In questa città italiana puoi dormire in un vero igloo senza andare in Groenlandia

Nate come progetto temporaneo per gli sfollati, le case igloo di Milano sono ancora oggi un’attrazione speciale
Alessandro Cipolla, 26 Giu 2026
case igloo milano
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Nell’affascinante quartiere Maggiolina a Milano nord, pieno di meravigliose ville liberty, è possibile ammirare anche sei strani edifici, sei igloo di cemento, frutto di una sperimentazione architettonica straordinaria. Le case igloo di Milano, infatti, sono state edificate dall’ingegnere Mario Cavallè nell’ormai lontano 1946 e sono un simbolo tangibile del periodo post-bellico in cui Milano, devastata dai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale, cercava di risorgere dalle ceneri.
L’idea di creare abitazioni del genere è nata negli Stati Uniti, con l’architetto Wallace Neff che alcuni anni prima di Cavallè ne realizzò diverse sparse in Virginia, Arizona e California. Tornando a quelle a Milano, per decenni hanno rappresentato una sorta di attrazione per la Maggiolina, ma alcune di loro poi sono cadute in uno stato quasi di abbandono. Tra abbattimenti e riqualificazioni al giorno d’oggi ce ne sono ancora otto. Siete incuriositi? Scopriamo allora questo piccolo angolo della Groenlandia a Milano.

La storia delle case igloo di Milano, simbolo della rinascita dopo la guerra

Alla fine della Seconda Guerra Mondiale Milano si trovava in uno stato di emergenza. La città era stata gravemente colpita dai bombardamenti, molte abitazioni erano state distrutte, e c’era un disperato bisogno di alloggi per la crescente popolazione. In questo scenario di distruzione vennero edificate in via Lepanto, a ridosso del Villaggio dei Giornalisti, le case igloo. Furono pensate come alloggi e case popolari per le famiglie sfollate della piccola e media borghesia. Com’è facile immaginare, si tratta di vere e proprie abitazioni a pianta circolare, di circa 45 mq (più un’area sottostante che funge da cantina) con ingresso, bagno, due camere, cucina e un piccolo giardino intorno.
Gli igloo di Milano sono stati costruiti con un sistema a volta che permette di non avere muri portanti se non la stessa struttura esterna dell’igloo: questa caratteristica ha permesso di godere della massima flessibilità nella distribuzione degli ambienti interni che, quindi, potevano essere disposti a piacimento e secondo le proprie necessità. Per questo modello abitativo Mario Cavallè guardò molto lontano, agli Stati Uniti nei quali, in quegli anni, era abbastanza diffusa l’architettura circolare. L’ingegnere, infatti,  progettò anche le case a fungo dello stesso quartiere, demolite poi negli anni ’60.

Le case igloo oggi: si possono visitare?

Inizialmente, la case igloo, chiamate anche case zucca, erano otto, ma oggi ne sono rimaste solo sei, di cui una è totalmente abbandonata.  Inoltre, solo due hanno mantenuto l’impianto originario, mentre le altre hanno subito degli importanti interventi di ampliamento e ristrutturazione. In particolare, una è stata ripensata come open space. Una di queste, a giugno 2023, è stata anche messa in vendita ad un prezzo di circa 400 mila euro. Dagli operatori è stata definita a buon ragione “una soluzione unica nel suo genere, nascosta tra i grattacieli e i centri commerciali della grande metropoli”.
A questo punto una domanda sorge spontanea: si possono visitare? Le rimanenti otto case al giorno d’oggi sono delle abitazioni private. Per questo motivo possono essere ammirate dall’esterno, ma non visitate all’interno. Oltre alle case igloo, passeggiando per le stradine non trafficate del quartiere Maggiolina di Milano, è possibile ammirare molte ville in stile liberty con giardini immensi e glicini ovunque che inebriano grazie al loro profumo.

Copyright foto apertura: conoscounposto

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Alessandro Cipolla
Alessandro Cipolla

Giornalista pubblicista e laureato al D.A.M.S., ama scrivere di tutte le cose belle che ci sono da vedere in Italia e in giro per il mondo.



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