Sembra quasi di stare a Barcellona: in questa città italiana si parla catalano da almeno 500 anni

Immaginate di aver voglia dei colori della Spagna, ma con un mare più bello e a un tiro di schioppo da un locale che vi fa la paella e uno che vi fa un succulento porceddu: siete i benvenuti ad Alghero. Non a caso questa città è soprannominata la “piccola Barcellona” per due motivi ben precisi. Il primo è che qui buona parte della popolazione parla una lingua che proviene dal catalano, il secondo invece è che anche Alghero è celebre per la sua vita notturna, specie in estate. Con oltre 40.000 abitanti, da anni ormai questa cittadina si è imposta come una delle mete turistiche per eccellenza in Sardegna, ma durante l’anno è animata dai tanti studenti che qui frequentano l’Università. Scopriamo allora le mille sfaccettature di Alghero, un posto dove sono tante le cose da fare, da vedere e da assaporare.
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Alghero, cosa vedere e visitare tra nuraghi e mare protetto
Una città molto antica, senza dubbio, con diversi nuraghi che fanno da testimoni ancora intatti a Palmavera e Sant’Imbenia e tutta un’area marina protetta che va da Capo Caccia ad Isola Piana, con il tipico e meraviglioso mare della Sardegna, giudicato il secondo più bello al mondo. È dove ancora si parla una variante del catalano arcaico, cosa che la rende a tutti gli effetti un’isola linguistica ben tutelata e adatta a ogni tipo di turista.
Il promontorio di Capo Caccia, la Grotta di Nettuno e le Nuraghe di Palmavera
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Capo Caccia, il promontorio che ha di fronte l’Isola Piana, ha una roccia che sembra caduta direttamente dal cielo. Bellezza e natura vanno a braccetto in questo promontorio tutto calcareo che guarda con calore il Mediterraneo, un amore incondizionato per chi preferisce il trekking. Qui si trova la Grotta di Nettuno piena di stalattiti e stalagmiti, dove si può arrivare in barca (tranne col mare mosso) o con un sentiero panoramico non adatto a tutti, visti gli oltre 600 scalini. Alla base del promontorio ci sono le Nuraghe di Palmavera, il complesso nuragico più grande di tutta la Sardegna.
Torri e bastioni spagnoli
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Le tantissime torri e i bastioni spagnoli si punteggiano tutta Alghero, una delle poche città che effettivamente è riuscita a mantenere ben più della metà delle vecchie mura, che sono anche nel centro storico. Solo qui ce ne sono diverse, come la Torre di Sulis che sta in piazza, o la Torre di Garibaldi che sta su una banchina (con le barche di fronte e i bar tutt’intorno) o quella di San Giacomo, chiamata anche del canile perché venne adibita come tale. Quella di San Giacomo è quella più in basso a sinistra in copertina, e da lì comincia una passeggiata da fare con calma per i Bastioni di Marco Polo.
Museo del Corallo di Alghero
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Al centro storico, fra le varie torri, cose e chiese (come quella di Nostra Signora della Mercede, quella di San Giuseppe ma soprattutto la Cattedrale di Santa Maria e la Chiesa di San Francesco, sul gotico-catalano) c’è il Museo del Corallo. Nell’affascinante cornice di una villa liberty, questo museo ospita i coralli rinvenuti nella zona di Alghero, celebri anche a livello artigianale. Il costo del biglietto è di 7 euro per l’intero e di 5 euro per il ridotto, mentre per quanto riguarda gli orari è aperto tutti i giorni il mattino e il pomeriggio, con chiusura durante le ore mediane.
Necropoli di Anghelu Ruju
La Necropoli di Anghelu Ruju (angelo rosso) è la più grande necropoli della Sardegna (pre-nuraghi, almeno), a neanche una decina di km da Alghero, scoperta all’inizio del ‘900 mentre stavano cercando di creare una casa. Finirono per trovare più di una trentina di ipogei, rendendolo direttamente il gruppo di grotte sepolcrali preistoriche della Sardegna del Nord.
Grotta dei Vasi Rotti
La vista dalla Grotta dei Vasi Rotti è fenomenale
Qui c’è uno dei panorami più belli di tutta Alghero, famosa anche per la propria ferrata, di recente famosa grazie soprattutto ad Instagram. Si possono fare foto da tante vedute, ma il panorama è semplicemente qualcosa di diverso, da come potete vedere: si vedono le Falesie, Punta Giglio e Monte Doglia. Alghero è sullo sfondo, seppur non completamente protagonista, ma la vista è qualcosa da provare nel modo più assoluto. La Grotta dei Vasi Rotti (o dei Cocci Rotti) si chiama così a causa della tanta ceramica ritrovata lì dentro.
Alghero: dove andare in spiaggia
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Fatti i vari ed eventuali tour, it’s beach time. Le spiagge della piccola Barcellona sono famose per l’acqua cristallina, i coralli ed il fondale basso, cosa che permette belle passeggiate (utilizzate le calzature apposite, però, parliamo per esperienza). Tutte le spiagge di Alghero sono di uno splendido color smeraldo; la più conosciuta è senz’altro la Spiaggia delle Bombarde, con la sabbia fine anche in mare, una marea di ristoranti e una pista ciclabile.
Ce ne sono diverse, come quella di Mugoni o quella del Lido di San Giovanni, ma quella che più vi consigliamo è Cala Dragunara, a Nord di Alghero: è una piccola cala dalla spiaggia color del sole con giusto una ventina di posti, bella sia di giorno che di sera. Posto perfetto per lo snorkeling, anche da qui si parte per la Grotta di Nettuno.
Cosa mangiare ad Alghero
È più o meno da metà del Trecento che gli spagnoli influenzano Alghero, fra un’invasione (riuscita o meno) e l’altra. Nel 1354 Pietro Il Cerimonioso espelle liguri e sardi per far spazio ai catalani, dopo un assedio fallimentare seguito però da una vittoria diplomatica, popolando Alghero. L’influenza è rimasta ed è evidente soprattutto in cucina, dove il piatto più famoso è sicuramente la paella algherese, i culurgiones di patate, l’immancabile fregola sarda, le linguine all’astice o la bottarga di muggine.