7 giorni in Arabia Saudita: viaggio in un paese alla prova della modernità

L’Arabia Saudita è stato un viaggio inaspettato, una decisione last second alla ricerca di una destinazione vicina ma interessante e che combinasse storia, cultura e natura, e che non fosse sovraffollata. Direi aspettative pienamente superate! Ho prenotato il volo Roma-Jeddah con Wizzair, con partenza il 1 gennaio, circa 4.5 ore di volo. Sull’aereo era presenti tanti passeggeri con l’Ihram, l’abito sacro che segna l’ingresso in uno stato di purezza e devozione.
Questo perché esistono dei confini geografici sacri chiamati Miqat, che circondano l’area della Mecca. Un pellegrino non può oltrepassare questi confini senza essere già nello stato di sacralità (Ihram). Poiché il volo Roma-Geddah entra nello spazio aereo del Miqat prima di atterrare, i passeggeri devono prepararsi durante il volo o prima di imbarcarsi.
L’Ihram per gli uomini consiste in due teli di cotone bianco, rigorosamente privi di cuciture. Questa semplicità ha un valore profondo:
- Uguaglianza: davanti a Dio non esistono ricchi o poveri, re o sudditi. Tutti indossano la stessa veste umile per annullare le distinzioni sociali.
- Purezza: il bianco simboleggia la purezza interiore e il distacco dalle vanità del mondo materiale.
- Promemoria della mortalità: la veste ricorda il sudario bianco usato per i defunti, sottolineando che l’uomo non porterà con sé nulla dei suoi beni terreni
Già dall’aereo quindi siamo entrati in contatto con una cultura diversissima, ma per alcuni aspetti simile alla nostra.
Indice dei contenuti
Diario di viaggio in Arabia Saudita
Giorno 1 – Arrivo a Jeddah
Arrivati a Jeddah e sbrigate le formalità di ingresso, un transfer ci ha accompagnato al nostro hotel, Sarwat Park Hotel, situato proprio accanto alle Corniche nord. Le Corniche non sono altro che il lunghissimo e spettacolare lungomare della città che si affaccia sul Mar Rosso. Non è solo una strada costiera, ma il vero cuore pulsante della vita sociale e turistica della città. Si estende per circa 30 chilometri ed è divisa in diverse sezioni. Dopo un primo assaggio del traffico e delle luci della città, ci siamo godute un meritato riposo.
Giorno 2 – Snorkeling sul Mar Rosso
La mattina seguente pronte per il transfer che in circa 40 minuti ci ha portato presso il diving che organizza anche escursioni di snorkeling sul Mar Rosso. L’escursione è stata prenotata a circa 90 euro con Get Your Guide. Il mare era cristallino e la temperatura perfetta, ma l’escursione in sé niente di che, la barca si ferma nei pressi di una barriera corallina ma c’erano pochi pesci e tante meduse, sicuramente ci sono lidi molto più belli in Arabia per il mare.
Nel pomeriggio abbiamo fatto una piacevole passeggiata sul lungomare tra giardini e aree pedonali/ciclabili, e abbiamo goduto di un bel tramonto. La temperatura è calda e piacevole.
Abbiamo preso un Uber che con pochi Sar ci ha portato al Red Sea Mall che è gigantesco con qualsiasi brand al suo interno, sicuramente un posto piacevole per passare un paio di ore e anche per cenare.
Giorno 3 – Alula
Il giorno successivo, trasferimento in Aeroporto con Uber (qui sono comodi ed economici) e volo per Alula con Saudi Air, decisamente un’ottima compagnia. Nel terminal 1 dell’aeroporto abbiamo anche potuto vedere un grande acquario con pesci tropicali. Il volo dura poco più di 1 ora e appena atterrati si percepisce di essere in un posto maestoso e desertico. Fondamentale noleggiare l’auto perché ci sono pochissimi taxi e uber. Noi abbiamo noleggiato con Discovery car che si appoggiava a un fornitore locale (theeb), ma a parte la lunghissima trafila per la parte burocratica, il noleggio è andato benissimo e ci hanno chiesto la nostra patente (non quella Internazionale). Abbiamo speso circa 45 euro al giorno con Full Insurance e la benzina costa solo 48 cent al litro!
Dall’aeroporto al nostro appartamento nei pressi di Alula sono circa 35 minuti di auto.
Fatto il check nella comoda Suite al Oraini, un appartamento dotato di cucina/salotto, camera da letto e bagno, molto pulito e confortevole e con piccolo market e farmacia di fronte casa, siamo andate a passeggiare nella città vecchia.
