Abbiamo trascorso 7 giorni in queste due città con i nostri bambini, ma una sola ci ha fatto innamorare

In viaggio con due bambini piccoli
Scritto da: battistelli
abbiamo trascorso 7 giorni in queste due città con i nostri bambini, ma una sola ci ha fatto innamorare

Dopo che negli ultimi anni la scelta per le nostre ferie era sempre ricaduta su una meta italiana, per quest’anno abbiamo deciso di riprendere l’aereo, direzione Portogallo, sfruttando anche un buono viaggio che avevamo. Il volo ci è costato 720 € per tutti e quattro, andata su Lisbona e ritorno da Porto.

Lisbona e Porto. Diario di viaggio

Giorno 1 – Lisbona

Atterriamo puntuali alle 13:35 a Lisbona; ritirata la nostra valigia, prendiamo la metro che ci porta dentro il nostro ostello. Sì, avete capito bene, perché il Sunset Destination Hostel che abbiamo prenotato si trova proprio all’interno della stazione di Cais do Sodré. Sistemate le pratiche del check-in scendiamo in strada, dato che la fame inizia a farsi sentire. La prima sosta è alla tanto pubblicizzata Casa do Pastel de Bacalhau: l’esperienza consiste in una crocchetta di baccalà ripiena di formaggio accompagnata da vin santo, buona ma niente di eccezionale.

Non soddisfatti ci dirigiamo nel vicino Time Out Market, mercato al chiuso con una grande varietà culinaria; dentro c’è anche la Manteigaria dove assaggiamo il nostro primo pastel de nata, davvero ottimo. Dopo esserci rifocillati, fuori dal mercato prendiamo uno dei tuk-tuk che in due ore ci fa fare un bel giro del quartiere Alfama e del Castello, tra salite, discese e viette, fermandosi nei monumenti principali e nei numerosi Miradouro della zona; è una soluzione molto comoda se hai due bambini piccoli e non puoi farli camminare per ore.

Al termine del giro siamo tutti stanchi, così torniamo in ostello per una bella doccia prima di andare a cena al O Português Chiado: cucina tradizionale e prezzi giusti, fanno un polpo che si squaglia in bocca.

Giorno 2 – Lisbona

Oggi ci aspetta un bel girovagare per Lisbona. Ritiriamo la Lisboa Card che per tre giorni ci dà la possibilità di utilizzare qualsiasi mezzo, entrare gratuitamente nei più famosi monumenti e ottenere vari sconti su altre attrazioni.

Per partire ci vuole una colazione da Pão da Ribeira, dove fanno dei prodotti da forno di alta qualità; Azzurra e Romeo escono tutti impiastricciati di cioccolato. Presi i giusti zuccheri siamo pronti per iniziare la giornata. Ci dirigiamo nei pressi di Praça do Comércio per prendere il famosissimo Tram 28, che fortunatamente la mattina è ancora poco affollato. È un tuffo nel passato: il tram come un serpente sinuoso si snoda tra viette e vicoli, passando dal quartiere Baixa (dove si può partecipare al free tour del quartiere, tutto gratuito) all’Alfama.

Scesi dal tram raggiungiamo l’Elevador de Santa Justa, un simbolo della città del secolo scorso, comodissimo per raggiungere la nostra prossima tappa: il Convento do Carmo. È una grandiosa e originale costruzione in stile gotico rimasta senza copertura in seguito al grande terremoto del 1755 e mantenuta tale. È stata una bellissima esperienza visitare questo luogo, con squarci di cielo e di sole che si fanno varco tra le rovine.

Finita la visita, scendiamo a piedi fino all’ondeggiante Praça do Rossio, dove non si può non far tappa al Mundo Fantástico da Sardinha, posto ben curato e colorato, perfetto per comprare qualche souvenir. A due passi dalla piazza facciamo un pitstop per darci un po’ di brio da A Ginjinha, un locale storico che vende shottini di liquore all’amarena. Per non rimanere a stomaco vuoto andiamo da Potato Project, dove fanno delle patatine fritte con qualsiasi condimento e salsa, spaziali.

