Il buen retiro dei Romani: qui puoi vivere una fuga al mare senza allontanarti troppo dalla città

Giuseppe Coppola, 20 Giu 2026
il buen retiro dei romani: qui puoi vivere una fuga al mare senza allontanarti troppo dalla città

Fenicia, greca, ma soprattutto romana. Dalla storia antichissima e dalle spiagge meravigliose, amatissima dai capitolini e divenuta meta d’elezione durante gli anni dell’emergenza Covid, quando non si poteva viaggiare fuori dal nostro paese, e tutti cercavano una soluzione “a portata di mano”. Un’isola a forma di mezzaluna, vero e proprio gioiello dell’Arcipelago pontino, il nugolo di spiagge davanti alle coste del Lazio meridionale che include anche Palmanova, Ventotene, Zannone e Santo Stefano.

Tutta la meraviglia di Ponza

Quando si parla dell’isola di Ponza, è difficile distinguere quale delle tante popolazioni e civilizzazioni che vi sono passate hanno lasciato il segno più importante. Si potrebbero citare i Romani, certo, ma si avrebbe solo un quadro parziale di quanto questo piccolo lembo di terra al centro del Mediterraneo è stato terra di conquista, condivisione e dialogo. Primi furono i Fenici, che la scelsero come centro commerciale anche per l’estrazione e la lavorazione dell’ossidiana. Poi arrivarono Aurunci, Ausoni, Enotri, seguirono i Greci che diedero a Ponza fondamentali infrastrutture idriche e proprio sotto il potere dell’Urbe l’isola acquistò il nome Pontia, mentre per la vicina Ventotene venne scelto il nome di Pandataria.

Dopo la fine dell’Impero romano, Ponza fu usata come luogo di esilio, saccheggiata dai Saraceni, abitata da numerosi ordini religiosi che si occupavano del territorio e della sua pur sparuta popolazione, e proprio alle numerose influenze religiose si deve parte del suo assetto contemporaneo, un mix di natura incontaminata e di zone abitate che, insieme, contribuiscono a definire la bellezza dell’isola.

Cosa vedere tra i tesori dell’isola

ponza

Il gioiello che i romani (quelli contemporanei) hanno custodito gelosamente per decenni è oggi una delle mete di riferimento del turismo balneare in estate. Che si decida di trascorrervi solo qualche ora o più di un giorno, difficilmente Ponza è una meta che delude. Peraltro, a discapito delle sue dimensioni non certo colossali, mette a disposizione una certa quantità di cose da vedere, di spiagge dove tuffarsi o crogiolarsi al sole, calette e punti panoramici, ma anche siti storici che risalgono all’epopea dell’Urbe.

Ogni visita all’isola di Ponza che si rispetti non può che partire da Cala Fonte, un angolo di paradiso che racchiude in sé l’essenza e la bellezza di quest’angolo privilegiato del Mar Tirreno. Una sensazione di bellezza che ritroviamo anche a Chiaia di Luna, una spiaggia dove arrivare preferibilmente in barca, mezzo privilegiato anche per godersi l’avvicinamento a Cala FelciCala Feola Cala dell’Acqua. Alcune di queste, per i più impavidi e disposti a camminare, le si raggiunge anche con dei sentieri immersi nella natura, ma è importante avere calzature adatte ed essere disposti a camminare anche per diversi chilometri.

Punta di Capo Bianco e le Grotte di Pilato

Una volta arrivati a Ponza lo sguardo si perde tra paesaggi senza paragoni, come quelli di Punta di Capo Bianco, che offre un contrasto straordinario tra il blu delle acque limpide e il bianco accecante della scogliera.

I veri nerd della storia troveranno poi pane per i loro denti visitando le Grotte di Pilato, grotte dove natura e bellezza si fondono, alla pari della Cisterna romana della Dragonara, un complesso costruito (ovviamente) dai Romani per convogliare le acque piovane in bacini di stoccaggio sotterranei, utili per risolvere la cronica carenza di acqua potabile nell’isola. Bellissimi anche i colori del Porto Borbonico, un arcobaleno che sembra voler ricordare le scenografie urbane della Marina di Corricella a Procida e che introduce idealmente al centro storico, un susseguirsi armonico di case color pastello dove atmosfere greche, profumi mediterranei e accoglienza italiana costruiscono una tappa imperdibile del viaggio.

Come arrivare a Ponza e come muoversi

Ovviamente, in nave. L’isola di Ponza è raggiungibile da 4 porti del Lazio e uno campano: Terracina, Formia, Anzio, San Felice Circeo e Napoli. La durata media del viaggio è di 1.30 h dai porti laziali, mentre da Napoli servono circa 3 ore in aliscafo. Il tragitto più rapido è quello che collega Terracina a Ponza in aliscafo, di circa un’ora. Per chi proviene da Roma con il treno, è possibile arrivare alla stazione di Anzio e da qui spostarsi anche a piedi verso il porto, da dove si muovono numerosi traghetti ogni giorno.

È possibile muoversi all’interno dell’isola in autobus, grazie ai collegamenti interni tra il centro storico e le principali spiagge (Cala Feola, Giancos, Le Forna). A Frontone si arriva con i taxi-boat, che partono dal porto di Ponza. È possibile infine noleggiare scooter e piccole vetture, mentre l’ingresso dell’automobile da fuori isola non è ammesso.


Giuseppe Coppola
Giuseppe Coppola

Giornalista pubblicista, laureato in Comunicazione. Un viaggio zaino in spalla è sempre una buona idea.



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