Sono 5 minuti di strada, si lascia l’auto presso uno dei 2 parcheggi situati all’ingresso nord o sud e dei comodi minibus o golf car ti portano fino all ingresso del centro, completamente pedonale. E’ tutto organizzato alla perfezione, il parcheggio e le navette sono gratuite, non ci sono tempi di attesa, e passeggiare ad Alula è piacevole e tranquillo. C’è un’illuminazione molto attenta e soft, rendendo l’atmosfera molto suggestiva.
La Città Vecchia di AlUla è un labirinto di strade fitte fiancheggiate da case in mattoni di fango, negozi di artigianato eleganti e tipici, piazze e Ristoranti. Al di sopra di tutto, una fortezza del X° secolo domina ancora sulla città e sulla sua pittoresca valle desertica.
Ci siamo fermate per cenare in un Ristornate tipico, con piatti squisiti e servizio impeccabile.
Giorno 4 – Al Jadidah, Maraya
La mattina successiva, sveglia all’alba per il tour della riserva naturale per vedere gli animali (struzzi, orici, gazzelle) e ammirare l alba che spunta dalle meravigliose rocce. Siamo arrivati in circa 15 minuti di auto alle porte di Hegra, da dove parte il Tour. Il tour si svolge su comode Jeep, e data la temperatura decisamente frizzante, ci hanno dato delle calde coperte e offerto un tea caldo. Il tour è molto bello soprattutto per i panorami e per i colori che assumono le rocce. Con il sorgere del sole il deserto cambia completamente aspetto, mantenendo intatto il suo fascino. Il silenzio e la maestosità regalano due ore di pace, ed è possibile vedere da vicino animali tipici della zona.
Rientrati dal tour, abbiamo fatto una abbondante colazione da House of french toast ad Alula, seguita da una passeggiata nel silenzio della città vecchia completamente deserta. Abbiamo visitato Al Jadidah, la parte artistica con murales e gallerie d’arte, camminando nelle viuzze e addentrandoci all’interno della città, caratterizzata da negozi tipici, di artigiani, case visitabili.
Dopo un paio di ore di riposo abbiamo guidato una strada molto panoramica per arrivare a Maraya che è veramente impattante. Maraya è una delle opere architettoniche più affascinanti degli ultimi anni: è una fusione tra arte, tecnologia e natura.
Il nome “Maraya” significa “specchio” in arabo, ed è estremamente letterale: l’edificio detiene il Guinness World Record come il più grande edificio specchiato al mondo.
Progettata dallo studio italiano Giò Forma l’idea alla base di Maraya è quella di un’architettura che vuole celebrare e fondersi con il paesaggio. Grazie agli specchi, l’edificio sembra scomparire, riflettendo le imponenti formazioni rocciose di arenaria e i colori cangianti del cielo.
La visita, prenotabile dal sito ufficiale (circa 22 euro), consente anche di avere un tour guidato dell’interno: infatti Maraya è un centro culturale e una sala da concerti polifunzionale e all’avanguardia. Sul tetto si trova anche il ristorante dello chef stellato Jason Atherton, che offre una cucina raffinata con vista panoramica sulla valle.
Rientrando ad Alula ci siamo fermate per cenare da Somewhere, un Ristorante con un bellissimo giardino e menu tipico con contaminazioni mediterranee.
Giorno 5 – Hegra
La Giornata seguente ha visto finalmente la visita di Hegra, la seconda città dei Nabatei.
Anche questa visita prenotata dal sito ufficiale (circa 30 euro), si arriva in circa 15 minuti di auto e si sale a bordo di bus elettrici con una guida, che si ferma in 4 zone diverse per vedere le tombe principali in una natura stupenda. Nell’attesa abbiamo mangiato un gelato ottimo della Romana.
Hegra È il gioiello dell’Arabia Saudita e, nel 2008, è stato il primo sito del Paese a essere nominato Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO. A differenza di Petra, dove le facciate sono scavate in strette gole rocciose (i Siq), a Hegra le tombe sono scolpite in enormi monoliti di arenaria isolati che emergono maestosi dalla sabbia dorata del deserto.
Sono rimaste conservate 111 tombe monumentali, la maggior parte delle quali risale a un periodo compreso tra il I secolo a.C. e il I secolo d.C.
La loro caratteristica è uno Stile eclettico: Poiché i Nabatei controllavano le rotte delle spezie e dell’incenso, la loro architettura fonde influenze egizie, greche, romane e assire. E’ possibile vedere capitelli corinzi accanto a merlature a “gradoni” tipiche della Mesopotamia.