Oramai si è fatta ora di pranzo, risaliamo sul Tram 28 che ci porta fino al capolinea Campo de Ourique, dove si trova l’omonimo mercato al coperto. Essendo un po’ fuori zona, non rientra nei classici giri turistici e quindi c’è pochissima gente. Pranziamo con delle ottime sardinhas assadas e un buon bacalhau à brás.

Stanchi di aver passato tutta la mattinata in giro, torniamo in ostello a ricaricare le pile. Usciamo che oramai è ora dell’aperitivo, quindi tappa obbligatoria nella Via Rosa, uno dei posti più fotogenici della capitale portoghese; immancabile la sosta da Pensão Amor, un vecchio bordello con ambienti goliardici, raffinati e originali. Per cena abbiamo prenotato da Atalho do Cais, dove mangeremo della carne buonissima: picanha alla griglia, wagyu, sushi di carne; anche la semplice cotoletta dei bambini era molto buona.

Giorno 3 – Sintra

Oggi si va in trasferta. Dopo la solita colazione, andiamo a prendere il treno direzione Sintra che in una quarantina di minuti ci porta a destinazione. All’uscita dalla stazione c’è molta confusione dovuta ai molti turisti che arrivano tutti insieme; ci ritroviamo un po’ spaesati e alla fine contrattiamo con un tassista privato che ci porterà nei vari punti di interesse che abbiamo scelto di visitare.

La prima visita la facciamo al Palácio Nacional da Pena (i biglietti si possono acquistare comodamente su Civitatis.com): immerso nel verde e tutto colorato, sembra uscito da una fiaba, è un vero gioiello architettonico. Abbiamo deciso di non visitare gli interni perché li ritenevo poco interessanti e abbiamo fatto il giro esterno e sulle terrazze, dove si possono ammirare panorami a 360 gradi. Per pranzo abbiamo trovato una vera chicchetta, il Villa Craft, locale molto piccolo con un’ottima birra e forno a legna.

Dopo esserci rifocillati, con il nostro taxi ci facciamo accompagnare alla Quinta da Regaleira. In assoluto l’esperienza più bella a Sintra: un bellissimo castello con un giardino immenso dove puoi trovare statue, grotte, labirinti, tempietti, laghetti e pozzi. Il tutto sembra una grande caccia al tesoro ed è molto bello perdersi nei suoi giardini; un posto fuori dal normale, tra il fiabesco e l’esoterico. Scendere nel pozzo è davvero suggestivo, ma ancora di più lo è perdersi tra i cunicoli sottostanti, dove i nostri figli si sono divertiti tantissimo.

Si è fatto metà pomeriggio e dopo tanto camminare siamo tutti stanchi, così torniamo alla stazione per riprendere il treno che ci riporta a Lisbona. Per cena andiamo al Baixa do Peixe che si affaccia su Praça do Comércio: ha una bellissima vista mare e fanno dei menu fissi di pesce, ma sinceramente non è niente di eccezionale. Dopo cena, per far contenti Azzurra e Romeo (e un po’ anche noi adulti), andiamo da CandyLisa per comprare ogni tipo di caramella.

Giorno 4 – Lisbona

Ultimo giorno a Lisbona. Con il tram 15 ci dirigiamo nel quartiere di Belém (qui si può prenotare il free tour del quartiere, anch’esso gratuito) per visitare l’omonima Torre che si affaccia sul fiume Tago. La struttura è affascinante e ricca di storia, inoltre si gode di una bellissima vista sul Ponte 25 de Abril; sinceramente la torre è più bella fuori che dentro. Da qui a piedi raggiungiamo il Monumento alle Scoperte, ma decidiamo di non salire in cima.

Poi, attraverso il sottopasso, andiamo al Mosteiro dos Jerónimos. C’è una coda pazzesca ma, grazie alla Lisboa Card e soprattutto a Romeo che è piccolino, parlando con l’inserviente chiudono un occhio e ci fanno entrare subito. Il monastero è bellissimo, con intricate decorazioni e dettagli scolpiti nella pietra che raccontano secoli di storia e splendore.

Dopo aver passato tutta la mattina a visitare monumenti, andiamo a svagarci nella vicina LX Factory. Luogo davvero caratteristico, è un quartiere ricco di negozi e ristoranti; da menzionare una bella libreria, ma vale la pena venire anche solo per guardare i murales e tutta la street art del posto. Dopo un rinfrescante aperitivo, per pranzo ci fermiamo alla 1300 Taberna dove cucinano un’ottima paella.

