Lazio, il borgo diviso in due dal lago che ospita una bellissima ghost town

Giuseppe Coppola, 26 Giu 2026
Castel di Tora

Dalla tragedia alla rinascita. Nel Lazio c’è un borgo che porta con sé una storia davvero particolare: un luogo abbandonato ma bellissimo e che unisce le sfumature di dramma e rinascita, tutte nello stesso territorio. È il racconto di Castel di Tora, la ghost town italiana.

Castel di Tora, la ghost town divisa a metà

Castel di Tora è un piccolo borgo situato nel cuore dell’Appennino laziale, sul lago artificiale del Turano. Un territorio davvero affascinante, incluso nella Riserva Naturale Monte Navegna e Monte Cervia, tra paesaggi incontaminati e il meraviglioso profumo delle ginestre che rendono l’esperienza in questa zona del Lazio davvero incantevole. 

Il centro storico di Castel di Tora è arroccato e non mancano testimonianze dell’architettura rurale medievale con le sue case in pietra a vista, i tetti in legno e le viuzze a misura d’uomo, un luogo dove il tempo sembra essersi fermato. Percorrendo le stradine strette ci si perde tra archi, scalinate e grotte. Borgo bucolico e affascinante, si fa apprezzare anche per le mura perimetrali della Chiesa di San Giovanni, punto di riferimento per tutta la comunità. E ancora, la Fontana del Tritone da cui si può osservare il magnifico panorama della valle del Turano. Da non perdere, il Palazzo del Drago del XV secolo che contava ben 365 finestre, e l’eremo di San Salvatore a picco sul lago.

Il dramma di Antuni

Ad attirare l’attenzione di Castel di Tora è soprattutto il mistero che avvolge il borgo di Antuni, paese storico e abbandonato. È considerato come uno dei paesi abbandonati più affascinanti dell’intera Penisola: la causa dell’abbandono fu l’errore di lancio di un pilota di caccia che vide Antuni al centro di un bombardamento tragico e non previsto, che danneggiò irrimediabilmente numerose abitazioni civili. Nonché il Castello di Antuni e molti edifici religiosi: per questo motivo, il paese fu abbandonato. Il Comune di Castel di Tora dopo il 1992 iniziò intensi lavori di restauro, rendendo il borgo visitabile: una storia di rinascita che permette ai visitatori di scoprire la bellezza di questo paesino, distrutto per errore.

Il borgo non può essere raggiunto con un veicolo. Per visitarlo, il consiglio è quello di tenere d’occhio le attività dell’associazione “Camminando con” che organizza numerose visite guidate in programma durante l’anno. Trekking tra la vegetazione, le mulattiere e viste sul lago possono rendere i momenti indimenticabili, da perfetta cartolina. Durante il percorso si può anche raggiungere l’eremo di San Salvatore, edificato quasi a livello dell’acqua: imperdibile la visita alla grotta naturale dell’Eremo dove viene custodito un altare ed alcuni affreschi seicenteschi. 

Cosa gustare a Castel di Tora: i consigli culinari

Non solo natura ma anche tante gustosità e prodotti tipici: Castel di Tora offre numerosissime selezioni di formaggi fatti sul luogo dagli agricoltori locali, specialità tra pecorini e vaccini, oppure la ricotta di pecora, E poi, cereali, tartufi e funghi porcini, senza dimenticare delle specialità ittiche del lago. Numerose sono le celebrazioni attorno ai sapori e le specialità del luogo, molto sentite e che regalano alle comunità del territorio momenti di convivialità da trascorrere in un territorio affascinante, avvolto tra storia e mistero. 


Giuseppe Coppola
Giuseppe Coppola

Giornalista pubblicista, laureato in Comunicazione. Un viaggio zaino in spalla è sempre una buona idea.



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