In questo borgo dell’Umbria l’acqua scorre tra le case e il profumo del tartufo è ovunque

Alessandro Cipolla, 27 Apr 2026
in questo borgo dell'umbria l'acqua scorre tra le case e il profumo del tartufo è ovunque

Guardando una foto di Scheggino il primo pensiero corre subito alle atmosfere del Mulino Bianco. Un mondo ovattato, dall’aspetto irreale e fuori dai canoni dei nostri tempi. Se tutto il mondo corre senza sapere bene dove andare, questo paese invece appare come fermo del tempo “ad aspettare qualcuno o qualcosa“. Può sembrare strano, ma ancora esistono posti del genere dove l’acqua scorre placida tra le cose e nell’aria c’è quel profumo di montagna misto al buon cibo che è difficile da spiegare a parole.
Parliamo oggi di un borghetto minuto e carino che sta a pochi chilometri da Spoleto ed è facilmente raggiungibile da Perugia. Di recente è entrato nel prestigioso club dei Borghi più belli d’Italia, un attestato che sottolinea l’autenticità e le tradizioni secolari di questo posto. Tra le stradine ci si trova circondati da belle mura medievali e scorci pittoreschi, accarezzati dal mormorio del fiume Nera che scorre placido accanto al paesello di neanche 500 anime. Castelli, chiese e mulini e certe esperienze gastronomiche – tartufo nero, anche pregiato – sono parte di un borghetto che racconta una storia di effettiva resilienza. Pronti?

Scheggino, storia di quel borgo più bello d’Italia

scheggino, interno borgo, umbria.
Scheggino, lì in mezzo alle bellezze della Valnerina umbra, ha le origini risalenti al XII secolo. Nasce come un castello fortificato del Ducato di Spoleto ed era fondamentale per controllare uno dei ponti sul fiume Nera. Le antiche mura e il torrione semidiroccato fanno da testimoni al passato medievale: un capitolo semplicemente epico della storia di Scheggino viene il 23 luglio 1522 quando il borgo viene assediato da Picozzo Brancaleoni e le sue truppe ribelli. Da sempre sotto il Ducato di Spoleto, Scheggino fece una leva di 1000 uomini per aiutare la famiglia degli Orsini; in quel periodo i molti castelli della Valnerina subivano pesanti tasse e si sottrassero da Spoleto, se non per la fedelissima Scheggino.
Ciò finisce per rendere Scheggino l’unico borgo incastellato ancora sotto al Papato, infastidendo pesantemente tutti gli altri castelli della valle. Mentre gli uomini quel 23 luglio erano occupati nei campi a far la mietitura, Picozzo Brancaleoni fece irruzione nel borgo che venne militarmente difeso da donne, bambini e anziani finché non arrivarono gli uomini a finire di respingere l’assalto a tradimento.

Qui le donne hanno fatto la storia

Ciò ha portato alla creazione della Festa delle donne nel 1962, più una rievocazione storica annuale. Oltre le varie gesta militari, il borgo è stato un importante centro economico regionale per l’artigianato e per l’industria, perché la Valchiera (per lavare e colorare le stoffe) e la Ferriera (lavorazione del ferro) ne sono stati a lungo i suoi pilastri dell’economia, tant’è che (a voce) si tramanda ancora che le cancellate del Pantheon e della Basilica di San Pietro siano state fabbricate qua. Nel 1631 Papa Urbano VIII rilancia la strada carrozzabile per trasportare il ferro e nel 1639 Scheggino ottiene il diritto di ospitare un mercato mensile e di imporre pedaggi, consolidando in maniera effettiva il ruolo di centro commerciale.
Piccola curiosità: il modo di governare era singolare: le terre erano coltivate in usufrutto comunitario, senza proprietà privata. Quando erano abbandonate tornavano velocemente al Comune, rafforzando una comunità molto coesa e unita.

