5 luoghi in Italia più amati dai “turisti delle radici”: ecco dove l’emigrazione italiana riscopre le sue origini

Stefano Maria Meconi, 04 Lug 2026
Castelnuovo di Garfagnana

C’è un legame invisibile, ma indistruttibile, che unisce le grandi metropoli d’Oltreoceano, selve di grattacieli e giungle di automobili sfreccianti, al silenzio placido dei piccoli borghi d’Italia. Negli ultimi anni, assistiamo a un fenomeno culturale senza precedenti, un turismo delle radici che potremmo anche definire turismo di ritorno, e che vede protagonisti milioni di italo-discendenti. Proprio loro, dai VIP hollywoodiani ai “commoners”, sono i protagonisti di una rivoluzione turistica, che li vede intraprendere il viaggio inverso rispetto a quello dei loro nonni e bisnonni. Non sono semplici turisti. Sono investigatori della propria storia, viaggiatori emotivi che cercano nei registri parrocchiali, nei sapori della cucina locale e nelle pietre dei centri storici un pezzo della propria identità, e che magari scelgono di rimanere in Italia, sfruttando le leggi sulla concessione della cittadinanza per gli italo-discendenti e le possibilità di acquistare case a 1 euro, come avviene in tanti comuni del Bel Paese. E il mondo del turismo l’ha capito bene: il 2026, per la prima volta da anni, ha aperto i voli diretti tra America e Italia anche ai cosiddetti scali minori. Ma quali sono i luoghi in cui gli italo-discendenti si rispecchiano di più? Ecco le 5 destinazioni più amate oltreoceano dagli italoamericani.

Lamezia Terme, la porta della Calabria che guarda al Canada

tropea, calabria

La recente riattivazione del volo diretto di Air Transat tra Lamezia Terme Toronto apre le porte della Calabria agli italo-canadesi che scelgono di ritornare nel nostro Paese per turismo. Sui social è pieno di esempi di questo tipo, come Nonna Rita, una signora calabrese che vive da 51 anni in Canada e che racconta le tradizioni della sua terra d’origine su TikTok e Instagram, mescolando inglese e dialetto calabrese. Una comunità, quella calabro-canadese, che torna per vivere la cruda autenticità di una regione complessa ma speciale. E tra i suoi luoghi preferiti non c’è solo Tropea con le sue spiagge da cartolina, ma anche la bella Pizzo con il suo tartufo gelato e i borghi arroccati della Sila, come Taverna o San Giovanni in Fiore, dove riscoprire la cucina della tradizione contadina e storie di famiglia dimenticate.

Palermo e i borghi dei Sicani

cosa vedere a palermo in due giorni

Il volo diretto Neos Palermo-New York (JFK), inaugurato all’inizio del mese di maggio, sta portando nell’isola un flusso continuo di italo-americani, spinti dalla bellezza di questa regione che in tanti, anche a generazioni di distanza, chiamano casa. La Sicilia, nell’immaginario oltreoceano, rappresenta la quintessenza della cultura italiana: il sole, i mercati storici e il culto della famiglia. Lo sa bene anche Dua Lipa, che l’ha scelta per celebrare le sue nozze a Palermo, e lo sanno Lady Gaga e tantissimi altri protagonisti del jet-set a stelle e strisce. Oltre alla città capoluogo con i suoi capolavori normanni, la nuova frontiera per gli americani è il turismo genealogico nei Monti Sicani e nei piccoli comuni dell’agrigentino e del corleonese, dove agenzie locali specializzate aiutano i turisti a ritrovare l’albero genealogico e i parenti rimasti in Italia.

Lucca e il fascino “oceanico” della Garfagnana

lucca

Lucca detiene un primato storico: è una delle province toscane che ha vissuto la maggiore emigrazione verso gli Stati Uniti (soprattutto San Francisco e Chicago), il Brasile e l’Australia. Per un americano di origine lucchese, varcare le mura cinquecentesche di Lucca ha un significato quasi sacro. Significa tornare alle origini, ripercorrere centinaia di anni di storia familiare, scoprire luoghi di autentica bellezza come la Garfagnana, dove la Toscana delle colline morbide della Val d’Orcia lascia spazio al verde intenso, alla montagna fiera e impervia, lontana dal turismo di massa, dove gustare baci di dama e necci con la ricotta o entrare in un laboratorio di figurine di gesso.

L’Aquila e la Maiella, l’Abruzzo che piace negli USA

pacentro

Sapevate che i nonni di Madonna, forse la cantante più famosa degli ultimi 50 anni, provenivano dal piccolo borgo abruzzese di Pacentro? Non è un caso che oggi gli statunitensi di origine italiana vogliano (ri)tornare in Abruzzo: basti pensare alle comunità abruzzesi di Philadelphia e Toronto, tra le più grandi degli USA, che sono dei veri incubatori di turismo potenziale. Le mete preferite? L’Aquila, ovviamente, alla prova della rinascita dopo il sisma del 2009, ma anche Santo Stefano di Sessanio con il suo albergo diffuso e la Majella nel suo complesso, dove fare trekking nei parchi nazionali e riscoprire vitigni storici come il Montepulciano d’Abruzzo.

Napoli, l’Irpinia e il Cilento

roscigno vecchia

Napoli e la sua provincia hanno plasmato la cultura pop italo-americana, lasciando la loro influenza in tanti ambiti, dalla musica alla cucina esportata a Little Italy. Basti pensare al recente vincitore di Sanremo, Sal Da Vinci, che è appunto un italo-americano a tutti gli effetti. E per quanto riguarda i viaggiatori comuni, se la Costiera Amalfitana attira il turismo internazionale generico, l’entroterra campano è il regno del turismo delle radici. Gli italo-discendenti oggi si spingono nei piccoli comuni dell’Irpinia o del Cilento interno. Cercano il sapore del vero ragù, l’artigianato locale e l’emozione di partecipare alle feste patronali estive, che le comunità all’estero ancora oggi continuano a celebrare a migliaia di chilometri di distanza dai luoghi d’origine.


Stefano Maria Meconi
Stefano Maria Meconi

Giornalista, appassionato di viaggi e tecnologia. Mi piace raccontare il mondo attraverso numeri e curiosità, perché ogni viaggio è un'esperienza da raccontare e condividere



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