Da fabbrica a capolavoro dell’architettura Green: ecco dove visitare il giardino pensile nel cuore della città

Alessandro Cipolla, 29 Giu 2026
lingotto torino
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Il Lingotto di Torino è uno di quei luoghi che racconta non solo la storia del capoluogo piemontese, ma dell’Italia intera. Il suo nome è legato in maniera indissolubile a quello della FIAT, alla famiglia Agnelli e all’automobile in generale. Questa infatti è stata per decenni la storica fabbrica della casa automobilistica ora diventata Stellantis, tanto da essere uno dei pochi edifici al mondo ad avere sul proprio tetto una pista automobilistica.
Qui soprattutto migliaia di operai hanno assemblato le automobili che hanno fatto la storia del nostro Paese e non solo. Quando la FIAT ha deciso di creare il più moderno impianto di Mirafiori, ecco che la fabbrica prima è stata riadattata alla realizzazione di elettrodomestici, poi dismessa. Come una Fenice però ecco che il Lingotto di Torino è rinato dalle proprie ceneri. Ora infatti è un apprezzato spazio polifunzionale, simbolo dell’architettura green e di quella tendenza al riutilizzo particolarmente in voga in questi anni. Scopriamo allora la storia del Lingotto di Torino e in cosa consiste la sua nuova vita.

Una storia che nasce durante la Grande Guerra

Da fabbrica a capolavoro dell’architettura Green: ecco dove visitare il giardino pensile nel cuore della città 

Nel pieno della Grande Guerra, Giacomo Matté-Trucco – già progettista FIAT –  ha realizzato il complesso stabilimento che avrebbe ospitato una sempre crescente azienda. Infatti l’invenzione dell’automobile, che è della seconda metà dell’Ottocento, già a inizio dello scorso secolo iniziava a farsi preponderante, sebbene non ai livelli che conosciamo oggi. Agnelli volle dunque realizzare qualcosa di magnificente sì, ma anche capace di rivoluzionare il tradizionale approccio ai complessi industriali.
Nacque così il Lingotto di Torino, una struttura costruita a più riprese tra il 1916 e i primi anni Trenta e caratterizzata da una serie di innovazioni incredibili per il periodo. Dopo la Seconda guerra mondiale il complesso venne soppiantato da Fiat Mirafiori per la parte produttiva, mentre qui furono dapprima costruiti elettrodomestici e, intorno agli anni Ottanta, la Lancia Delta. Dopodiché, le macchine industriali taccquero.
Il Lingotto di Torino non era però destinato a scomparire: ristrutturato da Renzo Piano, è divenuto dapprima uno spazio commerciale, poi uno fieristico (grazie a uno spazio di ben 7 ettari), poi ancora un auditorium e sala congressi. Dal 2022, inoltre, ospita il più grande giardino pensile urbano d’Italia, costruito ai lati della Pista 500 – risalente al 1926 – e con ben 40mila piante che lo rendono una macchia verde ispirata ai principi di sostenibilità su una location d’autore, a 28 metri da terra. 

Come vivere al meglio il Lingotto di Torino oggi

lingotto torino

All’interno del Lingotto di Torino ci sono moltissime esperienze da fare, che possiamo raccogliere sommariamente così:

  • La Pinacoteca Agnelli è l’esposizione della collezione privata di Giovanni e Marella Agnelli. Non delle opere qualsiasi: oltre a 7 opere di Matisse, ci sono anche lavori di Canaletto, Picasso, Renoir, Manet, Canova, Balla, Modigliani e Tiepolo. 
  • Pista 500 è il percorso artistico nel verde dove ammirare, oltre alle decine di migliaia di piante e arbusti, anche una serie di sculture e installazioni artistiche circondate dal vecchio circuito dove FIAT provava le sue nuove autovetture.
  • Il Museo Nazionale dell’Automobile di Torino, situato poco lontano dal Lingotto, ospita oltre 200 veicoli storici in un contesto moderno e dinamico che partendo dai lavori della casa Agnelli attraversa la storia delle quattro ruote.

Oltre a questo, il Lingotto di Torino ospita un grande centro commerciale con numerosi negozi, un UCI Cinemas, un supermercato e un hotel, per un vero e proprio polo della cultura, dell’attrazione e della storia industriale della prima capitale d’Italia.


Alessandro Cipolla
Alessandro Cipolla

Giornalista pubblicista e laureato al D.A.M.S., ama scrivere di tutte le cose belle che ci sono da vedere in Italia e in giro per il mondo.



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