Belli riposati e a pancia piena, con il tram torniamo al centro di Lisbona, precisamente al Bairro Alto, girovagando tra chiese, il Miradouro de São Pedro, stradine, murales e pastel de nata. Per cena optiamo per un pub, il Dote Cervejaria Moderna, senza infamia e senza lode.

Giorno 5 – Porto

Oggi si cambia città. Con un comodo treno, in 3 ore e 15 minuti arriviamo a Porto. Il tempo di lasciare i bagagli al confortevole HF Tuela Porto e scendiamo in strada. Si è fatta ora di pranzo, così ci dirigiamo nel vicinissimo Mercado Bom Sucesso, uno splendido mercato al coperto dove si può mangiare qualsiasi cosa. Iniziamo con un antipasto di percebes per poi gustare un panino con maialino al latte davvero succulento. L’esperienza a Porto parte molto bene.

Per il resto della giornata ci perdiamo tra le varie viette del centro storico, tra chiese, murales, acquisti da Zara, pastel de nata e palazzi storici. Una menzione particolare va alla bellissima Cappella delle Anime. Dopo ore di camminata siamo stanchi; facciamo una doccia rigenerante in hotel e siamo pronti per la cena, non senza aver prima recuperato la scimmietta di peluche di Azzurra dimenticata da Zara, facendo una corsa pazzesca prima della chiusura. Per cena questa volta non abbiamo prenotato: andiamo casualmente a Casa Guedes Progresso dove mangiamo bene, pur senza eccessi.

Giorno 6 – Porto

Il tempo è uggioso e qualche gocciolina ci dà il buongiorno. Andiamo alla famosa Libreria Lello (quella di Harry Potter), ma senza aver prenotato è impossibile entrare, così ripieghiamo sulla Torre dei Chierici dove è possibile salire sul campanile e avere una vista su tutta la città. Da qui andiamo alla stazione di São Bento per ammirare i bellissimi azulejos.

Poi, camminando, scendiamo fino al fiume Douro per attraversare a piedi il Ponte Dom Luís I e andare a Vila Nova de Gaia. Il ponte ha la particolarità di poter essere percorso sia sopra che sotto; passando sopra si ha una vista magnifica di entrambe le sponde. Dall’altra parte del fiume ci sono tutte le cantine del vino Porto: noi scegliamo la Cantina Burmester, meno conosciuta di altre ma bellissima, incastonata nella roccia e circondata da botti molto grandi. Abbiamo fatto la visita guidata in italiano con degustazione finale; i gestori sono stati gentilissimi e hanno omaggiato i nostri figli con un succo e dei cioccolatini.

Dopo la degustazione eravamo “dignitosamente brilli”, quindi abbiamo fatto tappa alla Casa do Pastel de Bacalhau per un aperitivo e poi abbiamo pranzato al Mercado Beira-Rio. Per risalire in cima al ponte, con grande entusiasmo dei bimbi, abbiamo preso la teleferica e da qui siamo tornati in hotel per riposare un po’.

Usciamo per l’aperitivo, rigorosamente in zona Ribeira, per ammirare il tramonto sul fiume con uno spritz in mano. Per cena avevo prenotato prima di partire al Meia-Nau, un ristorante di pesce favoloso: tutto buonissimo, compreso il vino consigliato.

Giorno 7 – Rientro in Italia

Sveglia la mattina presto e si ritorna in Italia. Vi consiglio di usare il taxi: con soli dieci euro vi portano dal centro città all’aeroporto.

Conclusioni

Lisbona è bella, grande, con tantissime cose da fare e si mangia veramente bene spendendo il giusto, ma noi abbiamo lasciato il cuore a Porto. È molto più a misura d’uomo, ci è sembrata più autentica e meno votata al turismo: un vero gioiello. I bambini si sono divertiti tanto a girovagare tra monumenti e stradine.


battistelli
battistelli
Guarda la gallery
lisbona e porto_1811742463



Commenti

Lascia un commento

Leggi anche
In evidenza