Scheggino, cosa vedere tra storia e bellezze senza tempo (e anche in zone vicine)

borgo di schegginoVista stupenda delle bellezze di Scheggino
Scheggino ti fa viaggiare tra epoche diverse. Anzitutto imperdibile è il Castello di Scheggino della seconda metà del XIII secolo, causa incursioni saracene, e si erge con un’imponente torre di vedetta massiccia e molto austera. I segni del passato medievale ci stanno ancora tutti: archi decorati, portali e 2 su 3 delle porte originali, cioè la Porta di Valcasana e la Porta del Pozzo. Un canale artificiale si attraversa il borgo, che una volta alimentava i mulini, molto armonioso.
Le cose da vedere non sono proprio poche, contando la grandezza del tutto: continuiamo con la Chiesa di San Nicola, documentata almeno nel 1210, tesoretto artistico con gli affreschi del maestro Giovanni di Pietro detto lo Spagna e altre operette locali come la Madonna in Gloria di Guidubaldo Abbatini come testimone del Rinascimento umbro. Eventi miracolosi e… indulgenze papali, fateci un salto.

Il Museo del Tartufo

Sempre a Scheggino nel centro storico c’è il Museo del Tartufo Urbani, tutto sul tartufo umbro e la storia della famiglia Urbani che ne ha fatto un simbolo globale. Museo gratuito con fotografie, strumenti antichi e un viaggio nel mondo del tartufo (raccolta a commercializzazione); qui si possono comprare tartufi freschi, funghi porcini e cose locali. Volendo puoi andare alla Casa della Fiaba, parte del progetto dell’associazione “Il Giardino di Matisse”, per i bambini e per gli adulti un po’ nostalgici con giocattoli antichi, bambole di porcellana e una biblioteca di fiabe di tutto il globo.
C’è pure la Casa del Contadino, un museo ben curato su utensili, mobili e oggetti dei mestieri tradizionali come il tartufaio, il falegname e il mugnaio. Un omaggio alla cultura contadina, insomma, ma per una totale inversione a U c’è lo Spazio Arte Valcasana nel Parco di Valcasana, centro culturale con mostre ed eventi artistici.

Cos’altro vedere in questo splendore

Scheggino non finisce qui. In zona c’è il Mulino di Pontuglia del XV secolo, gioiello di ingegneria idraulica tardo-medievale, alimentato da un canale che viene dal fosso di Pontuglia e ha ancora i macchinari originali del XVII secolo che si usavano per macinare cereali, olive e spremere la sansa. A poca distanza da poi Scheggino c’è un altro castello, quello che si chiama effettivamente castello di San Valentino, con una piccola chiesa romanica con gli affreschi che vanno dal XIV al XVI secolo, fra cui ci spicca una Crocifissione stupenda. Il castello è dedicato al Santo Vescovo di Terni, noto protettore degli innamorati.
Non abbiamo finito coi castelli perché in zona (a Civitella e a Ceselli) ci sono altre due cose. A Civitella c’è la Chiesa di San Giovanni dentro a un castello ellittico del XIII secolo, con affreschi e una tela di Giovanni Catena, più un enigmatico scheletro con falce e clessidra sugli altari a ricordo della fragilità della vita. Poi invece c’è il Castello di Ceselli con le case in pendio, e lì c’è la Chiesa di San Michele Arcangelo del XIV secolo, affrescata, con una tela su San Vito incoronato dagli angeli. Ceselli fu importante anche perché nel 1831 Pio IX si venne a rifugiare qua.
Il Monte San Vito a 926 metri di altitudine dà uno spettacolo naturale impareggiabile, che nelle giornate limpide si estendono fino alla Cascata delle Marmore. Quando la nebbia avvolge il monte il panorama diventa onirico e le valli circostanti (Campofoglio e Pisciarella) hanno bei percorsi naturalistici.

Scheggino, dove si trova e come arrivare

Scheggino è un bel borghetto in mezzo all’Umbria, in Valnerina, sulle rive del fiume Nera. Sta a circa 43,3 km dalla città di Perugia, percorrendo la SS3. Per arrivare a Scheggino è abbastanza semplice e c’è l’opportunità di farsi alcuni dei paesaggi più belli dell’Umbria.
In auto partendo da Perugia si percorre la SS3 verso Spoleto per poi seguire la strada della Valnerina fino al borgo. Il viaggio dura un’oretta e regala scorci incantevoli lungo tutto il percorso.
Per chi viaggia da Roma, invece, si può prendere l’autostrada A1 fino all’uscita per Orte e poi seguire la E45 verso Terni, imboccando poi l’uscita per Scheggino; sono due orette, più o meno. Scheggino è ben collegato dai mezzi pubblici (cosa mai troppo scontata): si può raggiungere in treno da Perugia fino a Spoleto e poi andare di autobus locali, mentre chi parte da Roma ha un po’ più di due ore di viaggio ma ci sono i bus diretti.



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