioni nel 2025, segnando il quinto anno consecutivo di record. Il comparto genera oltre mezzo miliardo di euro e sostiene tra gli 8mila e i 9mila posti di lavoro, con circa due terzi della spesa che resta nelle economie locali tra ristorazione, commercio e attrazioni turistiche. Il governo ha avviato la “Camping Strategy Austria 2030”, puntando su qualità dell’offerta, glamping, sostenibilità e destagionalizzazione.
Non tutti i Paesi europei si trovano però allo stesso livello di maturità. In Grecia, il campeggio cresce ma resta marginale rispetto al comparto alberghiero, che concentra oltre il 94% dei pernottamenti. I campeggi pesano meno dell’1% del totale, pur registrando un aumento del 4,4%. A frenare lo sviluppo contribuisce anche il quadro normativo: nel 2025 una legge ha introdotto forti limitazioni al campeggio libero e alla sosta dei camper fuori dalle strutture autorizzate, con multe a partire da 300 euro. Il governo è poi intervenuto per distinguere tra semplice parcheggio e campeggio vero e proprio, chiarendo che è consentito sostare senza installare strutture esterne.
In Lituania, invece, il nodo principale è la capacità ricettiva. Nel 2023 i pernottamenti nei campeggi sono stati circa 237mila, in aumento rispetto agli anni precedenti, ma i posti disponibili sono poco più di 4.200 e risultano insufficienti nei periodi di alta stagione. Le autorità mantengono inoltre regole ambientali stringenti, con divieti di campeggio libero e sosta vicino a corsi d’acqua o in aree forestali.
Il quadro europeo suggerisce quindi che il turismo open-air sia entrato in una nuova fase. Non più soltanto una modalità alternativa di vacanza, ma un comparto da organizzare, regolare e integrare nelle strategie turistiche nazionali. Il settore può aiutare a distribuire meglio i flussi, valorizzare borghi e aree interne, sostenere le economie locali e intercettare una domanda meno standardizzata. Ma può anche aggravare problemi già noti del turismo europeo: pressione sui territori, concentrazione stagionale, carenza di servizi e conflitti sull’uso degli spazi pubblici.
Per l’Italia, il terzo posto europeo è un punto di forza, ma non basta. I 49,1 milioni di pernottamenti in campeggi, aree camper e roulotte indicano una domanda già ampia. La sfida ora è trasformarla in valore stabile per i territori, investendo in aree attrezzate, servizi digitali, accessibilità, collegamenti con i borghi e percorsi capaci di funzionare anche fuori dall’alta stagione.
Il camper e il campeggio raccontano una vacanza più libera e flessibile. Ma proprio perché il fenomeno cresce, la libertà del viaggio all’aria aperta avrà sempre più bisogno di infrastrutture, regole e programmazione.