Qasr al-Farid (Il Castello Solitario), è sicuramente il simbolo di Hegra. Si tratta di un’unica, imponente tomba scavata in un masso isolato. È rimasta incompiuta verso la base, il che ci permette di capire come lavorassero gli antichi scalpellini (dall’alto verso il basso).
Dopo la visita di Hegra siamo andati ad Elephant rock (circa 20 minuti di auto) che è veramente impattante.
Accanto a Elephant Rock c’è anche Vessel Rock. La roccia deve il suo nome alla sua forma particolare, frutto di milioni di anni di erosione causata dal vento e dall’acqua, che la fanno somigliare a un grande vaso o una bottiglia. Come gran parte delle strutture di AlUla, è composta da arenaria rossa, che assume sfumature spettacolari durante l’alba e il tramonto.
Al tramonto la zona di Elephant Rock prende vita, e tutto viene illuminato a regola d’arte, creando un’atmosfera suggestiva.
I tranquilli bar offrono drink e cibo semplice, abbiamo mangiato un ottimo hamburger da Salt, comodamente sedute su un divano ad ammirare il paesaggio.
Giorno 6 – Oasi di Alula
L’ultimo giorno ad Alulaci siamo recate a colazione da Pink Camel, un caratteristico bar perfetto per colazione o brunch circondato da un orto, palme, curati giardini con altalene e un’atmosfera rilassante che invita a fermarsi e fare due passi nell’Oasi di Alula. Abbiamo passeggiato nell’oasi e visitato alcune case tipiche addentrandoci all’interno della città antica, o meglio delle sue rovine e mura in fango. Infine siamo andate a Harrat viewpoint dove si arriva attraversando una strada panoramica e salendo tra tornanti e deserto per circa 25 minuti. Dai suoi quasi 1300 mt si vede tutta la zona e vi è un ristorante/bar panoramico per passare il tempo godendo di una vista mozzafiato, silenzio e pace. Rientrando verso valle abbiamo anche incontrato 3 cammelli che passeggiavano tranquilli.
Purtroppo è tempo di ripartire verso Jeddah, ma Alula ci è rimasta nel cuore. Solo da febbraio avrebbero aperto una serie di installazioni artistiche sparse nel deserto, sono sicura in futuro diventerà una meta molto visitata, ma vederla ora con questa pace non ha davvero prezzo.
Rientrate a Jeddah, ci siamo dirette verso il nostro Arjan Park Hotel Jeddah, una struttura nuovissima, molto vicina alla città vecchia. Siamo andate sempre con un comodo ed economico Uber a vedere la fontana più alta del mondo, Fontana di Re Fahd, e da li a cena nell’ottimo Cafè Aroma.
Giorno 7 – Al Balad
L’ultimo giorno a Jeddah abbiamo finalmente visitato Al Balad, patrimonio Unesco dal 2014. Abbiamo preso dei comodi monopattini elettrici in Hotel ed in pochi minuti siamo arrivati in un luogo magico, nonostante al momento la zona sia soggetta a importanti lavori di restauro, per il piano Vision 2030. La caratteristica architettonica più incredibile di Al-Balad è il materiale di costruzione. Poiché nel deserto non c’era molta pietra adatta, le case furono costruite utilizzando blocchi di corallo estratti dal Mar Rosso, cementati con fango e calce. Le facciate sono decorate con i Roshan, elaborati balconi chiusi in legno intagliato che servivano sia per la Ventilazione, che per la Privacy: permettevano a chi stava dentro (specialmente alle donne) di guardare fuori sulla strada senza essere visti dall’esterno.
Camminare per Al-Balad significa perdersi in un labirinto di vicoli stretti dove l’odore di incenso, spezie e oud riempie l’aria. Nel souq si può trovare di tutto: dai datteri ai gioielli d’oro, dala frutta secca fino ai tessuti pregiati. Qui è possibile visitare anche la casa Museo Beit Nassif. Costruita alla fine del 1800 per un ricco mercante, ha ospitato il re Abdulaziz (il fondatore dell’Arabia Saudita moderna) nel 1925.
Una curiosità: le scale all’interno sono larghe e poco inclinate per permettere ai cammelli di salire fino ai piani superiori per consegnare i carichi di cibo e acqua! Dopo aver sorseggiato caffè, succhi e un pranzo leggero, ci spostiamo verso l’aeroporto, con un traffico folle (ci mettiamo più di un’ora e mezzo!) e riprendiamo il nostro volo serale per Roma. I viaggi nati per caso sono spesso quelli che ci rendono più ricchi, trasformando un fuori programma in un regalo prezioso.














